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Cronaca | 05 settembre 2019, 16:58

Giovanni Ferrero improbabile testimonial del trading sui bitcoin: bufala social veicola l’ultima truffa del web

I legali della multinazionale albese già all’opera per tutelare l’immagine del suo presidente, indebitamente utilizzata per promuovere sistema di investimento "alla base delle sue ricchezze"

Nella pagina web incriminata diverse immagini del ceo Ferrero, accompagnate dai risultati dei suoi supposti investimenti

Nella pagina web incriminata diverse immagini del ceo Ferrero, accompagnate dai risultati dei suoi supposti investimenti

Gli albesi in particolare e quanti minimamente conoscono le vicende della grande industria dolciaria con base nelle Langhe non faranno fatica a riconoscervi l’ennesima bufala diffusa dal web, con l’aggravante in questo caso di veicolare quello che sembra avere tutti i requisiti per rappresentare un vero e proprio tentativo di truffa, nella fattispecie collegato al nebuloso universo dei bitcoin.

Il riferimento è a un messaggio che da alcune settimane viene riproposto attraverso i social network e Facebook in particolare, dove "post" sponsorizzati proposti da diversi improbabili profili (l’ultimo da noi visto si chiama "What to se in Prague"), sotto ad altrettanto improbabili titoli (nel nostro caso: "L'ultima preghiera per Giovanni Ferrero") rimandano a una pagina web concepita con le fattezze di un articolo di giornale on line (per ovvie ragioni evitiamo di riportare l'indirizzo del sito, che sembra avere base in Alabama, negli Usa) sul quale, sopra una foto dell’imprenditore albese, campeggia l’eloquente e ingannevole titolo: "RAPPORTO SPECIALE: l’ultimo investimento di Giovanni Ferrero ha lasciato gli esperti a bocca aperta e spaventato le banche".

Nel sottostante testo, impaginato a guisa di articolo, la più improbabile delle notizie. Una ricostruzione secondo la quale lo stesso Ceo del gruppo dolciario – nella realtà esponente di una famiglia industriale che da sempre fa della propria riservatezza un rigoroso comandamento – sarebbe stato ospite nientemeno che della popolare trasmissione televisiva "Pomeriggio 5", dove avrebbe pubblicato rivelato il segreto di ricchezze (22,4 miliardi di dollari, quella accreditatagli da "Forbes") accumulate non tanto nella sua veste di erede e presidente di una delle più importanti aziende al mondo (10,7 miliardi di euro di fatturato, oltre 30mila collaboratori), ma… servendosi di "un programma di trading automatico di criptovalute chiamato Bitcoin Trader".

"Una scappatoia della ricchezza" – avrebbe rivelato – che, a parer suo, "può far diventare milionario chiunque, nel giro di 3-4 mesi".
Ovviamente "il re del cioccolato", peraltro curiosamente descritta come persona "che si è fatta un nome grazie alla sua capacità di parlare senza peli sulla lingua", avrebbe consigliato "a tutti gli italiani di approfittare di questa incredibile opportunità, prima che le grandi banche la blocchino per sempre", dopodiché viene spiegato che "come era ovvio, alcuni minuti dopo la sua intervista, Mediobanca ha chiamato per bloccarne la messa in onda, ma era troppo tardi".

Sotto l’articolo vengono poi riportate alcune testimonianze e numerose Bitcoin Era Opinioni di persone che avrebbero dato una svolta alla loro vita grazie all’ingegnoso sistema. Investendo 225 euro – vi si legge –, alla fine della prima giornata ci si vedono accreditati guadagni giornalieri per 750, che diventano 1.300 euro già il giorno successivo. Un apposito "form" a fondo pagina consente di immettere i propri dati nel sistema e procedere col versamento necessario a emulare i successi del ricco industriale.

Ovviamente nulla di vero – bene ribadirlo –, ma quella che sembrerebbe una vera e propria truffa, i per mettere in atto la quale i suoi autori hanno evidentemente pensato di giocare sulla popolarità dell’industriale albese e sulla sprovvedutezza di chi in quel messaggio sarebbe incappato.

Interpellato dal nostro giornale, il Gruppo Ferrero fa sapere di essere al corrente dell’illecito e fuorviante ricorso all’immagine del suo presidente e di aver già attivato le azioni necessarie a interrompere la diffusione di tali materiali.

La raccomandazione, considerate anche la difficoltà di intervenire contro chi opera fraudolentemente nella galassia di Internet, è ovviamente quella di prestare la massima attenzione, diffidando e bloccando comunicazioni basate su simili macroscopiche azioni di disinformazione.

Ezio Massucco

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