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Curiosità | 14 maggio 2019, 09:50

"Racconto il talento, che può renderci speciali ma anche isolarci": Nicola Brizio ci racconta "L'ossessione della forma"

Il giovane autore braidese ha partecipato all'ultima edizione del Salone del Libro di Torino, terminata ieri (13 maggio): "Ora vorrei portare il libro il più possibile nelle librerie indipendenti"

Il libro di Nicola Brizio, "L'ossessione della forma"

Il libro di Nicola Brizio, "L'ossessione della forma"

S'intitola "L'ossessione della forma" l'ultimo lavoro del giovane scrittore braidese Nicola Brizio, edito dalla casa editrice sanremese "Leucotea Edizioni".

Classe 1993, Nicola è sceneggiatore e giornalista, collabora con il collettivo indipendente Utopia Underground Film e con la recentissima realtà radiofonica braidese Braontherocks. "L'ossessione della forma" è il suo secondo libro dopo "Fame Plastica" (Funambolo Editore).

Dopo l'esperienza di Nicola all'ultimo Salone del Libro di Torino abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui sul nuovo libro.

- Ciao Nicola. Parlaci brevemente del tuo libro, "L'ossessione della forma".

L'ossessione della forma è un romanzo sugli effetti collaterali del talento. Spesso immaginiamo il successo come qualcosa a cui aspirare perchè in grado di cambiarci la vita e nel mio romanzo dimostro che in effetti è così ma non sempre in senso positivo.

- Il libro ha al centro la tematica del talento, di cosa sia e di cosa significhi possederlo. Perché hai scelto di focalizzarti su questo elemento?

C'è una canzone della quale non ricordo il titolo che dice "Essere speciale ed essere maledetto coincidono spesso". Ecco io credo che sia esattamente così: la perfezione non esiste, dietro il talento spesso c'è una maledizione, un sacco di solitudine e di dolore. Essere "speciali" in un mondo di "normali" vuol anche dire isolarsi e parlare una lingua diversa da coloro che ci circondano.

- La narrazione si presenta frammentata, spiazzante. Di nuovo, perché questa scelta tecnica?

E' un omaggio al mio maestro William Burroughs, voglio che ci sia confusione come nella testa del mio protagonista. Mi piace che il lettore sia disorientato e si lascia investire e trascinare dalla narrazione e dalle immagini che si susseguono idealmente.

- Quanto di "biografico" c'è in questo libro?

E' difficile dirlo, così su due piedi azzerderei un 30% ma potrei sbagliarmi. Sicuramente c'è la sensazione di distacco dal mondo, le incomprensioni con i fruitori della propria creatività, sono cose che fanno parte di me. Io non mi considero un artista, penso che sia presuntuoso farlo a qualsiasi livello, mi considero un creativo che lavora per piallare gli spigoli di un'idea.

- Ci sono punti di contatto tra "L'ossessione della forma" e "Fame plastica", il tuo libro precedente?

In entrambi la narrazione è fortemente frammentata e priva di una vera e propria linea temporale ma i punti in comune si fermano qui. Non volevo in alcun modo che il pubblico considerasse "L'ossessione" come una sorta di proseguimento di "Fame plastica". Sono due libri diversi ed entrambi mi hanno dato molto, il primo forse è più spontaneo, il secondo più maturo ma al tempo stesso più sperimentale.

- Come hai vissuto il rapporto con la nuova casa editrice, "Leucotea Edizioni"?

Direi in maniera eccellente, sono serie e professionali, caratteristiche fondamentali per un'editore. Riescono ad azzerare la distanza chilometrica facendosi trovare sempre a disposizione. Sono davvero felice di poter lavorare con loro.

- Cosa farai adesso? Nuovi progetti, appuntamenti?

Vorrei portare il più possibile "L'ossessione della forma" in giro per le librerie indipendenti, c'è già qualche progetto ma forse è troppo presto per parlarne. Inoltre ho appena iniziato a condurre "Radical Nik" il mio programma in onda tutti i mercoledì su radio Braontherocks, è un progetto ambizioso al quale tengo molto.

simone giraudi

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