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Attualità | 22 novembre 2018, 11:03

Terminato il concorso pubblico per l'assunzione di 250 Vigili del Fuoco: ora servono le assunzioni

Il Comitato Idonei VVF250, formatosi nelle scorse settimane, ha come obiettivo quello di portare avanti le ragioni di questi ragazzi e sensibilizzare la politica e le organizzazioni sindacali, in modo da far impegnare le parti su corpose assunzioni già a partire dal 2019

Foto di repertorio

Foto di repertorio

E' finalmente volto al termine, dopo un lungo ed estenuante iter selettivo, il concorso pubblico per 250 Vigili del fuoco, bandito nel 2016. Il bando, che prevedeva la partecipazione di Civili, ex Militari, Vigili del Fuoco Volontari/Discontinui ed ex Servizio Civile Nazionale, ha fornito al Dipartimento VV.F. una graduatoria valida di poco più di 5.000 idonei, di età media pari a 27 anni.

Le carenze di organico, che ormai da troppi anni mettono in ginocchio il C.N.VV.F., e che stando alle ultime rilevazioni, ha una carenza di oltre 3.500 unità e un'età media di circa 47 anni, potrebbero essere in parte risolte dall'immissione in ruolo di questi giovani che hanno brillantemente superato le 3 prove concorsuali (quiz, fische e colloquio) e che una volta assunti, permetterebbero un forte ringiovanimento del Corpo Nazionale. 

Una delle peculiarità dei concorrenti, oltre alla succitata giovane età, è sicuramente quella che tra le sue fila vi siano circa 2.300 tra diplomati e/o laureati (numeri mai visti prima in un selezione per VF), che potranno dare un'importante apporto nello sviluppo futuro del Corpo, sopratutto nel campo legato alle specialità (TAS, TLC, ecc.).

Inoltre, tra i 5.000 aspiranti VVF, ci sono circa 1000 Vigili Discontinui, che una volta immessi in ruolo, ridurranno i numeri dei Vigili Volontari “Discontinui” (circa 12.000 in tutta Italia), che da anni attendono l'occasione per passare tra le fila dei Professionisti. 

Il Comitato Idonei VVF250, formatosi nelle scorse settimane, ha come obiettivo quello di portare avanti le ragioni di questi ragazzi e sensibilizzare la politica e le organizzazioni sindacali, in modo da far impegnare le parti, su corpose assunzioni già a partire dal 2019 e non permettere che, un percorso selettivo così duro che ha fatto emergere i meriti e le professionalità di questi giovani cittadini, vengano accantonati o dimenticati in infinite graduatorie senza prospettive.

Redazione

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