“Ricevo insulti e attacchi dalla destra e dal nuovo sindacato dei Carabinieri per le mie dichiarazioni sull’utilizzo del taser a Cuneo. Confermo ogni parola: quell’intervento è stato sproporzionato".
E’ quanto afferma il cuneese Filippo Blengino, segretario nazionale di Radicali Italiani, dopo l’intervento diffuso ieri sul caso del carabiniere ricorso al taser nei confronti di una donna in stato di alterazione in corso Giolitti.
"Chi parla di processo mediatico strumentalizza - prosegue -. Nessuno nega che davanti a una persona alterata e potenzialmente pericolosa fosse necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Il punto è un altro: le procedure e il principio (costituzionale) di proporzionalità. Il taser è uno strumento violento, spesso usato in modo sproporzionato. Vedere quattro agenti scaricare corrente elettrica su una persona, farla cadere di faccia e insistere nella scarica è una scena incompatibile con uno Stato di diritto".
"La destra torna sempre lì, con la retorica della repressione e tanta propaganda – prosegue l’esponente radicale –. Ma dopo quattro anni di Governo Meloni i problemi di sicurezza e criminalità esistono ancora. Forse è il momento di ammettere che blindati davanti alle stazioni, nuovi reati, più carcere e più taser non sono sinonimo di sicurezza, ma producono solo più violenza e più recidiva. La sicurezza si costruisce con prevenzione, servizi sociali, scuola, illuminazione pubblica, politiche sulle droghe fondate sulla riduzione del danno e polizia di prossimità. Non con scariche elettriche sui corpi delle persone”.





