"Abbiamo rappresentato alla corte la totale estraneità dei nostri assistiti rispetto alle ipotesi di resto residue oggetto dell’appello del pubblico ministero".
Così i difensori dell’ex prima cittadina di Vezza d’Alba Carla Bonino – gli avvocati Marta Giovannini e Marco Calosso – e dell’ex vicesindaco dello stesso Comune, Giuseppe Steffanino, – a patrocinarlo è l’avvocata Silvia Calzolaro - commentano quando discusso nel corso della prima udienza del processo d’appello per l’indagine Feudo.
Come segnalato dal nostro giornale (qui), il processo di secondo grado è iniziato oggi, mercoledì 15 aprile, di fronte alla quarta sezione penale della Corte d’Appello di Torino.
La corte presieduta dal giudice Gianni Filippo Reynaud – consigliere relatore è Ersilia Palmieri –, sarà chiamata a esprimersi sul ricorso che il pubblico ministero Davide Lucignani aveva presentato nel luglio scorso contro la sentenza che poco più di un anno fa, nel marzo 2025, vide il Tribunale di Asti mandare assolti tutti i dodici imputati del processo sulle presunte malversazioni nei municipi di Vezza d’Alba, Santo Stefano Roero e Montaldo Roero e nell’Unione collinare allora partecipata dagli stessi Comuni.
Il ricorso è stato proposto nei confronti di nove di quei dodici imputati.
Il processo prende le mosse da un’indagine condotta a partire dal 2022 dal Nucleo Economico Finanziario della Guardia di Finanza di Cuneo. L’inchiesta, collegata a un primo filone d’indagine riguardante il solo comune di Santo Stefano Roero, aveva portato anche all’adozione di misure cautelari nei confronti di diversi indagati, tra i quali figuravano sindaci, amministratori, funzionari e professionisti che avevano intrattenuto rapporti professionali con gli stessi enti locali.
L’accusa è ora rappresentata dal dottor Giuseppe Vanore, sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Torino.
Il processo è stato aggiornato al prossimo 18 maggio.





