Cronaca - 14 aprile 2026, 19:43

Riparte in appello il processo sulle presunte malversazioni in tre municipi del Roero. In primo grado assolti tutti i dodici imputati

Nel marzo 2025 il Tribunale di Asti aveva scagionato amministratori, funzionari e professionisti che avevano collaborato coi municipi di Santo Stefano Roero, Montaldo Roero e Vezza d’Alba. Domani a Torino il procedimento di secondo grado

Il palazzo di giustizia di Torino

Il palazzo di giustizia di Torino

Prenderà il via domani, mercoledì 15 aprile, davanti alla Corte d’Appello riunita presso il palazzo di giustizia di Torino, il processo di secondo grado nei confronti di nove dei dodici imputati che il 14 marzo 2025 vennero assolti dal Tribunale di Asti.

Il collegio presieduto da Elisabetta Chinaglia – giudici a latere Matteo Bertelli Motta e Roberta Dematteis – era stato chiamato a valutare le richieste di condanna a complessivi 34 anni di carcere avanzate nei loro confronti dal pubblico ministero Davide Lucignani relativamente a 24 capi di imputazione, emersi dall’inchiesta con la quale il Nucleo Economico Finanziario della Guardia di Finanza di Cuneo aveva indagato su presente malversazioni commesse nei municipi roerini di Santo Stefano Roero, Montaldo Roero e Vezza d’Alba, e nell’Unione di Comuni partecipata da quelle amministrazioni.

Nel luglio scorso la Procura della Repubblica di Asti aveva poi proposto appello nei confronti di nove dei dodici imputati – sindaci, funzionari e professionisti, alcuni dei quali, nel dicembre 2022, erano finiti anche agli arresti domiciliari.

Motivando la sua richiesta in 70 pagine di ricorso, il pubblico ministero Lucignani, che a settembre ha lasciato la Procura astigiana per trasferirsi proprio a Torino, aveva chiesto alla Procura Generale presso la Corte d’Appello del capoluogo regionale, di procedere nei confronti dell’ex sindaca di Vezza d’Alba Carla Bonino, che era difesa dagli avvocati Marco Calosso, Marta Giovannini ed Elisa Anselmo, e per la quale l’accusa aveva chiesto una condanna a 5 anni di reclusione; dell’ex vicesindaco vezzese Giuseppe Steffanino, difeso dall’avvocata albese Silvia Calzolaro (anni uno e mesi 4, la richiesta per lui); dell’ex primo cittadino di Montaldo Roero Fulvio Coraglia, difeso da Giorgio Piazzese (anni 4 e mesi 6); del geometra albese Giovanni Careglio, difeso dal legale astigiano Piermario Morra (7 anni); dell’ingegnere cheraschese Valter Peisino difeso dall’avvocato Enrico Gaveglio (anni 3);  dell’imprenditore di Cavallermaggiore Felice Scotta (anni 4 e mesi 2), difeso da Paolo Bottasso; del perito industriale di Castagnole delle Lanze Piermichele Gallo (4 anni e 3 mesi), difeso dagli avvocati Alberto Bazzano e Giuseppe Vertucci; del professionista carmagnolese Aldo Pugnetti (avvocati Francesca Peyron e Marco Longo; anni uno e mesi 4); infine del funzionario della Regione Gianluca Comba, di Demonte, difeso dall’avvocato cuneese Alessandro Ferrero (richiesta di anni 2).  

Erano stati invece esclusi dalla richiesta di appello l’architetta Cinzia Gotta, già sindaca di Baldissero d'Alba, difesa da Michela Malerba (per lei la richiesta di condanna in primo grado era stata di anni 2), la funzionaria sommarivese Federica Borello, ex responsabile del servizio finanziario dell'Unione di Comuni (anni 4 e mesi 6), e infine l’ex sindaco di Santo Stefano Roero Renato Maiolo.

Per quest’ultimo, difeso dall’avvocato albese Roberto Ponzio e dal collega astigiano Pierpaolo Berardi, l’accusa aveva chiesto un anno e 4 mesi di reclusione. Condanna che si sarebbe sommata a quella a 2 anni e 11 mesi da lui subita nel processo nato dal primo filone dell’indagine e ai 2 anni di pena coi quali si era invece chiuso il procedimento, concluso anch’esso nei mesi scorsi, per maltrattamenti a un ex dipendente comunale.

Domani il processo di secondo grado prenderà il via davanti alla quarta sezione penale della Corte d’appello. Il collegio è presieduto dal giudice Gianni Filippo Reynaud, consigliere relatore Ersilia Palmieri.

Ezio Massucco

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