Riceviamo e pubblichiamo.
***
Gentile direttrice,
nelle ultime settimane ho letto alcuni articoli pubblicati sul suo quotidiano in merito al completamento dell'autostrada Asti-Cuneo; in particolare ho letto con attenzione l'articolo di Ezio Massucco, pubblicato in data 8/1/2025, dal titolo: "Da Castagnito a Cuneo sulla A33: 14 km in più e dieci minuti risparmiati. Pedaggio tra i più cari d'Italia, ma Alba e Bra oggi sono più vicine",
L'articolo, dopo un preciso e dettagliato raffronto tra i tempi e i costi che un automobilista dovrà sostenere per spostarsi da Castagnito a Cuneo, percorrendo l'autostrada A33 in alternativa alla strada statale, evidenzia l'impatto positivo che la nuova infrastruttura avrà sulla S.S. 231 e sulla S.P. 7, due strade tra le più congestionate della provincia di Cuneo, sottolineando il fatto che l'autostrada potrà altresì garantire il collegamento veloce tra Alba, Cherasco e Bra.
Purtroppo l'articolo, dopo aver dimostrato che la A33 è una della autostrade con i pedaggi più alti in Italia, e ricordato che un parte del tracciato tra Alba e Cherasco al momento è stato mantenuto in forma gratuita, si conclude con questa considerazione: ".... gli amministratori albesi e braidesi in particolare faranno bene a valutare gli effetti della futura introduzione del pedaggio sulla tratta albese".
Ed è proprio da questa conclusione ampiamente condivisibile che vorrei fare una semplice personale considerazione e lanciare un appello, non solo agli amministratori albesi e braidesi, ma a tutti gli amministratori cuneesi provinciali e regionali.
Premesso che la provincia di Cuneo, tra tutte le province piemontesi, risulta da sempre essere quella con una rete stradale extraurbana tra le più inadeguate in assoluto, è evidente che se il tratto di autostrada oggi gratuito in futuro sarà soggetto a pedaggio, centinaia di automobilisti continueranno a percorrere giornalmente la S.S. 231 e la S.P. 7 e di conseguenza i tanto auspicati benefici che la A33 potrà determinare sul territorio, in termini di decongestionamento del traffico, di sicurezza stradale e di inquinamento ambientale, in particolare per la tratta Alba-Cherasco-Bra, saranno comunque limitati.
Perché per noi cuneesi, già ampiamente penalizzati in termini di infrastrutture stradali, si ipotizza il pagamento di un pedaggio, peraltro con delle tariffe spropositate, di una tratta autostradale che a tutti gli effetti dovrebbe essere semplicemente una tangenziale di collegamento tra le città di Alba, Cherasco e Bra?
Perché solo i torinesi possono beneficiare di una tangenziale di collegamento veloce tra la città di Torino e quella di Pinerolo percorrendo addirittura circa 30 km della A55 e pagando un pedaggio ridotto ( € 1,70 circa)?
Lancio quindi un appello a tutti gli amministratori e in particolare al presidente della Regione Piemonte affinché, nell'interesse della nostra Provincia Granda, intervengano congiuntamente presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, competente nel merito delle concessioni autostradali, al fine di assicurare un sistema tangenziale gratuito tra le città di Alba, Cherasco e Bra (... e magari Marene!!!) e nel caso in cui la gratuità, ahimé, non fosse possibile, di garantire a noi cuneesi almeno lo stesso trattamento economico degli utenti della Torino-Pinerolo.
Luca Menardi, Saluzzo





