Saltato alla riunione di ieri, è stato rinviato alla nuova seduta in programma per mercoledì 31 luglio l’esame da parte del Comitato interministeriale Programmazione Economica del Piano finanziario redatto dal ministro Toninelli per arrivare al completamento dell’autostrada Asti-Cuneo.
Ieri la notizia dell’ennesimo rinvio era stata accolta con preoccupazione dalla deputata "dem" Chiara Gribaudo, rubricata invece senza particolare preoccupazione, e anzi con un certo ottimismo dal governatore piemontese Alberto Cirio e dallo stesso ministro pentastellato, che sempre ieri, nell’ambito di una curiosa dichiarazione di ringraziamento a Matteo Salvini, che pochi prima ne aveva espressamente chiesto la testa, citava i progressi compiuti sul fronte Asti-Cuneo nell’elenco delle opere che proprio la riunione del Cipe avrebbe definitivamente sbloccato.
Difficile dire ad oggi chi abbia ragione, tra il pessimismo dei democratici e il "tutto va bene madama la marchesa" professato invece su un asse Regione-Governo che intanto, va detto, ha consentito allo stesso Cirio di poter esultare per lo sblocco dell’annosa vicenda Tav.
Qualche elemento per andare oltre le dichiarazioni di circostanza lo si è avuto finalmente in serata, quando, a Borse chiuse, l’Autorità per la Regolazione dei Trasporti (Art), attraverso il suo sito istituzionale, ha reso pubblico il proprio atteso parere sul piano Toninelli (lo alleghiamo a fondo pagina), documento la cui mancanza sarebbe stata alla base del rinvio al Cipe.
E scorrendo le dieci pagine firmate dal presidente dell’authority Andrea Camanzi qualche indicazione per procedere con opportuna cautela a dire il vero si coglie, soprattutto là dove lo stesso organismo indica come necessario un nuovo esame da parte di quella Commissione Europea che, con provvedimento del 27 aprile 2018, già si era espressa sul tema, allora dando il proprio via libera allo schema di "finanziamento incrociato" tra autostrada A33 Asti-Cuneo e A4 Torino-Milano presentato un anno prima dall’allora ministro Graziano Delrio.
"In relazione a tutto quanto sopra esposto – si legge infatti a pagina 6 del parere dopo una articolata rendicontazione dedicata ai contenuti del carteggio intercorso da marzo a oggi tra la stessa Autorità e il Ministero –, l’Autorità osserva preliminarmente che, a seguito delle rilevanti modifiche introdotte rispetto allo scenario precedentemente sottoposto alla Commissione Europea, la citata Decisione C(2018)2435 (il parere Ue, ndr) e le linee di indirizzo in essa contenute non possono più essere ritenute attuali, con particolare riferimento ai punti 28, 30 e 31 della citata Decisione. Pertanto, si prende atto della segnalata interlocuzione con la Direzione Generale competente della Commissione Europea, con la quale dovrà essere preventivamente condiviso il nuovo scenario di riferimento anche sotto il profilo della disciplina della concorrenza".
"La questione appare rilevante – prosegue il testo – anche in considerazione del fatto che le criticità già segnalate (al Ministero, ndr) dagli Uffici dell’Autorità risultano ora accentuate, in ragione del considerevole incremento del valore di subentro (ora a circa 980 milioni di euro, ndr). Si ricorda infatti che sia l’Autorità (cfr. delibera n. 119/2017) che la Commissione Europea hanno evidenziato le problematiche di contendibilità relative ai riaffidamenti delle concessioni con valori di subentro molto elevati (…)".
Insomma, non proprio tutto liscio, a partire dal fatto che, come già visto con la proposta Delrio, un nuovo esame da parte dell’Unione Europea comporterà un nuovo – l’ennesimo – allungamento dei tempi.
Ma rilievi vengono sollevati anche sul trattamento tariffario che il Ministero ha previsto sulla A4 Torino-Milano (nell’ambito di incrementi annui del 2,2% previsti su entrambe le tratte), contemplandola tra le poste che consentirebbero il finanziamento degli investimenti necessari sulla Asti-Cuneo.
GRIBAUDO: "COSI' SI RISCHIA PROCEDURA D'INFRAZIONE"
La stessa Chiara Gribaudo, tornata oggi sul tema, ha pochi dubbi sull’umore con cui guardare al documento. Secondo la deputata Pd "dato il parere dell’Art, fare finta di niente e proseguire con il piano Toninelli" comporterebbe quali conseguenze "l’incorrere in una procedura di infrazione europea per aiuti di stato, col rischio di rimandare l’Asti-Cuneo di decenni; regalare la concessione della A4 Torino-Milano a Gavio per i prossimi 30 anni, visto che sarà impossibile per chiunque pagare quasi 1 miliardo di euro per subentrargli nel 2026; costringere gli utenti ad un aumento delle tariffe annuo del 2,2% fino al 2045 sull’Asti-Cuneo e fino al 2026 sulla Torino-Milano. Ora, tutto questo si poteva evitare, se solo il Ministro Toninelli non si fosse impuntato e avesse proseguito sulla strada tracciata da Delrio, che con una proroga di soli 4 anni sulla Torino-Milano realizzava l’Asti Cuneo senza aumenti delle tariffe. Quale delle due ipotesi – conclude la deputata cuneese – vi sembra il miglior regalo al concessionario e il peggior danno per i cittadini? E intanto abbiamo perso più di un anno".






