Riceviamo e pubblichiamo.
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Gentilissimi,
la manifestazione organizzata lo scorso 27 ottobre davanti a Palazzo Lascaris, con la partecipazione di circa 4.000 agricoltori provenienti da tutto il Piemonte, ha rappresentato un importante momento di mobilitazione e di confronto sulle difficoltà che stanno attraversando le nostre imprese agricole.
Le dieci priorità illustrate e consegnate al Consiglio regionale hanno evidenziato con chiarezza le principali criticità del settore: dall'aumento dei costi di produzione alla necessità di garantire una più equa remunerazione dei prodotti, dalla disponibilità delle risorse idriche alla gestione del lavoro stagionale, fno alla tutela delle aziende che operano nei territori montani e marginali.
Temi concreti, che richiedono risposte altrettanto concrete e un impegno condiviso delle istituzioni.
Esprimo innanzitutto il mio apprezzamento per le ultime e più recenti iniziative assunte dalla Giunta regionale a sostegno del comparto agricolo piemontese, con particolare riferimento alle tre deliberazioni approvate il 2 novembre 2026.
Si tratta di provvedimenti che intervengono su questioni importanti per le imprese agricole:
dal sostegno agli interessi sui prestiti contratti dai Consorzi di difesa, all'incremento di 1,1 milioni di euro delle risorse destinate agli interventi nell'ambito della programmazione PAC 2023-2027, fino all'attivazione del bando per la realizzazione delle reti antigrandine.
Sono decisioni che vanno nella direzione di dare risposte concrete alle esigenze delle aziende, chiamate quotidianamente a confrontarsi con costi crescenti, cambiamenti climatici, eventi atmosferici sempre più imprevedibili e difficoltà di mercato.
Accanto a questi interventi, ritengo tuttavia importante evidenziare anche il lavoro che sto portando avanti in Consiglio regionale, nella convinzione che il sostegno all'agricoltura non possa limitarsi all'erogazione di contributi, ma debba tradursi in una strategia strutturale capace di rafforzare la competitività delle imprese, garantire condizioni di lavoro regolari, valorizzare i territori e assicurare una remunerazione adeguata ai produttori.
In questa direzione si collocano quattro iniziative consiliari che ho presentato alcune settimane fa come prima firmataria e che ritengo particolarmente signifcative per il futuro del settore.
La prima riguarda la disponibilità delle risorse idriche e la realizzazione e valorizzazione degli invasi: con l'ordine del giorno n. 824, collegato al disegno di legge n. 140, ho chiesto alla Giunta di dare piena attuazione all'articolo 36 del Piano di Tutela delle Acque, predisponendo un documento programmatico che individui i fabbisogni idrici dei diversi territori, censisca le capacità di accumulo esistenti e quelle programmate e individui le aree potenzialmente idonee a nuovi invasi. Una programmazione indispensabile per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, garantire maggiore disponibilità d'acqua nei periodi di siccità e assicurare all'agricoltura, alla zootecnia e agli altri settori produttivi una risorsa fondamentale, valorizzando le infrastrutture esistenti e recuperandone la capacità, al fine di migliorarne la gestione.
La seconda iniziativa riguarda la valorizzazione delle imprese agricole nei territori montani e marginali. Attraverso un emendamento alla legge regionale sulla montagna ho proposto di ampliare il riconoscimento dei servizi essenziali, includendo espressamente anche il sostegno alle attività economiche. L'obiettivo è riconoscere il ruolo delle aziende agricole non soltanto come attività produttive, ma anche come presidi economici, sociali e territoriali, fondamentali per contrastare lo spopolamento e mantenere vive le comunità locali.
La terza proposta interviene sulla gestione del lavoro stagionale in agricoltura, con un emendamento alla legge regionale n. 1/2019 dove ho proposto di promuovere protocolli territoriali permanenti, coinvolgendo Regione, Prefetture, Comuni, Organizzazioni agricole e sindacali, per favorire l'incontro regolare tra domanda e offerta di lavoro, migliorare le condizioni di accoglienza, trasporto e alloggio dei lavoratori stagionali e prevenire fenomeni di sfruttamento e caporalato. Un modello che valorizza anche le esperienze positive già maturate nel territorio cuneese e che potrebbe essere esteso all'intero Piemonte.
La quarta iniziativa, che considero particolarmente importante per la sostenibilità economica delle aziende, riguarda la formazione dei prezzi e la distribuzione del valore lungo la fliera agroalimentare. Con un emendamento alla legge regionale sull'agricoltura ho proposto di rafforzare gli strumenti di cooperazione e gli accordi di fliera, promuovendo maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e una più equa distribuzione del valore aggiunto tra i diversi operatori.
È necessario che il lavoro degli agricoltori trovi un adeguato riconoscimento economico e che i produttori, soprattutto le piccole e medie imprese, non siano lasciati soli di fronte alle dinamiche commerciali della filiera.
Sono naturalmente consapevole che molto rimane ancora da fare e che le questioni aperte per il mondo agricolo sono numerose.
Ritengo però che queste proposte possano rappresentare ulteriori strumenti utili per affrontare alcune delle principali criticità del comparto.
Per questo auspico che tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio regionale possano riconoscere il valore di queste iniziative, sostenerle e contribuire alla loro approvazione: se il Consiglio regionale saprà fare proprie queste proposte, potremo mettere a disposizione dell'agricoltura piemontese ulteriori strumenti normativi e operativi, affancando alle misure di fnanziamento una visione di sviluppo più ampia e duratura.
Il confronto resta fondamentale per individuare le priorità e costruire risposte realmente aderenti alle esigenze delle imprese e dei territori.
Il mio impegno in Consiglio regionale proseguirà in questa direzione, con la volontà di lavorare e di mettermi a completa disposizione delle Organizzazioni agricole, per migliorare la mia azione in difesa di un settore così importante come l’agricoltura piemontese.
Federica Barbero, consigliere regionale del Piemonte





