Tre moduli abitativi da collocare nell'area della Caritas di via Pola, ad Alba, per offrire una nuova possibilità di accoglienza alle persone senza una sistemazione stabile. È il progetto al quale stanno lavorando la Caritas diocesana e il Comune di Alba, dopo il sopralluogo effettuato negli spazi individuati per ospitare le strutture. L'obiettivo è arrivare alla loro installazione entro la fine di novembre, una volta completati il trasporto, il posizionamento e gli allacciamenti necessari a renderle abitabili.
L'iniziativa si inserisce nel confronto sull'emergenza abitativa che coinvolge Alba e il territorio delle Langhe, tornato al centro dell'attenzione dopo le denunce sulle condizioni di alloggio di numerosi lavoratori e le richieste di ampliare le possibilità di accoglienza. Il sindaco Alberto Gatto ne ha parlato anche durante l'ultimo Consiglio comunale, nella risposta all'interrogazione illustrata dal consigliere Luciano Giri, indicando l'acquisizione dei moduli tra gli interventi con cui l'amministrazione intende contribuire ad affrontare il problema. Una prospettiva che si affianca alla volontà, espressa dal primo cittadino, di coinvolgere anche gli altri Comuni del territorio nella ricerca di soluzioni abitative.
A spiegare come sta prendendo forma il progetto è don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas diocesana di Alba, che ha confermato l'avvenuto sopralluogo. Le tre strutture prefabbricate, attrezzate per essere utilizzate sia nei mesi estivi sia durante l'inverno, dovrebbero trovare posto negli spazi interni di via Pola, in un'area distinta da quella occupata dal dormitorio e dalla mensa. L'acquisizione dei moduli avviene attraverso una donazione all'associazione Regala un sorriso.
Il coinvolgimento dell'amministrazione comunale riguarda anche gli interventi necessari per collocare le strutture e renderle abitabili. L'operazione richiederà il trasporto dei prefabbricati, l'impiego di mezzi adeguati per la movimentazione e il posizionamento, oltre alla predisposizione degli allacciamenti ai servizi. Le dimensioni dei moduli rendono necessario anche l'utilizzo di una gru. Il sopralluogo ha rappresentato un primo passaggio operativo, ma alcuni aspetti tecnici e organizzativi devono ancora essere definiti.
La destinazione prevista non è quella di un dormitorio di prima accoglienza. La Caritas sta valutando di utilizzare i moduli per una forma di seconda accoglienza, rivolta a un numero contenuto di persone e pensata per garantire una maggiore continuità abitativa rispetto al semplice pernottamento. Una scelta che tiene conto anche delle risorse disponibili per la gestione: l'organizzazione non potrebbe infatti sostenere il costo di un operatore presente stabilmente nelle nuove strutture.
Non è ancora stato stabilito quante persone potranno essere ospitate. L'intenzione, secondo quanto spiegato da don Degiorgis, è evitare di utilizzare completamente la capienza dei prefabbricati, individuando una modalità di accoglienza compatibile con le necessità degli ospiti e con le possibilità organizzative della Caritas.
Il progetto arriva in una fase nella quale la richiesta di posti letto continua a superare le disponibilità immediate. Il dormitorio invernale ospitato negli spazi della Croce Rossa di via Ognissanti ha aperto giovedì 29 ottobre, con oltre due settimane di anticipo rispetto alla data inizialmente prevista, grazie all'intervento temporaneo della Caritas. Già nella prima serata sono state accolte 15 persone, mentre altre non hanno trovato posto. La gestione comunale con operatori professionali è prevista a partire dal 15 novembre.
I moduli di via Pola rispondono però a un'esigenza diversa. Non sono pensati per affrontare soltanto l'emergenza delle notti più fredde, ma per aggiungere uno strumento di accoglienza utilizzabile anche oltre la stagione invernale. L'intervento non sostituisce quindi il dormitorio, né risolve da solo la carenza di sistemazioni abitative, ma potrebbe offrire una soluzione ulteriore a persone che necessitano di un periodo di ospitalità più continuativo.
In questo quadro, don Degiorgis richiama anche il significato delle risorse che il Comune destina ai servizi di accoglienza. Il direttore della Caritas sottolinea che il sostegno economico pubblico non deve essere interpretato come un finanziamento all'organizzazione religiosa, ma come un intervento rivolto alle persone che vivono sul territorio e si trovano in condizioni di difficoltà.
“Le risorse che il Comune mette a disposizione non sono un contributo alla Caritas in quanto tale, ma servono a sostenere persone che vivono sul territorio e che, in questo momento, non hanno nulla. L'amministrazione ci chiede di occuparci della loro accoglienza, riconoscendo anche economicamente un servizio che svolgiamo nell'interesse della comunità”, ha spiegato.
I tre moduli di via Pola non esauriscono però le necessità dell'accoglienza. Don Degiorgis torna a chiedere un ampliamento dei posti disponibili, alla luce di una situazione che considera più critica rispetto agli anni precedenti.
“Il problema che realmente rimane è quello legato alla prima accoglienza, visto il numero più elevato rispetto agli scorsi anni di persone che sono costrette a dormire all'aperto. Più volte abbiamo rimarcato la necessità di un secondo dormitorio che, insieme agli ospiti di via Pola, possa raggiungere intorno alle 60 persone”, sottolinea il direttore della Caritas.
La preoccupazione riguarda anche le conseguenze della mancanza di sistemazioni. “C'è purtroppo già stata qualche forma di attacco ed esasperazione da parte di alcuni che non hanno trovato riparo. Speriamo solo che non si moltiplichino con il passare del tempo e la carenza di posti disponibili”, aggiunge.





