Gli attacchi hacker che hanno colpito la filiera alimentare in Italia dimostrano che la sicurezza del cibo è una questione di difesa nazionale e mettono in luce i rischi di un sistema di approvvigionamento sempre più concentrato in poche grandi piattaforme logistiche e distributive. È l'allarme lanciato da Coldiretti che, con il segretario generale Vincenzo Gesmundo, chiede un piano straordinario per proteggere l'intera filiera alimentare, tutelando la salute dei cittadini, il reddito degli agricoltori e la continuità delle forniture.
"Abbiamo visto come bastano pochi attacchi informatici per mettere a rischio la conservazione e la distribuzione degli alimenti. Per anni abbiamo inseguito il mito dell'efficienza, riducendo le scorte al minimo e concentrando la distribuzione in pochi grandi centri, dimenticando che il cibo non è una merce qualsiasi. Non possiamo permettere che la tavola degli italiani dipenda dalla vulnerabilità di pochi nodi informatici e logistici", dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.
"È proprio in questo scenario che la filiera corta e i mercati contadini di Campagna Amica rappresentano presidi strategici per la sicurezza alimentare – aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo –. È anche in questa direzione che si sviluppa Campagna Amica per la Salute, il progetto che da luglio sta portando i mercati contadini negli ospedali, sul nostro territorio e a livello nazionale, avvicinando il cibo fresco e di qualità ai luoghi della prevenzione e della cura. Rafforzare questa rete significa rendere il sistema alimentare più resiliente e il Paese meno vulnerabile alle emergenze".





