Attualità - 02 novembre 2026, 06:38

Parco del Castello di Racconigi, il direttore: "Aperto al pubblico nonostante le difficoltà climatiche e i vincoli ambientali"

L'architetto Masino replica all'intervento di Pro Natura, che aveva parlato di "degrado inaccetabile" e spiega la complessità della gestione di uno dei più grandi parchi reali d'Europa

Parco del Castello di Racconigi, il direttore: "Aperto al pubblico nonostante le difficoltà climatiche e i vincoli ambientali"

Una replica circostanziata e puntuale al duro intervento di Pro Natura, che nei giorni scorsi aveva inviato una lettera ai giornali denunciando, per tramite del suo presidente dottor Domenico Sanino, lo stato di degrado e di abbandono del parco del Castello di Racconigi. 

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Questo l'intervento del direttore, l'architetto Masino, che pubblichiamo integralmente

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Gentile presidente,

ci tengo a ringraziarLa perché ci fa piacere poter scambiare punti di vista con i nostri visitatori. Ma la ringrazio anche perché mi permette di approfondire alcuni aspetti legati al Parco del Castello di Racconigi, che è necessario mettere in evidenza.

Il Parco, uno dei più grandi parchi reali europei con 180 ettari di estensione, è un bene di straordinaria complessità storica, culturale e ambientale, che per molti anni è rimasto quasi interamente chiuso al pubblico. 

Dopo quasi dieci anni di chiusura, il Parco è tornato progressivamente accessibile al pubblico: nel 2024 è stato riaperto un primo percorso di collegamento tra il Castello e la Margaria, mentre nel 2026 è tornato fruibile l’intero Grande Anello. Un risultato significativo, raggiunto attraverso interventi di manutenzione e ripristino che hanno dovuto conciliare la conservazione del patrimonio storico con le esigenze di tutela ambientale.

I mutamenti climatici, che come sappiamo stanno colpendo sempre più duramente molti parchi e territori piemontesi, soprattutto nei mesi estivi, hanno purtroppo avuto un impatto significativo anche sul sistema storico delle acque del Parco, a causa dell’abbassamento delle falde e delle minori precipitazioni. Questo senza dubbio favorisce il proliferare di specie infestanti e il deperimento di alberi già in fase di senescenza.

Le estati sempre più calde e più lunghe hanno inoltre accentuato il tradizionale abbassamento delle acque del lago, che tra luglio e settembre diventa un invaso quasi secco, per poi riprendere forma in autunno, salvo casi di prolungata assenza di piogge, come accaduto in questi ultimi tempi.

Anche la gestione del sottobosco risponde a precise esigenze di tutela ambientale. I vincoli naturalistici che interessano il Parco impongono di preservare la vegetazione spontanea e favorire l’evoluzione naturale di alcuni habitat. Una scelta che, in determinati tratti, può restituire un’immagine meno ordinata rispetto a quella tradizionalmente associata a un giardino storico, ma che risponde a precise finalità di conservazione della biodiversità.

Su questo punto è necessario un approfondimento, perché tale questione porta con sé diverse conseguenze.

Il Parco del Castello di Racconigi è stato inserito, per volontà della Regione Piemonte, nel sistema europeo della Rete Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione poiché si è ritenuto che in esso, pur essendo un parco del tutto artificiale (progettato dall’uomo e non dalla natura, e questo come Lei sa è un punto importante), si siano conservate le caratteristiche naturali del bosco di querco carpineto tipico della pianura padana, e in esso, di due coleotteri protetti e, nella zona delle isole, di diversi uccelli rari.

Per difendere queste caratteristiche naturali è stata approvata dalla Regione, fra fine 2016 e fine 2017, una serie di norme di gestione cogenti per la tutela della biodiversità, il cui controllo è affidato all’Ente regionale di Gestione delle Aree Protette del Monviso.

Questi nuovi vincoli hanno imposto un cambio di passo significativo nella gestione ordinaria dell’area, poiché, da allora ogni attività che deve essere effettuata per la salvaguardia del bene culturale viene sottoposta a una preventiva valutazione del suo impatto ambientale.

Ciò significa, per esempio, che è fortemente limitato l’abbattimento di esemplari arborei deperienti se contengono uno dei due coleotteri protetti molto diffusi nella zona (anche a scapito dell’accessibilità del pubblico); altrettanto ridotto è l’intervento nel sottobosco, come accennavo prima, al fine di consentire un’evoluzione naturale dell’habitat e favorire la biodiversità; è previsto l’accumulo in sito di una parte di tronchi e del legname di risulta dei lavori, che possono essere albergo di questi insetti protetti.

Anche i cantieri di restauro e manutenzione di strade ed edifici sono condizionati dai tempi di presenza di pipistrelli e cicogne, così come le iniziative di valorizzazione e intrattenimento. Questo, naturalmente, allunga i tempi e le procedure di realizzazione dei lavori sia sul parco che sugli edifici e ne limita la realizzazione.

Tutto questo però non frena il desiderio di offrire il massimo possibile ai nostri visitatori. La complessità del quadro non interrompe il lavoro di manutenzione: lo rende, al contrario, ancora più articolato e richiede un’attività costante di monitoraggio e programmazione. I tecnici intervengono ogni settimana, dando priorità ai percorsi aperti al pubblico e alle esigenze di sicurezza, senza perdere di vista l’equilibrio complessivo del sistema paesaggistico e ambientale.

Per rafforzare la cura del sito abbiamo anche siglato due accordi: una con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, per la manutenzione di giardini formali e del Giardino delle Foglie, oggi infatti in piena rinascita; e con il settore forestale della Regione Piemonte, che ci aiutano a mantenere i percorsi e i margini boscati.

Dal 2023 ogni intervento è correlato ad un grande masterplan, realizzato da esperti paesaggisti e botanici e che abbiamo condiviso con la Soprintendenza e con l’Ente di gestione delle aree protette del Monviso.

Questo si affianca ai numerosi interventi che stiamo gradatamente realizzando all’interno del Castello: riprendendo la manutenzione programmata, riattivando i restauri e riaprendo zone prima chiuse, finalmente secondo un progetto organico, dopo anni in cui si è dovuto necessariamente intervenire invece nell’ottica dell’emergenza.

Nonostante le numerose difficoltà, oggi il Parco è aperto in tutta la sua estensione e ospita appuntamenti e iniziative. Tra le più recenti: il 20 settembre la prima edizione della gara competitiva Run Ten (organizzata dalla Città di Racconigi e da ASD Atletica Racconigi), il 27 settembre la passeggiata a cavallo con bicchiere della staffa (promossa dalla Società Torinese per la Caccia a Cavallo), e proprio pochi giorni fa la terza tappa delle Camminate Reali 2026 (promossa e organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude) che nella sola giornata di domenica 11 ottobre ha permesso a oltre 1.600 persone di visitare il Parco.

Tra le altre iniziative ci tengo a segnalare l’avviso di partenariato speciale pubblico-privato che riguarda i sistemi di mobilità green destinati al Parco. L’avviso, in scadenza il 24 ottobre, consentirà di dotare la struttura di nuovi strumenti valorizzazione, sempre per offrire al pubblico una migliore esperienza di visita.

Infine ci tengo a segnalare la rassegna culturale Effimera, che ha permesso di rendere accessibile con costanza il complesso della Margaria, ancora poco conosciuto dal pubblico.

Come vede il quadro in cui si inseriscono la gestione del Parco e del Castello è molto ampio e condizionato da numerosi fattori.

Questi processi sono complessi, richiedono anni ed esigono la messa a punto di nuovi strumenti per fronteggiare le sfide climatiche che, quest’anno in particolare, sono entrate in maniera importante nella vita di tutti così come nella gestione del Parco.

Tuttavia, abbiamo scelto di garantire l’apertura al pubblico piuttosto che chiuderlo in attesa delle condizioni ideali: per noi questo è un obiettivo di trasparenza e di condivisione non solo della bellezza di questi luoghi, ma anche della loro quotidiana complessità.

IL DIRETTORE

Arch. Filippo Masino

Residenze Reali Sabaude – Direzione regionale Musei nazionali del Piemonte
 

redazione

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