Il Governo di Giorgia Meloni ha annunciato l'aggiornamento della Legge quadro sull'artigianato che risale al 1985 con uno schema di Decreto Legislativo approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, come richiesto da tempo dalle Organizzazioni artigiane, il Consigliere regionale Claudio Sacchetto, presidente della Terza Commissione che si occupa anche di artigianato, richiama il valore del provvedimento per il Piemonte e per la Granda, con quest'ultima che conta oltre 17 mila imprese artigiane. Ora l'iter proseguirà con il confronto istituzionale e parlamentare.
"L'aggiornamento della legge-quadro sull'artigianato del 1985 rappresenta un passaggio di grande rilievo per un comparto che costituisce una componente essenziale del sistema produttivo italiano, le imprese artigiane hanno bisogno di regole adeguate ai tempi, capaci di accompagnarne l'evoluzione, favorire gli investimenti e consentire loro di crescere senza perdere la propria identità", commenta Sacchetto.
Tra le novità previste figurano una maggiore flessibilità degli assetti societari, la possibilità di operare attraverso un massimo di tre unità locali artigiane, anche al di fuori della circoscrizione della Camera di commercio di riferimento e una diversa organizzazione dei requisiti tecnico-professionali, con la possibilità di individuare un collaboratore come responsabile tecnico, la riforma valorizza inoltre il maestro artigiano e la bottega-scuola, strumenti importanti per la trasmissione dei mestieri e delle competenze alle nuove generazioni.
"Il punto fondamentale è proprio questo, un'impresa artigiana deve poter aumentare la propria attività, assumere lavoratori, investire in nuove tecnologie, organizzarsi su più sedi e conquistare nuovi mercati senza essere penalizzata dalla propria crescita, il provvedimento interviene su vincoli che risalivano a una realtà economica ormai profondamente cambiata, non si tratta soltanto di aggiornare una norma, ma di creare le condizioni perché un'impresa artigiana possa diventare più strutturata, competitiva e capace di generare occupazione, è una prospettiva che può aprire una stagione di sviluppo significativa per tutto il settore, soprattutto se accompagnata da formazione, accesso al credito, innovazione e ricambio generazionale", continua Sacchetto.
Anche la stampa economica nazionale ha posto l'attenzione sulle potenzialità della riforma, evidenziando in particolare il superamento di rigidità che ostacolavano la crescita dimensionale delle imprese e la possibilità di favorire nuove assunzioni mantenendo la qualifica artigiana, secondo le condizioni previste dal provvedimento e dalle misure collegate.
Il percorso legislativo non è tuttavia concluso, dopo l'approvazione preliminare del Consiglio dei ministri, lo schema dovrà essere sottoposto all'intesa della Conferenza Stato-Regioni e ai pareri delle Commissioni parlamentari competenti, prima del passaggio definitivo in Consiglio dei ministri.
"Sarà importante che questo percorso prosegua con attenzione alle esigenze reali delle imprese e con il coinvolgimento delle associazioni di categoria e delle Regioni, il Piemonte, con la propria tradizione manifatturiera e artigiana, ha tutto l'interesse a contribuire alla definizione di una disciplina moderna, concreta e applicabile, la Commissione artigianato e tutto il Consiglio regionale seguiranno con attenzione l'evoluzione del provvedimento, affinché le opportunità previste possano tradursi in risultati effettivi anche per le imprese piemontesi", sottolinea Sacchetto.
Il peso del comparto è particolarmente evidente nella provincia di Cuneo, secondo il Rapporto Cuneo 2026 della Camera di commercio, nel 2025 le imprese artigiane registrate nella Granda erano 17.101, pari al 26,6% del totale delle imprese provinciali e al 15,1% dell'intero comparto artigiano piemontese, nel corso del 2025 si sono registrate 1.182 nuove imprese artigiane e 1.161 cessazioni, con un saldo positivo di 21 attività, le costruzioni rappresentano il 41,8% del comparto, gli altri servizi il 25,5% e l'industria manifatturiera il 22,4%.
"Questi numeri raccontano quanto l'artigianato sia radicato nella nostra provincia, è lavoro, competenza, impresa familiare, produzione, qualità e presidio del territorio. Dalle vallate ai centri maggiori, le attività artigiane rappresentano una parte fondamentale dell'economia cuneese, dare loro strumenti per crescere significa rafforzare il tessuto produttivo, creare opportunità per i giovani e valorizzare un patrimonio di professionalità che appartiene alla nostra identità", conclude Sacchetto.





