Al Direttore - 01 novembre 2026, 11:19

Riflessioni dell'artista Franco Gotta nella sua Opera dedicata al giorno dei defunti

hi vive nel cuore di chi resta, in fondo, non muore mai davvero

Opera pittorica dell'artista italiano Franco Gotta

Opera pittorica dell'artista italiano Franco Gotta

Riflessioni dell'artista Franco gotta nella sua Opera ultima pittorica, dedicata al giorno dei defunti.

"Un pensiero a chi non c'è più...!!!

Mi assilla un pensiero.

Mi assilla, ma non mi dà tormento: 

Che sarà di me quando il mio corpo... sarà cenere? 

Forse... polvere al vento, e l'eco silenziosa di ciò che ho amato, inciso nella memoria di chi resta attraverso i miei colori ".

( Franco Gotta )

Il Giorno dei Defunti ci mette davanti a una delle verità più intime dell'esistenza: la morte pone fine alla presenza fisica, ma non cancella ciò che è stato. Una volta raggiunto il trapasso, spogliati di beni materiali, titoli e affanni quotidiani, ciò che resta di noi non si misura in ciò che abbiamo posseduto, ma nell'impronta invisibile e profonda che abbiamo impresso nelle vite degli altri.

Ugo Foscolo, nei suoi celebri Sepolcri, ricordava che l'uomo continua a vivere nel ricordo e nell'amore di chi resta, attraverso una "corrispondenza d'amorosi sensi" che sconfigge l'oblio. Ciò che lasciamo è un'eredità fatta di relazioni, insegnamenti e affetti che continuano a muoversi nel mondo.

Quando non ci saremo più, la nostra esistenza si frammenterà in tante preziose tessere custodite nella memoria di chi ci ha amato.

I gesti quotidiani e le parole: Il modo in cui sorridevamo, una frase tipica, un consiglio dato in un momento difficile o quel modo unico di camminare e abbracciare.

L'amore dato e ricevuto: È l'unica forza capace di sopravvivere al tempo. L'amore che abbiamo seminato rimane nei cuori altrui come una radice profonda.

Le radici e i valori: Specie per le generazioni future (come i figli o i nipoti), restiamo come fondamenta, punti di riferimento morali e storici che plasmano la loro identità.

Le assenze che diventano presenze: Il vuoto che lasciamo nelle stanze e nelle vite dei vivi si trasforma gradualmente in una forma di protezione silenziosa, una "luce" che continua a guidare i loro passi.

La memoria dei defunti è uno specchio per i vivi. Ci ricorda che siamo fatti di tempo e che ogni istante ha valore solo se condiviso. Chi ci ricorda non ricorderà i nostri successi astratti, ma come li abbiamo fatti sentire. Abbiamo vissuto davvero se siamo stati capaci di ascoltare, di tendere una mano, di ridere insieme e di lasciare il mondo, anche solo per una persona, un posto leggermente migliore.

In questo giorno, fare memoria non significa solo piangere una perdita, ma celebrare l'autenticità di un legame che la morte è stata impotente a recidere. Chi vive nel cuore di chi resta, in fondo, non muore mai davvero.

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