Il dormitorio invernale di Alba ha aperto giovedì sera, 29 ottobre, con oltre due settimane di anticipo rispetto alla data inizialmente prevista, ma i posti disponibili sono stati subito occupati. Quindici persone hanno trovato riparo nella struttura di via Ognissanti, ospitata negli spazi della Croce Rossa, mentre altre sono rimaste fuori.
Il primo bilancio dell'accoglienza mostra tuttavia che la struttura non riesce a rispondere a tutte le richieste. La presenza di persone rimaste senza un posto già nella serata inaugurale rende evidente, secondo il direttore della Caritas, la necessità di ampliare le possibilità di ospitalità, soprattutto in una fase dell'anno nella quale il freddo si aggiunge alle difficoltà abitative di chi vive o arriva sul territorio per lavorare (qui l'articolo completo).
È intervenuta nel dibattito l'associazione culturale immigrati Alba Odv con una presa di posizione precisa.
La nota ufficiale di A.C.I.A. ODV
Come A.C.I.A. ODV, desideriamo innanzitutto ringraziare pubblicamente Caritas Alba e il direttore don Domenico Degiorgis per la sensibilità, la disponibilità e l'impegno dimostrati con l'apertura anticipata del dormitorio invernale.
Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che si stanno impegnando concretamente per garantire un riparo alle persone che, soprattutto in queste giornate fredde, non hanno un posto dove dormire.
A.C.I.A. conferma la propria piena disponibilità a collaborare con Caritas, mettendo a disposizione, 24 ore su 24, i propri volontari e le proprie competenze nei servizi di mediazione culturale, sociale, accompagnamento e supporto alle persone in difficoltà.
Tuttavia, non possiamo fermarci all'emergenza. Quindici posti letto occupati già dalla prima sera dimostrano quanto sia necessario ampliare le possibilità di accoglienza. Condividiamo la necessità di lavorare per soluzioni abitative stabili, ma nel frattempo non possiamo lasciare nessuno senza una risposta.
Come associazione stiamo valutando anche la possibilità di contribuire alla realizzazione di una "Casa di Comunità", una struttura che possa diventare un punto di riferimento permanente per la collettività, favorendo accoglienza, orientamento, accompagnamento e percorsi di autonomia.
C'è inoltre un aspetto che non possiamo ignorare: la difficoltà abitativa non deve trasformarsi in un'occasione di guadagno sulla pelle delle persone più fragili. Non è accettabile che lavoratori, spesso regolari e presenti sul nostro territorio per contribuire all'economia locale, siano costretti a pagare cifre elevate per un semplice materasso o un posto letto in condizioni di sovraffollamento.
La casa e l'accoglienza sono diritti legati alla dignità umana, non strumenti per fare business sulla povertà.
Non vogliamo alimentare polemiche né contrapposizioni istituzionali. Vogliamo contribuire a costruire una rete concreta tra Comune, Caritas, associazioni e realtà del territorio.
La nostra disponibilità è reale. Siamo pronti a fare la nostra parte, perché dietro ogni persona senza un alloggio c'è una storia, una famiglia, un lavoratore e soprattutto una dignità che merita rispetto.
La solidarietà non si misura dalle parole, ma dalle risposte che sappiamo dare alle persone.
Il Presidente
A.C.I.A. ODV – Alba