Il terzo ponte sul Tanaro resta una delle opere più attese per la viabilità albese, ma a dividere maggioranza e opposizione è soprattutto la questione dei finanziamenti. A fronte di un costo complessivo stimato in 46 milioni di euro, l'ultimo documento ufficiale richiamato dall'amministrazione comunale indica una copertura di appena 12 milioni. Una distanza considerevole rispetto ai circa 32 milioni, ai quali potrebbero aggiungersene altri sei, che le minoranze ritenevano disponibili per avviare l'intervento. Il confronto è tornato in Consiglio comunale ad Alba, dove il consigliere Massimo Reggio, del gruppo Alba Domani, ha chiesto chiarimenti sullo stato del progetto e sulle iniziative che la Giunta intende assumere entro la conclusione della consiliatura.
L'interpellanza parte dall'importanza strategica dell'infrastruttura per la città, anche alla luce dei nuovi insediamenti previsti nell'area del San Paolo, dove Banca d'Alba sta realizzando un grande palazzo congressi. Secondo i firmatari, il ponte rappresenterebbe un collegamento essenziale per garantire l'accessibilità alla zona e alleggerire la pressione sulla rete stradale esistente.
Reggio ha riproposto inoltre la possibilità di procedere per lotti funzionali, soluzione già avanzata in precedenti interpellanze. In particolare, un primo intervento potrebbe raggiungere località Mogliasso, collegandosi alla viabilità secondaria esistente e rendendo utilizzabile almeno una parte dell'opera senza attendere il completamento dell'intero tracciato.
A rispondere è stato l'assessore Edoardo Fenocchio, che ha ribadito la rilevanza del terzo ponte, precisando però che la progettazione è in capo alla Provincia di Cuneo. Il Comune, ha spiegato, sta cercando di mantenere un'interlocuzione proattiva con l'ente provinciale e con gli altri livelli istituzionali, ma prima di ipotizzare nuovi passaggi operativi occorre chiarire il quadro complessivo. Il riferimento indicato dall'assessore è una delibera del Consiglio provinciale dell'ottobre 2025, nella quale si evince che l'intervento risulta finanziariamente solo parzialmente coperto e su cui si può rilevare una indicazione esplicita sull’ importo pari a 12 milioni di euro, a fronte di una stima complessiva di 46 milioni. Un dato che, secondo Fenocchio, impone a tutti di verificare l'effettiva disponibilità attuale delle risorse, ponendo questo come base per poter ragionare sulle forme attraverso cui poter realizzare l’opera e sulle modalità per reperire i fondi mancanti. L'assessore ha sottolineato che l'amministrazione non mette in discussione l'urgenza dell'opera, la sua strategicità, ricordando come la rete viaria cittadina sia interessata quotidianamente, secondo i dati richiamati, dal transito di circa 100mila veicoli. Il ponte potrebbe inoltre rispondere alle future esigenze di mobilità, soprattutto in riferimento alla citata riqualificazione dell'ex Rotoalba, in via Liberazione.
Sul piano istituzionale, Fenocchio ha riferito che il 12 settembre il Comune ha inviato una richiesta formale per chiedere un aggiornamento del tavolo di coordinamento, manifestando la disponibilità a ospitarne una riunione ad Alba. L'obiettivo è ottenere indicazioni precise sullo stato della progettazione, sulle tempistiche, sui finanziamenti e sulle modalità di realizzazione. “Non abbiamo ancora avuto una risposta circa l'attuazione di questo punto di confronto e di dialogo”, ha spiegato l'assessore, aggiungendo che, sulla base di interlocuzioni informali, l'amministrazione confida nella possibilità di organizzare l'incontro nelle prossime settimane.
Resta aperta anche la questione della realizzazione per lotti. Fenocchio ha ricordato che questa ipotesi era già stata esclusa dalla Provincia, titolare della progettazione, in assenza della copertura finanziaria dell'intera opera. Un eventuale frazionamento, secondo l'assessore, potrebbe essere valutato soltanto dopo aver definito un quadro complessivo condiviso tra tutti gli enti coinvolti. “Un approccio a lotti funzionali può essere valutato, certamente, ma quando il quadro complessivo è sufficientemente chiaro, è determinato ed è condiviso da tutti; si tratta di un’opera importante e complessa in cui il procedere per parti, senza un inquadramento complessivo solido, può racchiudere criticità”, ha osservato Fenocchio, assicurando che il Comune è intenzionato a fare la propria parte, anche valutando un eventuale contributo economico nei limiti delle proprie possibilità.
La risposta non ha convinto Massimo Reggio, che ha contestato soprattutto la mancanza di aggiornamenti sulla consistenza effettiva dei finanziamenti. Il consigliere ha richiamato le risorse che, secondo le precedenti indicazioni, avrebbero dovuto essere disponibili, sostenendo che dopo oltre due anni di amministrazione non sia ancora chiaro quale sia la dotazione economica reale del progetto.
“Mi sembra siano spariti venti milioni e in due anni e mezzo probabilmente non siamo riusciti a capire se ci sono o non ci sono”, ha dichiarato Reggio, precisando di non aver ricevuto risposte sufficienti su quanto sia stato fatto per verificare i finanziamenti e cercarne di nuovi.
La critica dell'opposizione riguarda anche il metodo. Per Reggio, la richiesta di convocare un tavolo non può rappresentare l'unica iniziativa concreta su un'infrastruttura ritenuta indispensabile per il futuro della città. “Non possiamo attendere che sia la Provincia a venire da noi, che sia lo Stato a portarci i soldi. Bisogna andarli a cercare e bisogna cercare delle vie”, ha insistito il consigliere, chiedendo all'amministrazione un ruolo più attivo.





