Un piano straordinario da 3,3 milioni di euro per fare fronte alle conseguenze dell'eccezionale periodo di siccità e dei devastanti incendi boschivi che hanno colpito il territorio regionale tra giugno e agosto 2026.
È la misura deliberata dalla Regione Piemonte per garantire gli interventi urgenti di messa in sicurezza e il ripristino delle infrastrutture danneggiate dalle fiamme, mettendo a disposizione degli enti locali la possibilità di erogare il 50% dei fondi subito dopo la firma del contratto.
L'operazione è stata resa possibile grazie ai poteri attribuiti alla giunta dalla nuova legge regionale sulla Protezione Civile approvata lo scorso giugno, che permette di dichiarare in autonomia lo stato di emergenza regionale. Una corsia preferenziale che consente di snellire i tempi e adottare provvedimenti immediati senza dover attendere i decreti del governo centralizzato.
Nel dettaglio, il pacchetto finanziario comprende 3 milioni di euro destinati a coprire i costi straordinari sostenuti per i voli degli elicotteri della flotta antincendio boschivo regionali e oltre 300.000 euro per quattro cantieri di messa in sicurezza infrastrutturale dislocati nelle province di Alessandria e Vercelli.
Il bilancio dell'Ispra: Piemonte prima regione del Nord per superficie bruciata
L'intervento finanziario risponde a un'estate particolarmente drammatica sul fronte degli incendi, confermata dal monitoraggio condotto dall'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) attraverso i dati satellitari del sistema europeo Effis.
In tutta Italia, dal 1° gennaio al 15 settembre 2026, si sono registrati 2.076 grandi incendi boschivi che hanno mandato in fumo oltre 1.200 chilometri quadrati di territorio, un'area estesa quasi quanto l'intero comune di Roma. Se il Sud e le isole hanno pagato il tributo più alto – con la Sicilia che da sola rappresenta il 55% del totale nazionale –, nell'Italia settentrionale è stato proprio il Piemonte la regione più colpita, registrando il 4% della superficie nazionale percorsa dal fuoco.
Tra i roghi più rovinosi registrati sul territorio piemontese figura quello divampato il 4 agosto 2026 nel settore prealpino compreso tra le province di Biella e Vercelli, dove le fiamme hanno devastato circa 9 chilometri quadrati di boschi misti di latifoglie decidue e conifere di alto pregio naturalistico.
«Le conoscenze di cui disponiamo oggi devono tradursi in azioni concrete: abbiamo davanti i mesi che ci separano dalla prossima estate per rafforzare la prevenzione e migliorare la capacità di intervento» – osserva la presidente di Ispra e Snpa, Maria Alessandra Gallone –. «Le nuove tecnologie, come droni e osservazione satellitare, possono rappresentare un alleato fondamentale. In questo percorso è essenziale rafforzare la collaborazione con le amministrazioni locali: i sindaci non devono essere lasciati soli di fronte a una sfida così complessa, ma devono poter contare su strumenti conoscitivi e sul supporto delle istituzioni».





