Le preoccupazioni che si addensano sui servizi di salute mentale dell’ASL CN1 richiedono risposte immediate e concrete da parte della Giunta regionale. Leggo della chiusura del Centro diurno di Cussanio, della riduzione di quattro posti letto nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Carle di Cuneo, del ridimensionamento della comunità psichiatrica di Ceva e di incertezze sul futuro dei servizi a Saluzzo.
Un quadro che non può essere liquidato come una semplice riorganizzazione interna. La salute mentale non può diventare l’ennesima voce da sacrificare perché mancano personale e risorse. Dietro ogni posto letto ridotto e ogni servizio ridimensionato ci sono persone fragili, famiglie che chiedono sostegno e operatori che lavorano spesso in condizioni difficili.
A Cuneo, nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Carle, i posti letto sono passati da 16 a 12. A Ceva, la riduzione di quattro posti letto della comunità psichiatrica si accompagna alla trasformazione della struttura in una comunità a bassa intensità, con una conseguente riduzione del personale. A Cussanio, il Centro diurno è destinato a chiudere dal 1° novembre, mentre resta alta la preoccupazione per un possibile ulteriore ridimensionamento dei servizi psichiatrici di Saluzzo.
La carenza di personale, in particolare infermieristico, viene indicata come una delle cause principali di queste criticità. Ma se la mancanza di personale è strutturale, non basta definire temporanee le riduzioni o presentarle come riorganizzazioni: occorre spiegare quali interventi si intendono adottare per garantire i servizi. Preoccupa inoltre l’utilizzo insufficiente delle risorse destinate alla salute mentale a livello regionale.
È positivo che presto il direttore generale dell’ASL CN1, Guerra, incontri la collega consigliera regionale Giulia Marro e l’associazione dei familiari dei pazienti Di.A.Psi. Il confronto con chi vive quotidianamente queste difficoltà è indispensabile. Ma gli incontri, da soli, non bastano: alle parole devono seguire impegni verificabili.
Chiediamo alla Giunta Cirio un piano concreto: il ripristino dei posti letto ridotti, garanzie per la continuità dei percorsi di cura a Cussanio, chiarezza sul futuro di Ceva e Saluzzo e interventi urgenti per rafforzare gli organici.
La domanda è semplice: quali soluzioni concrete si intendono mettere in campo e in quali tempi? I pazienti e le loro famiglie hanno diritto a risposte, non a nuove promesse.





