Come cambiano i bisogni delle comunità e quali risposte dovranno essere costruite nei prossimi dieci anni? Parte dall'Alta Langa il confronto promosso dal Consorzio Socio Assistenziale Alba-Langhe-Roero per ripensare, insieme alle amministrazioni e al territorio, il futuro dei servizi sociali. Il primo appuntamento di "Prendiamoci cura del futuro" è in programma giovedì 29 ottobre, dalle 17, a Bossolasco, nel Salone dell'Unione Montana Alta Langa, in piazza Oberto 1.
L'incontro inaugura un ciclo di laboratori territoriali che proseguirà durante l'inverno in Bassa Langa, Roero, Alba e Langa del Moscato. L'obiettivo è raccogliere esigenze, proposte e priorità delle diverse comunità per arrivare, a marzo, a un confronto generale tra i sindaci sul piano strategico del Consorzio per i prossimi dieci anni.
Un percorso che intende affrontare le trasformazioni sociali nel loro insieme, senza limitarsi a un singolo settore. Come spiega il presidente Gianfranco Bordone, "I temi sono numerosi: anziani, minori, nuova normativa sulla disabilità, casa, genitorialità, inclusione e solitudine. Ma la questione non sarà soltanto trovare delle soluzioni: dovremo soprattutto capire come lavorare insieme".
La scelta di partire dall'Alta Langa assume un significato particolare per un'area nella quale lo spopolamento, l'invecchiamento della popolazione e le distanze tra i centri abitati rendono più complessa l'organizzazione dei servizi. Sono questioni già emerse nel febbraio 2025, durante un incontro tra l'Unione Montana Alta Langa e il direttivo del Consorzio, al quale aveva preso parte un'ampia rappresentanza dei sindaci.
In quell'occasione il presidente dell'Unione, Davide Falletto, aveva richiamato l'attenzione sulle peculiarità del territorio, dal calo demografico alla carenza di collegamenti, fino al rischio di isolamento degli anziani e alla necessità di creare nuove opportunità per i giovani. Criticità che, secondo Falletto, richiedono politiche mirate e una visione condivisa tra le istituzioni.
Accanto alle difficoltà demografiche, il confronto dovrà tenere conto anche di fragilità meno immediatamente riconoscibili. Tra quelle che hanno maggiormente colpito Bordone nei primi mesi alla guida del Consorzio figura la fragilità educativa delle famiglie, un fenomeno che attraversa diverse fasce sociali e riguarda bambini e adolescenti.
"La necessità di sostenere le famiglie sui temi educativi emerge a 360 gradi, dalla prima infanzia fino all'adolescenza", osserva il presidente, sottolineando come le difficoltà non riguardino esclusivamente i nuclei economicamente più vulnerabili, ma possano manifestarsi anche in famiglie benestanti, per effetto di fattori relazionali, personali e sociali.
Un altro nodo centrale è l'invecchiamento della popolazione, con la necessità di individuare modalità di sostegno che permettano alle persone di rimanere il più possibile nella propria abitazione, conservando autonomia e relazioni. "Dobbiamo individuare nuove forme di sostegno che consentano alle persone di rimanere il più possibile nella propria casa", spiega Bordone.
Sul fronte della disabilità, invece, la nuova normativa introduce una trasformazione culturale e organizzativa, mettendo al centro il progetto di vita individuale e richiedendo una collaborazione più stretta tra servizi sociali e sanitari. "La nuova impostazione mette la persona al centro del proprio progetto di vita e chiede ai servizi di diventare facilitatori di quel progetto", sottolinea il presidente.
A questi temi si aggiungono la disponibilità di abitazioni, il sostegno alla genitorialità, l'inclusione e il contrasto alla solitudine, questioni che nei piccoli centri possono assumere caratteristiche differenti rispetto alle realtà urbane.
Il laboratorio di Bossolasco rappresenta quindi un'occasione per mettere a confronto bisogni e possibili risposte, valorizzando anche il ruolo delle amministrazioni locali e delle realtà associative. Bordone ribadisce l'importanza di un dialogo continuativo con i Comuni e di un lavoro condiviso con associazioni, Terzo settore, imprese e tutti i soggetti presenti sul territorio, per trasformare l'ascolto in interventi concreti.
L'appuntamento del 29 ottobre è a ingresso libero, con conferma di partecipazione gradita. L'iniziativa è promossa dal Consorzio Socio Assistenziale Alba-Langhe-Roero, con il sostegno di Banca d'Alba, Fondazione CRC e Strategia Cuneo.





