Attualità - 28 ottobre 2026, 20:19

Inceneritore in Valle Bormida, Alba chiede attenzione sui rischi per Langhe e Albese

In seconda commissione la proposta di Luciano Giri, a nome della maggioranza, per monitorare il progetto ligure tra Cengio e Cairo Montenotte. L'assessore Roberto Cavallo ha richiamato le criticità ambientali e la necessità di coinvolgere il territorio. Auspicata un'adesione condivisa delle opposizioni

L'ex Acna di Cengio

L'ex Acna di Cengio

La Valle Bormida ha già conosciuto le conseguenze dell'inquinamento industriale e ora teme che un nuovo impianto possa riaprire una questione ambientale mai del tutto risolta. L'ipotesi della Regione Liguria di realizzare un termovalorizzatore nell'area dell'ex Acna di Cengio oppure a Cairo Montenotte è arrivata anche sui banchi della seconda commissione consiliare di Alba, riunita martedì 27 ottobre. Al centro del confronto, le possibili ricadute sulle comunità piemontesi, comprese quelle dell'Alta Langa e dell'Albese, e il ruolo che il Comune potrebbe assumere a sostegno delle amministrazioni maggiormente coinvolte.

A portare il tema in commissione è stato Luciano Giri, capogruppo del Partito Democratico, con un ordine del giorno presentato a nome dei capigruppo di maggioranza. Il documento chiede al sindaco e alla Giunta di seguire gli sviluppi del progetto, mantenere contatti con le comunità interessate e sollecitare la Regione Piemonte a valutare le conseguenze ambientali che l'impianto potrebbe produrre anche oltre il confine ligure.

Giri ha richiamato la lunga battaglia per la chiusura dell'Acna, sottolineando come la preoccupazione attuale non nasca da una contrarietà generalizzata ai termovalorizzatori, ma dalle caratteristiche dei siti individuati. L'ex stabilimento chimico, in particolare, conserva una storia di contaminazione e di interventi di bonifica non ancora conclusi. Il consigliere ha ricordato anche le precedenti valutazioni sulla possibile dispersione delle emissioni verso il Piemonte, con ricadute ipotizzate fino alla Bassa Langa e alla zona del Barolo.

La mobilitazione, ha spiegato, coinvolge numerose amministrazioni locali, che hanno chiesto anche ad Alba di prendere posizione. L'obiettivo è costruire una risposta territoriale capace di ottenere informazioni, verifiche ambientali e un confronto con le istituzioni regionali.

Nel dibattito è intervenuto Domenico Boeri, che ha condiviso le preoccupazioni ma ha invitato ad approfondire la situazione prima di portare il documento in Consiglio comunale. Pur riconoscendo i limiti di intervento di un Comune piemontese su un progetto localizzato in Liguria, Boeri ha osservato che il confronto tra le due Regioni potrebbe offrire strumenti per far valere le ragioni del territorio. Ha quindi proposto di ascoltare i rappresentanti locali direttamente impegnati nella vicenda, anche per comprendere meglio lo stato della bonifica dell'ex Acna e i rischi legati a eventuali nuovi lavori nell'area.

Un contributo articolato è arrivato dall'assessore all'Ambiente Roberto Cavallo, che ha spiegato come l'amministrazione albese avesse già ricevuto una sollecitazione dai Comuni dell'Alta Langa. Inizialmente era stata prospettata una deliberazione della Giunta, ma si è preferito aprire il confronto in commissione, così da coinvolgere anche il Consiglio comunale e favorire una posizione condivisa.

"Auspico che riteniate di portare avanti l'ordine del giorno", ha dichiarato Cavallo, precisando di esprimere una valutazione personale, legata alle proprie competenze di assessore. L'eventuale approvazione del documento potrebbe infatti aprire un percorso di ascolto per individuare il contributo concreto che Alba può offrire alle comunità della Valle Bormida.

Cavallo ha ricordato che il Comune aveva avuto un ruolo importante anche nella vicenda storica dell'Acna, affiancando Cortemilia e le altre amministrazioni nella richiesta di interventi ambientali. Una responsabilità che, a suo giudizio, rende opportuno non restare estranei alla nuova discussione. Ha inoltre sottolineato che la bonifica dell'ex sito industriale, pur avendo compiuto progressi significativi, non può ancora considerarsi conclusa.

L'assessore ha poi affrontato le criticità del progetto dal punto di vista della gestione dei rifiuti. La scelta di collocare un impianto nell'entroterra savonese, lontano dall'area genovese dove si concentra una parte importante della produzione ligure, pone secondo Cavallo interrogativi logistici e ambientali. Ma il problema riguarda anche il rapporto tra la capacità dell'inceneritore e gli obiettivi di riduzione dei rifiuti.

"Forse prima di pensare a questo inceneritore sarebbe meglio applicare quello che chiede la norma, cioè la direttiva europea, la norma nazionale, ridurre i rifiuti, riusare, riciclare", ha osservato Cavallo, richiamando l'esperienza del Piemonte, dove la raccolta differenziata si avvicina al 70%.

Il rischio, secondo l'assessore, è che un impianto di grandi dimensioni finisca per richiedere quantità di rifiuti costanti anche quando le politiche ambientali dovrebbero puntare a ridurle. "Quei tipi di impianto, per funzionare, hanno bisogno di una certa quantità di materiale in ingresso, almeno 200.000 tonnellate", ha spiegato, evidenziando come gli investimenti e i costi di gestione possano condizionare le scelte future sulla raccolta differenziata.

Cavallo ha chiarito di non voler affrontare il tema con una contrarietà pregiudiziale all'impiantistica, ma di ritenere indispensabile valutare attentamente localizzazione, dimensionamento ed emissioni. Ha richiamato, a questo proposito, una precedente ipotesi di inceneritore nell'area di Cengio, per la quale erano state esaminate anche le possibili conseguenze sul versante piemontese. La tutela della qualità dell'aria e della salute delle comunità delle Langhe, secondo l'assessore, costituisce quindi una ragione concreta per chiedere nuove analisi.

Tra gli interlocutori da coinvolgere figurano Davide Falletto, presidente dell'Unione Montana Alta Langa, e Roberto Bodrito, consigliere provinciale delegato alle questioni relative alla bonifica dell'Acna e al progetto dell'inceneritore, che hanno confermato la disponibilità a un successivo approfondimento.

In chiusura, Giri ha rivolto un invito ai capigruppo di minoranza affinché valutino la possibilità di aderire all'ordine del giorno. L'auspicio della maggioranza è arrivare a una posizione il più possibile condivisa, evitando che una questione ambientale di interesse sovracomunale diventi terreno di contrapposizione politica.

Il documento resta destinato al confronto in Consiglio comunale, con la possibilità di ascoltare prima i rappresentanti della Valle Bormida e dell'Alta Langa. Per Alba, il passaggio successivo sarà capire come tradurre la richiesta di attenzione in un'iniziativa concreta nei confronti della Regione Piemonte e delle istituzioni coinvolte nel progetto ligure.

d.v.

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