Politica - 27 ottobre 2026, 10:06

Permessi retribuiti dei consiglieri: una mozione chiede più trasparenza sui rimborsi ad Alba

La proposta di Emanuele Bolla discussa in terza commissione ha aperto il confronto sulla documentazione delle attività istituzionali. Orientamento favorevole a un regolamento comunale e a moduli più chiari per rendere tracciabili le richieste senza appesantire le procedure

Permessi retribuiti dei consiglieri: una mozione chiede più trasparenza sui rimborsi ad Alba

Quante informazioni deve fornire un consigliere comunale quando chiede di assentarsi dal lavoro per svolgere il proprio mandato? E come può il Comune rendere più trasparenti i rimborsi riconosciuti ai datori di lavoro, senza complicare le procedure o entrare nel merito di attività politiche che richiedono riservatezza? Sono state queste le domande al centro del confronto nella terza commissione consiliare di Alba, dove il consigliere Emanuele Bolla ha illustrato una mozione dedicata alla documentazione dei permessi retribuiti e dei relativi rimborsi.

La questione è nata dall'esame di alcune richieste nelle quali le assenze dal lavoro erano motivate con la generica indicazione di "impegni istituzionali". Una formula che, secondo i proponenti, non permetteva di comprendere con sufficiente chiarezza quali attività fossero state svolte e per quali ragioni il Comune avesse riconosciuto il rimborso al datore di lavoro.

Bolla ha chiarito che l'obiettivo non era mettere in discussione il diritto dei consiglieri lavoratori dipendenti a usufruire dei permessi previsti dalla legge, né concentrare l'attenzione su singole persone. La richiesta era piuttosto quella di introdurre regole uguali per tutti, capaci di rendere più comprensibili le domande e di tutelare sia gli amministratori sia l'ente pubblico. Da qui la proposta di predisporre un regolamento comunale e una modulistica standardizzata, attraverso i quali indicare con maggiore precisione le attività svolte, gli orari e le ore utilizzate.

L'impostazione ha raccolto un orientamento favorevole anche da parte di altri componenti della commissione, pur con alcune osservazioni sulle modalità concrete. La consigliera Martina Amisano ha richiamato la necessità di tutelare la riservatezza degli incontri politici e preparatori, mentre Massimiliano Vullo ha suggerito una semplice tabella periodica nella quale riportare date, orari e attività svolte, evitando di moltiplicare i documenti. Luciano Giri ha condiviso l'opportunità di una regolamentazione, ricordando anche il ruolo del segretario comunale nel rapporto con i datori di lavoro e l'esigenza di conciliare i permessi con l'organizzazione delle attività lavorative.

Lo stesso Bolla ha precisato che la proposta non voleva assumere un carattere inquisitorio. Descrizioni come preparazione del Consiglio comunale, predisposizione di atti o incontri legati all'attività amministrativa potrebbero già consentire di superare la generica dicitura "impegni istituzionali", senza pretendere di conoscere il contenuto di ogni riunione. L'intenzione, ha ribadito, era rendere le richieste più chiare e verificabili, lasciando agli uffici il compito di individuare gli strumenti più adatti.

Il confronto ha toccato anche alcuni dubbi interpretativi sulle norme che disciplinano i permessi, in particolare le 24 ore lavorative mensili aggiuntive previste per i presidenti dei gruppi consiliari nei Comuni con più di 15mila abitanti. Sono emerse letture differenti sulla necessità di specifiche previsioni nei regolamenti locali e sul rapporto tra questi permessi e quelli riconosciuti per la partecipazione alle sedute consiliari. Questioni che non hanno trovato una soluzione definitiva durante la commissione, ma che hanno rafforzato, secondo i proponenti, l'opportunità di chiarire le procedure.

La mozione approderà ora in Consiglio comunale, dove sarà espresso il parere e si discuterà il suo eventuale accoglimento. Non sono stati ancora definiti né il contenuto puntuale del futuro regolamento né l'organo chiamato ad approvarlo. Dal confronto è emersa comunque una convergenza sull'esigenza di rendere più trasparente l'utilizzo delle risorse pubbliche, attraverso una documentazione comprensibile e proporzionata, senza trasformare la rendicontazione in un ostacolo all'attività istituzionale.

d.v.

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