La solidarietà alla popolazione cubana mette tutti d'accordo, almeno nelle intenzioni. A dividere maggioranza e opposizioni è invece il modo di raccontare le ragioni della crisi che attraversa l'isola. Da una parte la richiesta di condannare il blocco economico e le sue conseguenze sulla vita quotidiana dei cittadini, dall'altra la convinzione che non si possa parlare delle sofferenze del popolo cubano senza richiamare anche la natura del sistema politico, le limitazioni delle libertà civili e le violazioni dei diritti umani. È su questa differenza di impostazione che si concentra il confronto attorno all'ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare del Partito Democratico, destinato all'esame del Consiglio comunale di Alba.
Il documento, illustrato dal consigliere Mario Marano, chiede al sindaco e alla Giunta di esprimere ufficialmente la vicinanza della città alla popolazione cubana, alle prese con una prolungata crisi economica ed energetica che rende sempre più difficile l'accesso a cibo, medicinali e servizi essenziali. La proposta invita inoltre a trasmettere l'appello alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero degli Affari Esteri, sollecitando un impegno diplomatico per il superamento dell'embargo e l'invio di aiuti umanitari. Sul piano locale, viene suggerito di valutare il sostegno a raccolte fondi e progetti di solidarietà promossi dalle associazioni.
Per Marano, il punto di partenza sono le persone, prima ancora delle valutazioni politiche. Il consigliere richiama anche il contributo offerto dai medici e dagli infermieri cubani durante la pandemia, ricordando come molti professionisti dell'isola continuino a lavorare nella sanità italiana, in particolare nelle regioni meridionali. Un legame di solidarietà che, a suo giudizio, rende ancora più importante non voltarsi dall'altra parte di fronte alle difficoltà della popolazione. La sua critica è rivolta soprattutto alle conseguenze delle restrizioni economiche, che considera una forma di pressione esercitata sui cittadini attraverso la privazione di beni fondamentali.
La prima obiezione arriva dal consigliere Riccardo Spolaore, che chiede di inserire nelle premesse un riferimento esplicito alla dittatura comunista che governa Cuba da decenni. Una richiesta sostenuta anche da Domenico Boeri, secondo il quale il documento dovrebbe ricordare le limitazioni delle libertà civili, la repressione degli oppositori e la censura della stampa. Per Boeri, esprimere solidarietà significa riconoscere tutte le condizioni che contribuiscono alla sofferenza della popolazione, senza fermarsi alle conseguenze dell'embargo.
Una lettura diversa viene proposta da Luciano Giri, che riconosce il tema del regime politico ma considera prioritario denunciare gli effetti del blocco economico. Il consigliere insiste sulle difficoltà di accesso ai medicinali e ai beni essenziali, sostenendo che la pressione esercitata dall'esterno non possa essere giustificata dalle caratteristiche del governo cubano. La questione della democrazia, osserva, resta importante, ma non dovrebbe distogliere l'attenzione dall'urgenza umanitaria.
Il confronto si fa più serrato con l'intervento di Emanuele Bolla, che solleva anche un interrogativo sull'effettiva utilità di un ordine del giorno comunale dedicato a una questione di politica internazionale. Pur riconoscendo la legittimità di una presa di posizione del Consiglio, Bolla ritiene necessario offrire un quadro più completo della situazione cubana. La richiesta delle opposizioni, precisa, non è quella di cancellare la solidarietà o minimizzare le conseguenze delle sanzioni, ma di aggiungere un riferimento alla mancanza di democrazia e alle responsabilità del governo dell'isola.
È proprio su questa integrazione che non si trova un'intesa. Marano ribadisce di aver presentato il documento pensando alle condizioni di vita della popolazione, non per esprimere un giudizio sulla storia politica di Cuba. A suo avviso, introdurre il tema del regime significherebbe spostare l'attenzione rispetto alla finalità dell'iniziativa. Una posizione sostenuta anche dalla consigliera Castellengo, che richiama i valori di accoglienza e solidarietà della città di Alba, Medaglia d'oro alla Resistenza, e sottolinea come l'intenzione sia semplicemente quella di far sentire la voce della comunità di fronte a una situazione di sofferenza.
Le opposizioni, però, non considerano le due questioni incompatibili. Bolla torna a chiedere perché non sia possibile affiancare alla denuncia dell'embargo un riferimento alle condizioni politiche del Paese, mentre Spolaore insiste sulla necessità di riconoscere esplicitamente l'assenza di un sistema democratico. Nel dibattito interviene anche Massimiliano Vullo, che suggerisce di utilizzare la denominazione di Repubblica Socialista di Cuba, distinguendo il dato istituzionale dalle diverse interpretazioni della sua storia.





