Si è aperta ufficialmente nella giornata di oggi, venerdì 23 ottobre, presso la sede della Fondazione Ferrero ad Alba, l'undicesima edizione del Master universitario di secondo livello in "Innovation in Food Science and Technology", promosso dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona e intitolato alla memoria di Michele Ferrero.
Erogato interamente in lingua inglese, il percorso formativo alterna le lezioni frontali presso il campus universitario di Cremona ad attività pratiche ed esperienziali nelle sedi Ferrero del capoluogo langarolo. Il programma didattico include due viaggi di studio guidati: il primo al Borgo Laudato Si' di Castel Gandolfo e il secondo negli Stati Uniti, a Chicago, dove gli studenti visiteranno il Ferrero Innovation Center e la Northwestern University. A completare l'anno accademico sarà un tirocinio formativo della durata di tre mesi da svolgere direttamente in azienda ad Alba.
Nel suo saluto introduttivo Carlo Vassallo, segretario generale della Fondazione Ferrero, ha ricordato come a vent'anni dalla prima edizione si sia mantenuto fedele l'obiettivo originario voluto dalla famiglia Ferrero per gli 80 anni del signor Michele: formare figure professionali capaci di guidare ed elaborare progetti creativi e innovativi nel settore industriale.
I lavori sono proseguiti con gli interventi di Elena Beccalli, magnifico rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, del cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato Si', di Laurent Cremona, responsabile ricerca e sviluppo di Soremartec, di Lorenzo Morelli, coordinatore del master, e del professor Rocco Bellantone, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità di Roma, protagonista della lectio magistralis intitolata "Longevità in salute: prevenzione e innovazione nella prospettiva One Health".
"L'internazionalità degli studenti porterà un grande valore al percorso educativo – ha sottolineato il rettore Elena Beccalli –, perché prospettive e culture diverse si metteranno in dialogo per immaginare insieme il futuro del food attraverso un approccio interdisciplinare su questioni attuali, fondamentali, legate agli aspetti tecnologici, nutrizionali, biologici, chimici, del diritto alimentare e del comportamento dei consumatori". Il rettore ha poi rimarcato il valore della sinergia tra l'ateneo, la Fondazione Ferrero e il Centro di Alta Formazione Laudato Si', definendola "una concreta dimostrazione della nostra missione a essere una Research University capace di generare un dialogo proficuo tra discipline, attività scientifiche e responsabilità sociale, tra innovazione tecnologica e centralità della persona".
Per il cardinale Fabio Baggio, "il Master ben risponde al mandato particolare affidatoci da Papa Francesco: trovare la via di una conversione ecologica che sappia trasformarsi in azioni particolari in tutti gli ambiti della nostra vita, anche in un corso formativo. Abbiamo accepted di avere un modulo all'interno di questo Master, perché conosciamo l'importanza della nutrizione e di tutto ciò che la precede e la segue, dalla produzione alla trasformazione, dalla sostenibilità applicata alla realtà, all'uso della tecnologia a sostegno della biodiversità".
In sede di lectio il professor Rocco Bellantone si è soffermato sul tema della prevenzione e dell'equità nei sistemi alimentari e sanitari: "Promuovere healthy ageing richiede un cambio di prospettiva. Significa investire nella prevenzione lungo tutto il corso della vita, ridurre le disuguaglianze e utilizzare l'innovazione in modo rigoroso, affinché i suoi benefici siano realmente accessibili. Significa anche riconoscere, nella prospettiva One Health, che la salute delle persone è strettamente connessa alla salute degli animali, dell'ambiente e dei sistemi alimentari. Ogni nuova tecnologia, ogni nuovo prodotto, ogni innovazione deve essere valutata non solo per ciò che rende possibile, ma per il beneficio concreto che porta alla salute e alla società. La sfida non è semplicemente vivere più a lungo, ma aggiungere salute, autonomia e qualità agli anni".
Sono 11 gli studenti ammessi alla frequenza per l'anno accademico 2026-2027, provenienti da Bosnia, Cile, India, Italia, Marocco, Messico e Turchia, con un bagaglio di studi che varia dalle tecnologie alimentari alle biotecnologie fino alle scienze della nutrizione.
La struttura della didattica prevede 96 ore di attività applicative sul campo, nell'ambito delle quali gli allievi lavoreranno allo sviluppo di quattro prodotti alimentari innovativi. Il piano di studi si articola su cinque macro-aree tematiche: nutrizione umana e diete sane e sostenibili, tecnologie emergenti per la trasformazione e la conservazione degli alimenti, psicologia dei consumi alimentari e marketing intelligence, aspetti normativi della sicurezza alimentare e business case.





