Cronaca - 22 ottobre 2026, 13:11

Nuovi guai giudiziari per "Acquabomber": a Verona il processo per le minacce al gruppo Zuegg

David Sirca, già condannato dal Tribunale di Cuneo a 7 anni totali per le tentate estorsioni ai marchi di acqua e vino della Granda, è alla sbarra per aver chiesto 100mila euro minacciando di avvelenare le marmellate con il tallio

Nuovi guai giudiziari per "Acquabomber": a Verona il processo per le minacce al gruppo Zuegg

Nuove vicende giudiziarie all'orizzonte per David Sirca, l'informatico triestino di 51 anni noto alle cronache come "Acquabomber" per i tentativi di estorsione e le minacce di avvelenamento rivolte a importanti marchi del settore alimentare e delle bevande.

L'uomo è finito a processo davanti al Tribunale di Verona con l'accusa di tentata estorsione ai danni della nota azienda Zuegg. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Sirca avrebbe inviato tre messaggi di posta elettronica minatori chiedendo il pagamento di 100mila euro per evitare la contaminazione delle confezioni di marmellata con solfato di tallio, un potente veleno.

Di fronte al rifiuto della dirigenza, l'imputato avrebbe dichiarato di aver manomesso un vasetto all'interno di un punto vendita della Val di Fassa, inviando anche un filmato e spingendo la società al ritiro precauzionale dei prodotti dai banchi di vendita.

Nell'udienza del martedì 20 ottobre è stato ascoltato il legale rappresentante del gruppo, che ha ricostruito le minacce patite e i consistenti danni economici subiti.

Si tratta di un nuovo capitolo che si somma alla condanna incassata lo scorso 27 maggio davanti al Tribunale di Cuneo. In quell'occasione i giudici cuneesi lo avevano ritenuto colpevole di tentata estorsione aggravata per aver inviato, tra il 2021 e il 2022, mail minatorie a quattro importanti realtà produttive del territorio: S.Bernardo Spa di Garessio, Acqua Sant'Anna di Vinadio, Fonti Alta Valle Po Spa (marchio Acqua Eva) e la cantina vinicola Chionetti di Dogliani.

In quel procedimento la corte cuneese aveva inflitto all'imputato 3 anni di reclusione e 1.000 euro di multa che, sommati in continuazione alla precedente sentenza emessa l'8 aprile 2024 dal Gup del Tribunale di Roma, hanno rideterminato la pena complessiva in 7 anni di carcere e 4.000 euro di multa, oltre al risarcimento da liquidarsi in sede civile a favore di Gualtiero Rivoira di Acqua Eva.

In tutti gli episodi contestati, gestiti attraverso fittizi indirizzi di posta elettronica e sistemi di navigazione anonima, Sirca chiedeva cifre tra i 30mila e i 50mila euro minacciando la diffusione online delle immagini delle bottiglie forate e contaminate con cianuro o tallio. Nessuna delle aziende della provincia di Cuneo si era però piegata ai ricatti.

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