Ennesimo episodio di violenza ai danni del personale di Polizia Penitenziaria presso la Casa di Reclusione di Saluzzo.
Intorno alle ore 11,00 di oggi, un detenuto sottoposto al regime di “Alta Sicurezza” di matrice camorristica ha aggredito un agente di Polizia Penitenziaria, colpendolo con un pugno al volto e provocandogli lesioni per le quali è stata diagnosticata una prognosi di sette giorni.
L’episodio si è verificato in una situazione già particolarmente critica: un blackout aveva infatti compromesso il funzionamento dei sistemi e dei servizi, impegnando il personale addetto alla sorveglianza nella gestione dell’emergenza. Quando il detenuto ha chiesto di parlare con la sorveglianza, l’agente presente gli ha chiesto di attendere, spiegandogli che, in quel momento, non vi era nessuno disponibile. La reazione è stata violenta e immotivata, culminando nell’aggressione al poliziotto.
Dichiara Leo Beneduci Segretario Generale OSAPP:
«La situazione è diventata pericolosa in tutte le carceri d’Italia, mentre continua a regnare il silenzio più assordante da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Gli agenti di Polizia Penitenziaria sono costretti a operare quotidianamente in condizioni sempre più difficili, affrontando emergenze, carenze organizzative e aggressioni che mettono a rischio la loro incolumità.
Quanto accaduto a Saluzzo è l’ennesimo campanello d’allarme che non può essere ignorato. Non è più accettabile che il personale debba fronteggiare situazioni di tale gravità senza risposte concrete e interventi efficaci. Servono misure urgenti, attenzione alle condizioni di sicurezza degli istituti penitenziari e una presa di responsabilità da parte dell’Amministrazione.
Non si può continuare a lasciare soli gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria, che ogni giorno garantiscono la sicurezza all’interno delle carceri in condizioni sempre più difficili».
L’ennesima aggressione conferma la necessità di interventi immediati per ripristinare condizioni di sicurezza adeguate negli istituti penitenziari italiani e tutelare il personale che vi presta servizio.





