Il salone d’onore della Camera di commercio mercoledì 14 ottobre ha ospitato la presentazione dello studio “Cultura e Creatività - Focus sulle imprese Cuneo 2026”, dedicato a un’analisi del sistema culturale e creativo della provincia di Cuneo analizzando l’impatto dell’impresa culturale e del suo valore aggiunto sul territorio.
L’evento, curato dall’ufficio Studi e Statistica dell’Ente camerale, si inserisce nel programma delle celebrazioni per il Centenario del Palazzo camerale e si è aperto con il saluto del presidente Luca Crosetto.
"Il Focus realizzato con l'Istituto Tagliacarne conferma come la cultura non sia soltanto un presidio di identità e conoscenza, ma un vero e proprio motore di sviluppo economico capace di generare occupazione, innovazione diffusa e valore aggiunto per l'intera filiera produttiva cuneese - afferma il Presidente della Camera di commercio di Cuneo Luca Crosetto. Un'offerta culturale d'eccellenza trova la sua massima espressione in interventi di altissimo livello come la nuova biblioteca del polo Esseci, ma per continuare a crescere è necessario intensificare il dialogo strategico con realtà che nel settore culturale hanno saputo investire rendendo le proprie rassegne eventi identitari, quali Mantova e Pordenone. Un confronto ancora più stimolante se guardiamo al 2027, anno in cui Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura e Alba Capitale italiana dell'Arte Contemporanea, a dimostrazione di come la nostra provincia sappia esprimere livelli di eccellenza capaci di dialogare con i principali grandi hub culturali del Paese”.
Nel corso dell’evento sono stati approfonditi e analizzati i dati e i trend emergenti che animano il panorama culturale e creativo della nostra provincia, le tendenze e le prospettive del settore in un’ottica basata su un proficuo dialogo tra esperti, istituzioni e protagonisti del comparto.

Quest’anno il focus, giunto alla quarta edizione e realizzato dal Centro Studi Tagliacarne, ha incluso uno studio comparato fra Cuneo e Mantova nato dalla volontà di analizzare due realtà provinciali simili che si sono distinte per eccellenza nei risultati conseguiti in ambito culturale e letterario ospitando due rassegne di rilievo come Festivaletteratura e Scrittorincittà.
I lavori, moderati da Davide De Luca, direttore di Fondazione Artea, sono proseguiti con l’intervento di Alessandro Rinaldi, vicedirettore dell’Istituto Tagliacarne di Roma, che ha presentato la ricerca facendo emergere la fotografia di un settore strategico per il nostro Paese, in continua crescita, capace di generare un valore aggiunto di 115,8 miliardi di euro (erano 112,6 nel 2024), pari al 5,7% del Pil nazionale, con un milione e mezzo di occupati e oltre 292 mila imprese, confermando l’importanza di un sistema composito di persone, imprese e ricchezza prodotta. Il Piemonte, grazie al ruolo di Torino che nel corso degli ultimi decenni si è trasformata da città industriale a città del turismo e dei grandi eventi, è una delle regioni maggiormente specializzate in cultura e creatività.
"La cultura cuneese - precisa Rinaldi, vicedirettore del Tagliacarne - mostra una dinamica vivace: tra il 2021 e il 2025 le imprese culturali e creative crescono del 10,1% e il valore aggiunto dell’intero sistema aumenta del 34,8% a prezzi correnti, raggiungendo oltre 811 milioni di euro. La sfida per i prossimi anni è consolidare questa crescita e rafforzare il peso della cultura nell’economia provinciale, ancora inferiore alla media nazionale. Competenze e qualità del lavoro, insieme alla rete delle biblioteche, al nuovo polo culturale Esseci e alle iniziative del territorio, possono sostenere questo percorso e ampliare la partecipazione. Valutarne i benefici per le persone e le comunità aiuterà a orientare le scelte".

Nel 2025 il valore aggiunto generato dal sistema produttivo culturale e creativo nella nostra provincia è pari a 811,2 milioni di euro (erano 731,2 nel 2024) che collocano Cuneo al secondo posto tra le province piemontesi rappresentando il 3,6% del totale dell’economia provinciale; gli occupati sono invece 11.300, pari al 3,8% del totale (in aumento dell’1,7% rispetto all’anno precedente), dato inferiore al valore medio nazionale (5,7%) e regionale (6,3%). Editoria e stampa con 137 milioni di euro, architettura e design con 121 milioni di euro, videogiochi e software con 100 milioni di euro sono i comparti che contribuiscono, in modo più significativo, alla ricchezza della filiera culturale della provincia e così anche dal punto di vista occupazionale.
Il valore aggiunto delle attività Core, ovvero strettamente culturali, nel periodo che va dal 2021 al 2025, in provincia di Cuneo segna una crescita del 36,1%, superiore all’incremento medio piemontese (+31,0%) e italiano (+27,7%). È questo il dato maggiormente positivo tra quelli emersi dal focus, perché rappresenta una tendenza di crescita che pare essere consolidata e in grado di garantire continuità di sviluppo al comparto culturale cuneese.
La distribuzione delle imprese culturali e creative sul territorio provinciale evidenzia un marcato divario: la densità imprenditoriale è significativamente più alta nei comuni più popolosi rispetto ai centri più piccoli. Allo stesso modo, i comuni che ospitano già luoghi della cultura (come musei e biblioteche) mostrano una maggiore concentrazione di imprese culturali, suggerendo un forte legame tra la presenza di infrastrutture culturali e la vitalità economica creativa.
Il numero di imprese culturali e creative è in netta espansione nel lungo periodo, a un ritmo superiore a quello nazionale e regionale, segnalando una crescente intraprendenza e fermento in questo ambito.

Il patrimonio bibliotecario della provincia di Cuneo riveste un ruolo di assoluto rilievo a livello nazionale per la sua diffusione rispetto alla popolazione. La sua caratteristica distintiva è la capillarità: la presenza di biblioteche è particolarmente radicata anche nei piccolissimi comuni, dimostrando che la ricchezza culturale non è limitata ai centri maggiori. Questa diffusione ha un impatto concettuale significativo sul territorio: i comuni che possiedono almeno una biblioteca tendono ad avere un indice di invecchiamento demografico inferiore e si prevede che affronteranno una perdita di popolazione futura molto meno marcata rispetto ai comuni privi di tali presidi, suggerendo un legame tra l'infrastruttura culturale e la resilienza demografica. La recente inaugurazione del polo culturale Esseci di Cuneo testimonia la vivacità culturale del capoluogo di provincia.
Conclusa la presentazione dei dati del focus si è aperta la tavola rotonda incentrata sul tema “La cultura che genera valore” che ha offerto idee e utili spunti di riflessione. Hanno partecipato Cristina Clerico, assessora alla Cultura del Comune di Cuneo; Michela Zin direttore della Fondazione Pordenonelegge; Alessandro della Casa della Segreteria organizzativa Festivaletteratura di Mantova e Luigi Bobba, presidente di Terzjus e Comitato Globald Inclusion.
Partendo da un approccio istituzionale e imprenditoriale, i protagonisti si sono interrogati su quanto emerso dai dati e sul posizionamento del sistema culturale cuneese che, pur in crescita, necessita di essere irrobustito e su come questo possa avvenire a fronte di un impegno condiviso e trasversale.
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" L'opportunità di analisi sul mondo culturale offerta per il quarto anno dalla Camera di commercio di Cuneo è preziosa - sostiene l’assessora alla Cultura del Comune di Cuneo Cristina Clerico. Dal confronto con altre realtà e dall'esame dei dati nascono le basi per tracciare i percorsi più adatti a raggiungere l'obiettivo di crescere nella produzione culturale, nella sua fruizione, nella coesione della comunità; obiettivi che ci siamo prefissi con l'apertura del polo culturale di Esseci".
“Confrontarsi con altre realtà è sempre uno stimolo e un invito a fare ancora meglio. Grazie, quindi, alla Camera di commercio di Cuneo. Pordenonelegge, con la sua XXVII edizione conclusa da poco, ha di fatto lanciato il prossimo avvio di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027. Un riconoscimento che spinge tutti noi che da anni lavoriamo in ambito culturale, a guardarci indietro con soddisfazione ma soprattutto a pensare con ancora più determinazione al futuro” - afferma Michela Zin, direttore della Fondazione Pordenonelegge.
"Festivaletteratura nasce come idea per la città - commenta Alessandro Della Casa della segreteria organizzativa Festivaletteratura di Mantova - trasformando per cinque giorni all'anno piazze e palazzi in spazi di confronto tra lettori e scrittori. A trent'anni dalla prima edizione, la sfida oggi è capire come mantenere aperto e vivo quel confronto e come rinnovare il patto con la comunità, alla luce di com'è cambiato il mondo".
“Sono più di 7 mila gli enti (associazioni, fondazioni, imprese sociali, enti religiosi, cooperative) operanti nel campo della cultura, dell'arte e della creatività presenti in Piemonte, di cui più di mille nella provincia di Cuneo - afferma Luigi Bobba, presidente di Terzjus e Comitato Global Inclusion. Si tratta di realtà che, attraverso spettacoli e manifestazioni, eventi teatrali, musicali, scuole di formazione e festival delle tradizioni, costituiscono un patrimonio di partecipazione civica e di promozione delle economie locali. Nel Piano nazionale per l'economia sociale - varato a luglio dal Governo - questi enti sono richiamati come attori essenziali nel generare occupazione stabile valorizzando beni del patrimonio culturale non fruibili o sottoutilizzati. E dunque meritevoli di azioni di sostegno e di promozione. Uno specifico ruolo, nel potenziare queste realtà dell'economia sociale, è attribuito alle Camere di commercio che, per la loro funzione istituzionale di sviluppo dell'economia locale, possono dar vita ad attività propulsive e di accompagnamento, mediante i Comitati territoriali per l'economia sociale".
“Parlare di cultura che genera valore - afferma Davide De Luca, direttore della Fondazione Artea - significa riconoscere che il suo impatto non si esaurisce nella dimensione economica. La cultura produce conoscenza, relazioni, partecipazione e contribuisce alla qualità e all’attrattività dei territori. Le imprese culturali e creative sono parte essenziale di questo processo perché trasformano competenze, creatività e patrimonio in progettualità capaci di generare sviluppo e innovazione. In un territorio come quello cuneese, ricco di esperienze e professionalità, la sfida è rafforzare le connessioni tra cultura, istituzioni, imprese e comunità, affinché il valore generato possa tradursi in opportunità concrete e durature per il territorio”.



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