Attualità - 12 ottobre 2026, 17:50

Sicurezza sul lavoro nel Cuneese: 10 vittime nei primi otto mesi del 2026 e un’incidenza superiore del 76% alla media nazionale

L’analisi dei dati Inail da parte dell'Osservatorio Vega evidenzia un quadro critico nella Granda, 2ª provincia piemontese per tasso di mortalità con un indice di 36,9 casi per milione di occupati

Sicurezza sul lavoro nel Cuneese: 10 vittime nei primi otto mesi del 2026 e un’incidenza superiore del 76% alla media nazionale

Il tema della sicurezza e della tutela dei lavoratori sul luogo di lavoro torna al centro dell'attenzione in Provincia di Cuneo. Secondo il report elaborato dall'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering su base dati Inail, aggiornato al 31 agosto 2026 e pubblicato ad ottobre 2026, il territorio cuneese presenta cifre che richiedono un'attenta riflessione e risposte concrete sul piano della prevenzione.

L'analisi statistica, incentrata esclusivamente sugli infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro ed escludendo gli incidenti in itinere, evidenzia un quadro critico per la Provincia di Cuneo. Su una popolazione occupata di 270.918 lavoratori, stimata sulla base dei dati Istato del 2025, si sono registrati 10 casi di infortunio mortale. Questo porta l'indice di incidenza della provincia a 36,9 morti per milione di occupati, collocando Cuneo al 12° posto della graduatoria nazionale per gravità dell'incidenza.

Il divario rispetto alla situazione nazionale e regionale risulta particolarmente evidente analizzando i valori di riferimento. L'indice di incidenza medio nazionale si attesta infatti a 20,9 morti per milione di occupati. Con il suo valore di 36,9, la Provincia di Cuneo supera del 76,5% la media nazionale, rientrando a pieno titolo nella fascia rossa di rischio definita dall'Osservatorio per i territori con incidenza superiore a 1,25 volte il valore medio. 

Nel contesto del Piemonte, il quadro appare fortemente eterogeneo: Vercelli guida la classifica nazionale al primo posto con un indice di 71,7 e 5 casi, mentre Cuneo si posiziona subito dopo come seconda provincia piemontese per gravità. Seguono Alessandria al ventottesimo posto con un indice di 28,0, Asti al quarantaquattresimo posto con 21,6, Torino al cinquantanovesimo posto con 17,9 e Novara al sessantesimo posto con 12,4, fino a territori come Biella e Verbano-Cusio-Ossola che non registrano decessi. Cuneo registra quindi un'incidenza significativamente più alta rispetto a centri urbani e industriali maggiormente popolati come Torino e Novara.

La struttura economica della Granda fornisce importanti elementi per contestualizzare la portata di questi numeri. L'estensione del comparto agricolo, spesso caratterizzato da lavorazioni in aree collinari o montane e dall'impiego di macchinari complessi, comporta rischi elevati connessi al ribaltamento dei mezzi e alla gestione dei terreni impervi. Contestualmente, il tessuto produttivo manifatturiero ed edile, composto in larga parte da micro e piccole imprese artigiane, espone quotidianamente gli operatori a pericoli legati alle cadute dall'alto, alla movimentazione dei carichi e all'uso di attrezzature da cantiere.

An.Pa.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU