Festa grande domenica 11 ottobre a Bra per l'associazione Museo della Bicicletta nella nuova sede di via degli Alpini, 3.
Attorno al presidente e ideatore del Museo, cavalier ufficiale Luciano Cravero, si sono raccolti soci, famosi ciclisti del passato, sostenitori e tanti amici. Applausi, per Franco Balmamion (vincitore di due Giri d'Italia) e per Italo Zilioli (vincitore del Campionato di Zurigo), che hanno rivissuto con il pubblico le epiche sfide del mondo che gira sulle due ruote.
Foto di gruppo e visita ai locali ricchi di cimeli sono stati i momenti che hanno aperto una bellissima esperienza collettiva ed inaugurato una nuova pagina di cultura, all'insegna della passione e dello sport.
Nel corso dell'evento, Luciano Cravero ha voluto salutare ed esprimere i suoi ringraziamenti a tutti i presenti, oltre che ai soci, che rappresentano un tassello importante per la crescita del Museo della Bicicletta di Bra.

Associarsi è facile, basta chiamare il numero 333/6567315 e richiedere la tessera di nuovo socio o rinnovare quella scaduta al costo di 10 euro. Grazie alla campagna di tesseramento per l'anno 2027, continuerà così l'opera di promozione e conservazione dei cimeli che Luciano Cravero ha raccolto nel corso di tanti anni per dare vita al sogno di creare un allestimento che, oggi, è uno dei più completi d'Italia.
Dentro c'è tutta l'essenza del ciclismo, quello recente e quello del dopoguerra. Oggetti che raccontano la corsa e ciò che le ruota intorno, il lavoro delle squadre, le macchine al seguito, i giornalisti. Un mondo eroico e colorato, che trasuda di fatica e trionfo. Dalla maglia della gloria locale Diego Rosa a quella gialla di Marco Pantani, dalla maglia rosa di Vincenzo Nibali a quella celebrativa del tricolore 2018 dell'Androni Giocattoli Sidermec donata dal compianto Gianni Savio, fino alla bicicletta olimpica di Francesca Fenocchio.

Tra le maglie di corridori famosi, figurano ancora quella della Ursus indossata da Gino Bartali nel 1945, quella della Bianchi del campionissimo Fausto Coppi e quella di lana della squadra torinese dedicata a Serse Coppi, fratello di Fausto. Più attuali, invece, la maglia rossa della Vuelta di Spagna ancora di Nibali e la maglia da gara di Elisa Balsamo.
Un oceano di borracce, borse da rifornimento, cappelli, autografi, pagine seppiate di vecchi giornali che esaltano un mezzo, la bicicletta, che guarda con il sorriso al passato e strizza l'occhio al futuro.
Non solo. Dietro il racconto di ciascuna bici c'è un pezzo di storia d'Italia e del mondo. Ci sono ricordi dell'infanzia, dei genitori e dei nonni. In questo tempio vivo del ciclismo è possibile trovare bici di ogni tipo: quella da bersagliere per il settore militare, da panettiere, da barbiere, da arrotino, da spazzacamino, da pompiere, da calzolaio, da stagnino per il settore componibili e catrechet. Più accessori, dalle pompe ai campanelli, portapacchi, ceste e cestini, tutto ad ispirazione ciclistica. Alcune bici sono state donate dai privati in ricordo dei nonni e dei genitori, mentre altre sono repliche ottenute, grazie al sapiente lavoro del cavaliere ufficiale Stefano Milanesio.

Dopo la full immersion nella storia, la carovana si è spostata al ristorante Cascina della Riva, a Cervere, dove è stato servito il tradizionale pranzo sociale, terminato con il taglio della torta a tema.
L'occasione di ritrovarsi insieme intorno a un tavolo, il campione con il bambino ed il tifoso, ricordando i chilometri percorsi e le esperienze maturate, non è stata solo una tappa celebrativa di un percorso lungo 21 anni, ma anche la prova che questa attivissima Associazione è più simile a una famiglia, un ambiente dove i valori di sportività e aggregazione vengono al primo posto.
Arrivederci al prossimo anno. Stesso spirito, stesso divertimento su due ruote per tutte le età.





