La Camera ha approvato oggi, giovedì 8 ottobre, in terza lettura e in via definitiva, la riforma della legge elettorale. I sì, nel voto finale espresso in modalità segreta, sono stati 227, i no 164.
Ecco come cambia il sistema elettorale che manda in soffitta il precedente “Rosatellum” anche se - è doveroso puntualizzarlo - l'ultima parola spetterà alla Corte Costituzionale.
Presentiamo, per sommi capi, i punti salienti, in attesa di conoscere il testo definitivo come verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
Eliminati i collegi uninominali maggioritari
La modifica più rilevante riguarda l’eliminazione dei collegi uninominali maggioritari per la distribuzione dei seggi. I seggi vengono assegnati nei collegi plurinominali con metodo proporzionale. Fanno eccezione la circoscrizione Estero (8 deputati e 4 senatori), la Val D’Aosta (1 deputato 1 senatore) e il Trentino Alto-Adige (7 deputati e 6 senatori). Il resto del Paese è diviso in 26 circoscrizioni, ciascuna delle quali è suddivisa il collegi plurinominali.
Le liste di ogni collegio sono composte da 7 candidati. Il capolista è bloccato, mentre per i restanti 6 componenti l’elettore potrà esprimere tre preferenze di cui almeno una di genere.
Lista circoscrizionale
In ogni circoscrizione è prevista un’ulteriore lista circoscrizionale alla quale attingere in caso di assegnazione del premio di governabilità. Per le coalizioni la lista circoscrizionale è unica per tutti i partiti collegati. Il candidato eletto sia nella lista circoscrizionale che in quella di collegio opta per la prima.
La scheda elettorale
L’elettore trova nella scheda il contrassegno della lista, a fianco del quale sono elencati i candidati del collegio plurinominale. Al di sotto del rettangolo del contrassegno, un altro rettangolo riporta l’elenco dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità.
Se l’elettore traccia il segno solo sul rettangolo che indica i candidati delle liste circoscrizionali ai fini del premio di governabilità, i voti sono validi a favore della lista. Nel caso di più liste collegate in coalizione i voti sono ripartiti tra le liste della coalizione in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna nel collegio plurinominale.
Soglie di accesso
3% per le singole liste; 10% per le coalizioni, purché comprendano almeno una lista ammessa alla distribuzione. I voti delle liste non ammesse al riparto non contribuiscono alla cifra elettorale complessiva della coalizione. Per il premio di governabilità si contano tutti i voti delle liste di coalizione che abbiano superato l’1% dei voti.
Premio di governabilità
La lista o la coalizione che raggiunge almeno il 42% dei voti validi sia alla Camera che al Senato, ottiene il premio di governabilità che consiste in 70 seggi alla Camera e 35 al Senato. Se la soglia del 42% non viene superata contemporaneamente sia alla Camera che al Senato i seggi verrebbero distribuiti con metodo proporzionale.
La coalizione vincente non può comunque ottenere più di 220 deputati e 113 senatori, esclusi gli eletti nella circoscrizione Estero.
Ogni lista o coalizione dovrà indicare, nel programma elettorale da depositare al Viminale all’atto della presentazione, il nome del candidato che intende proporre per la presidenza del Consiglio.
Gli elettori, in questo modo, non sceglieranno soltanto un partito, ma conosceranno anche il leader indicato per guidare il governo. Questo elemento, in particolare, ha sollevato le critiche delle opposizioni, che hanno stigmatizzato la questione come “un premierato di fatto”





