Per giorni i vigneti del Roero si sono trasformati nel set a cielo aperto di una grandiosa produzione cinematografica targata Netflix. Hollywood è sbarcata nelle nostre colline Unesco per girare le scene del film “Un weekend da bamboccioni 3” (titolo originale “Grown Ups 3”), terzo capitolo della celebre saga comica iniziata nel 2010 e proseguita nel 2013.
Le riprese si sono svolte in una splendida zona al confine tra Castellinaldo d'Alba, Castagnito e Magliano Alfieri, offrendo un punto panoramico tra i filari di Barbera destinati alla produzione della sottozona Superiore. I primi indizi della presenza della produzione avevano iniziato a circolare quando un’imponente carovana di camion e roulotte era comparsa nei piazzali del locale cimitero di Castagnito e dell'ex IperStanda di località Baraccone. Proprio da Baraccone è arrivata la conferma della presenza di Adam Sandler, immortalato all’interno di una gelateria della frazione. Oltre al celebre attore americano, il cast stellare diretto dal regista Kyle Newacheck e prodotto da Panorama Productions vanta nomi del calibro di Salma Hayek Pinault, Kevin James, Chris Rock, David Spade, Rob Schneider, Maya Rudolph, Maria Bello e Steve Buscemi.
Terminata la parentesi tra i paesaggi vitivinicoli del Roero — e dopo aver già toccato la Valle d'Aosta nei comuni di Bionaz e Courmayeur —, la troupe si è trasferita a Torino per girare tra piazza San Carlo, via Roma, via Eleonora Duse, via Principe Amedeo e l'area dei musei Egizio e del Risorgimento. È qui che Torino è diventata Parigi per le riprese: un set blindatissimo lungo via Roma, via Maria Vittoria e via Santa Teresa dove il centro città è stato trasformato con le tradizionali colonne Morris, i pannelli pubblicitari tipici di Parigi, bar come il Cafè de la Poetrie allestito in piazza San Carlo di fronte all’atelier di Giorgio Armani e comparse in pieno stile parigino, dalle ballerine ai baschi ai foulard, per un'atmosfera très chic.
Proprio a seguito di questa spettacolare metamorfosi urbana, un nostro lettore ci ha scritto per porre una serie di interrogativi e riflessioni legittime su ciò che vedremo sul grande schermo. "Vedere le colline tra Castellinaldo, Castagnito e Magliano Alfieri popolate da troupe, camion e star hoollywoodiane ha indiscutibilmente portato un'ondata di entusiasmo e curiosità sul nostro territorio", osserva il lettore nella sua missiva. Tuttavia, aggiunge, "c'è un aspetto su cui mi piacerebbe sollecitare una riflessione: come è emerso chiaramente dalle riprese effettuate a Torino, allestita per simulare la capitale francese, la pellicola è ambientata a Parigi. Le nostre colline e i nostri prestigiosi vigneti di Barbera, sullo schermo, saranno presentati come il Roero o verranno semplicemente spacciati per le campagne d'Oltralpe?".
La perplessità sollevata tocca direttamente anche l'impiego delle risorse collettive, dato che la pellicola viene realizzata con il supporto e i contributi della Film Commission Torino Piemonte, organismo sostenuto da risorse e fondi pubblici regionali.
"Se il Piemonte, nelle sue eccellenze paesaggistiche e urbane, viene 'mascherato' da Parigi, quale reale ritorno di immagine e di promozione turistica ne trae il nostro territorio?", si chiede.
Pur riconoscendo che la presenza di una produzione internazionale genera un indotto economico immediato per alberghi, ristoranti e maestranze locali, il lettore invita a guardare oltre il momento delle riprese.
"Quando le luci dei riflettori si spegneranno e il film uscirà sulla piattaforma globale, quante delle centinaia di milioni di spettatori sapranno che quei meravigliosi paesaggi collinari sono in realtà le nostre terre del Roero, Patrimonio dell'Umanità Unesco, e non una qualunque campagna della Francia rurale? Siamo davvero sicuri che investire o supportare con risorse collettive produzioni che letteralmente "cancellano" l'identità geografica dei luoghi sia la strategia migliore? O rischiamo di essere soltanto una comoda scenografia a basso costo ad uso e consumo delle esigenze narrative di Hollywood, senza che ci venga riconosciuto neppure un credito di visibilità?".
Interrogativi lucidi e spunti di discussione che rilanciamo volentieri, ponendo l'attenzione sul sottile confine tra l'indotto economico immediato e una reale, duratura valorizzazione del nostro patrimonio territoriale.





