Può una piccola peschiera del Roero diventare il punto di partenza per parlare di cooperazione internazionale, biodiversità, lavoro e sviluppo locale? È la riflessione che Chen Ming, presidente di CODIASCO, ha portato a Terra Madre Salone del Gusto. È intervenuto all'incontro "Cibo, impresa e lavoro: buono, pulito e giusto", che si è svolto il 26 settembre nella Sala Codici del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.
Nel suo intervento Chen Ming ha raccontato l'esperienza di Ceresole d'Alba, piccolo Comune del Roero. Qui le antiche peschiere erano nate nei secoli scorsi per servire l'agricoltura e l'allevamento. Oggi sono un patrimonio che mette in relazione storia, agricoltura, acqua, biodiversità, cultura e sviluppo locale. Nelle loro acque vive anche la Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino, prodotto DOP, e questi ambienti umidi sono habitat di interesse naturalistico.
«Le peschiere erano riserve d'acqua, parte dell'economia agricola e luoghi di produzione alimentare. Oggi scopriamo che quelle stesse peschiere rappresentano contemporaneamente memoria, biodiversità, paesaggio e possibilità economica», ha spiegato Chen Ming.
L'esperienza di Ceresole d'Alba è stata al centro di due recenti incontri internazionali. Il 9 agosto Chen Ming ha accompagnato una delegazione cinese in visita alla Cascina Gallina, dove si trova una delle peschiere del territorio, famosa per i fiori di loto. Il 9 settembre ha partecipato a un tavolo sulla valorizzazione della Tinca di Ceresole d'Alba e del suo territorio. Erano presenti rappresentanti dell'università, operatori economici e realtà che promuovono agricoltura, cultura e turismo.
«Non stavamo firmando un grande accordo e non stavamo organizzando una conferenza. Stavamo conoscendo un territorio – ha raccontato Chen Ming –. Stavamo mettendo in relazione persone appartenenti a culture diverse attraverso l'agricoltura, l'acqua, il paesaggio e il cibo».
Le diaspore come ponte tra territori
Partendo dall'esperienza piemontese, Chen Ming ha parlato anche del ruolo delle comunità della diaspora nella cooperazione internazionale. Secondo il presidente di CODIASCO, chi vive tra culture diverse può aiutare a costruire relazioni economiche, culturali e istituzionali tra territori e favorire lo scambio di conoscenze e competenze.
«Le diaspore non devono essere considerate soltanto comunità da integrare. Possono essere ponti di conoscenza, di relazioni economiche, di competenze e di cooperazione», ha sottolineato Chen Ming.
È un modello di cooperazione che parte dal territorio e allo stesso tempo guarda oltre i suoi confini. «Lo sviluppo deve partire dal territorio e deve lasciare valore al territorio», ha evidenziato il presidente di CODIASCO. In questa prospettiva le parole "buono, pulito e giusto" assumono un significato concreto. Buono indica la qualità e l'identità delle produzioni. Pulito indica la tutela dell'acqua, del suolo, del paesaggio e della biodiversità. Giusto indica la dignità del lavoro, la formazione e le opportunità per le nuove generazioni.
«Dobbiamo creare condizioni affinché un giovane possa pensare che lavorare nell'agricoltura, nella trasformazione alimentare, nella ristorazione o nel turismo rurale non rappresenti un ritorno al passato, ma possa essere una scelta professionale per il futuro», ha affermato Chen Ming.
Il commento della sindaca di Ceresole d'Alba
Dopo l'intervento di Chen Ming, la sindaca di Ceresole d'Alba, Chiara Masia, lo ha ringraziato per l'attenzione dedicata al territorio e per il valore riconosciuto alle peschiere nella cooperazione internazionale.
«Desidero ringraziare Chen Ming per aver saputo raccontare con sensibilità e attenzione il valore delle peschiere di Ceresole d'Alba, mettendo in luce il legame profondo tra agricoltura, acqua, biodiversità, cultura e sviluppo del territorio – dichiara Masia –. Le sue parole ci restituiscono l'importanza di guardare alle nostre tradizioni non soltanto come patrimonio del passato, ma come una risorsa concreta per costruire nuove opportunità di crescita, di lavoro e di cooperazione».
La sindaca ricorda anche gli incontri delle ultime settimane: «L'incontro con la delegazione cinese dello scorso agosto e il successivo confronto sulla valorizzazione della Tinca di Ceresole d'Alba hanno rappresentato per noi occasioni preziose di conoscenza e di dialogo. Chen Ming ha dimostrato di aver colto pienamente lo spirito di queste esperienze: creare relazioni tra persone e territori, valorizzando ciò che abbiamo e aprendolo al confronto internazionale».
«Mi ha particolarmente colpito il riferimento al concetto di "buono, pulito e giusto". Sono valori che sentiamo profondamente nostri e che possono guidare anche il futuro di un piccolo Comune come Ceresole d'Alba: tutelare il paesaggio e la biodiversità, sostenere il lavoro e le nostre produzioni, tramandare le tradizioni e, allo stesso tempo, creare nuove occasioni per i giovani e per le imprese».
L'esperienza delle peschiere può così diventare il punto di partenza per nuove collaborazioni tra Comuni, aziende agricole, università, associazioni, comunità della diaspora e partner internazionali. Le iniziative possibili riguardano la biodiversità, l'educazione ambientale, le tradizioni gastronomiche, il turismo rurale e la formazione.
«Le peschiere di Ceresole d'Alba sono una parte della nostra storia, ma possono essere anche una parte del nostro futuro. Costruire questo futuro insieme, mettendo in relazione culture e competenze diverse, è una straordinaria opportunità per la nostra comunità», conclude la sindaca Masia.





