Cronaca - 28 settembre 2026, 17:15

"Venite a Dogliani che siete morti": a giudizio per la violenta aggressione fuori dal locale

In Tribunale a Cuneo il processo a carico di un 26enne imputato per lesioni e minaccia grave: la vittima, che riportò una frattura alla mano e lesioni al volto, si è costituita parte civile

"Venite a Dogliani che siete morti": a giudizio per la violenta aggressione fuori dal locale

"Venite a Dogliani che siete morti, non sapete chi sono io...". Sarebbe questa la pesante minaccia urlata da un giovane classe 2000, nato a Mondovì e residente a Dogliani, al culmine di un'intensa serata sfociata nel sangue e finita ora al centro di un processo penale.

Nel corso dell'udienza predibattimentale tenutasi lo scorso martedì 22 settembre presso il Tribunale di Cuneo, il giudice Marco Toscano ha disposto la prosecuzione del giudizio fissando la prossima udienza per lunedì 30 novembre 2026.

Il decreto di citazione a giudiziofirmato dal pubblico ministero Francesco Lucadellovede il 26enne – difeso dall'avvocato Stefano Bova del foro di Cuneo – imputato per i reati di lesioni volontarie e minaccia grave. La parte offesa, un uomo classe 1993 assistito dall'avvocato Roberto Ponzio, si è costituita parte civile.

I fatti risalgono alla serata di sabato 26 ottobre 2024, mentre la vittima si trovava insieme ad alcuni amici all'interno di un locale pubblico della zona. La situazione è degenerata poco dopo nel territorio di Bene Vagienna, dove l'imputato avrebbe prima colpito l'uomo con un pugno al volto facendolo rovinare a terra, per poi bloccargli il corpo con le ginocchia e continuare a colpirlo ripetutamente.

L'aggressione ha causato alla vittima lesioni personali guaribili in 20 giorni di prognosi, tra cui una contusione cranio-facciale con ematoma periorbitale, una frattura scomposta della mano e contusioni multiple sul corpo. Subito dopo, l'imputato avrebbe sferrato un calcio alla coscia di un amico della vittima, pronunciando le gravi frasi intimidatorie per le quali deve ora rispondere davanti al giudice.

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