Nel giugno scorso "La Voce di Alba" dava conto dell’esito del processo denominato "Feudo II", nel quale risultavano imputate dodici persone. L’articolo dal titolo "Nessuna malversazione nei municipi del Roero: assolti anche in appello i sindaci e professionisti coinvolti nell’inchiesta Feudo II", raccontava in sintesi come anche la Corte d’Appello di Torino avesse scagionato gli amministratori, tecnici e funzionari imputati nel processo seguito all’indagine della Guardia di Finanza.
L’appello era stato proposto nei confronti di nove di quei dodici imputati, nei confronti dei quali i giudici hanno infine confermato il giudizio di primo grado.
La sentenza ha messo un sigillo su una vicenda iniziata nel dicembre 2022, che ha sconvolto le vite di persone e dei loro familiari e sulla quale sembra caduto l’oblio.
Poche le reazioni dei media alla notizia, pochi i commenti, anche quelli da bar. Come se l’estate siccitosa, le nocciole da raccogliere, la vendemmia, le vacanze, abbiano in qualche modo cancellato l’esito di mesi di accuse e tesi difensive, di insinuazioni e tentativi di mantenere la serenità in un contesto non facile, quello che subisce chi deve dimostrare l’onesta del proprio operato.
C’è però chi non ci sta. Avendo vissuto da vicino la vicenda, c’è chi vuole esprimere un parere, e sente dentro la necessità, il bisogno, a distanza di qualche settimana, di manifestare il proprio pensiero a riguardo. È Claudia Rosso, subentrata a Fulvio Coraglia nel ruolo di primo cittadino del più piccolo tra i 22 comuni che compongono il Roero, della quale pubblichiamo questa lettera aperta.
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“ll 23 giugno 2026 si è concluso, con la conferma della sentenza di primo grado, il secondo e spero ultimo capitolo del processo 'Feudo 2' che ha coinvolto tre Comuni del Roero (Montaldo Roero, Santo Stefano Roero e Vezza d'Alba).
Quando è scoppiato il caso, il 14 dicembre 2022, il nostro piccolo e tranquillo paese ha subito una sorta di terremoto, soprattutto mediatico, mai accaduto prima.
Nel giro di poche ore le persone coinvolte nell'indagine sono state letteralmente travolte, senza pietà e senza la possibilità di replicare o difendersi. Sentenza di I grado: tutti assolti. Sentenza II grado: tutti assolti
Risultato: commenti minimi, ma soprattutto nessuna scusa.
La vita di queste persone è cambiata il 14 dicembre 2022 e non sarà mai più la stessa.
Chi si è scusato? Nessuno. Chi ha ammesso di aver forse esagerato? Nessuno.
Il 'mestiere' del sindaco, soprattutto nei piccoli paesi, è una 'missione'.
Il sindaco, durante il suo mandato, rappresenta il suo paese, la sua gente, i suoi compaesani. Il sindaco mette la faccia, sempre e comunque, anche quando è scomodo, anche quando è difficile oppure impossibile.
Il sindaco ascolta e molte volte non può rispondere, non può difendersi perché il suo ruolo non lo 'prevede'.
Assumere e portare avanti questa carica richiede molta responsabilità e tanta dedizione, con pochi limiti e sempre al servizio di tutti.
Quello che appaga è la stima, la riconoscenza e il 'calore' che arriva dai compaesani, da chi apprezza la fatica e l'impegno.
Quando però accadono fatti gravissimi e pesanti come quanto sopra menzionato, la cosa che aiuta a non crollare è il messaggio di amicizia e la fiducia smisurata, che danno la forza di andare avanti, di continuare a credere nel proprio lavoro, nel sacrificio e nel tempo speso per gli altri.
A volte le indagini vengono portate avanti piene di errori, tanti errori, forse gestite alla leggera, senza immedesimarsi nelle persone che subiscono.
Non si è colpevoli se non oltre ogni ragionevole dubbio.
Non il contrario.
Questo dovrebbe essere”.
Claudia Rosso, sindaco di Montaldo Roero dal 15 maggio 2023

[Claudia Rosso, sindaca di Montaldo Roero]





