Attualità - 17 settembre 2026, 06:05

Common Ground 2 entra nel vivo ad Alba: tre lavoratori già accolti, altri quattro verso un alloggio

In IV Commissione l'assessora Donatella Croce fa il punto sul progetto contro sfruttamento e caporalato: l'infopoint ha già accompagnato 26 persone. L'obiettivo abitativo è arrivare a 30 lavoratori nelle tre vendemmie fino al 2028

La seduta della IV Commissione albese

La seduta della IV Commissione albese

Dalla ricerca degli alloggi all'accompagnamento dei lavoratori, fino all'attività sul territorio per fare emergere situazioni di sfruttamento e caporalato. Con la vendemmia in corso, Common Ground 2 entra nella sua fase concreta ad Alba: tre lavoratori sono già ospitati in un alloggio, mentre sono in corso trattative per altre due soluzioni che potrebbero accoglierne altri quattro. L'obiettivo a breve termine è quindi arrivare a sette persone, all'interno di un progetto che prevede complessivamente l'ospitalità di 30 lavoratori nell'arco di tre vendemmie.

L'aggiornamento è arrivato nel pomeriggio di martedì 15 settembre durante la IV Commissione consiliare permanente, proprio per fare il punto su Common Ground 2. A illustrare attività e primi risultati è stata l'assessora alle Politiche sociali Donatella Croce.

Il progetto, del quale la Regione Piemonte è capofila, è finanziato nell'ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027 e punta al contrasto dello sfruttamento lavorativo dei cittadini di Paesi terzi e al sostegno delle vittime di sfruttamento e caporalato. Common Ground 2 coinvolge una rete di soggetti pubblici e privati e, come ha sottolineato Croce, non nasce per fornire esclusivamente una risposta emergenziale, ma per costruire un sistema capace di intervenire anche sulle condizioni di vita, sull'alloggio e sul sostentamento delle persone.

"Contrastare lo sfruttamento lavorativo non significa soltanto fare in modo che chi non ha un contratto dignitoso possa averlo, ma anche garantire condizioni di vita adeguate, dall'alloggio al sostentamento", ha spiegato l'assessora, sottolineando la necessità di coinvolgere progressivamente anche chi impiega i lavoratori stagionali.

Il progetto è previsto dal 30 aprile 2026 al 29 ottobre 2028. Nel quadrante sud-ovest il capofila è la cooperativa Momo, mentre sul territorio albese le attività sono svolte dalla cooperativa Motiva. Uno dei primi strumenti attivati è l'infopoint, aperto dal 24 giugno in locali messi a disposizione dal Comune: riceve il martedì dalle 17 alle 19 e il giovedì dalle 13 alle 15 e offre supporto legale e sindacale, informazioni per l'accesso al lavoro regolare e accompagnamento alle persone che decidono di denunciare situazioni di sfruttamento.

Dal 24 giugno il servizio ha incontrato e accompagnato 26 persone, attualmente inserite in percorsi di lavoro regolare. L'attività non è limitata ai lavoratori agricoli: anche un cittadino straniero impiegato in un altro settore, qualora sia vittima di sfruttamento, può essere seguito dal progetto.

Accanto all'infopoint c'è il lavoro di outreach. Gli operatori di Motiva sono presenti due volte alla settimana alla mensa Caritas e operano, in collaborazione con Anolf e con l'équipe di bassa soglia, anche nella zona H, lungo il Tanaro e nell'area della stazione, cercando di intercettare direttamente le persone esposte a situazioni di sfruttamento. Un'attività complessa, ha ricordato Croce, perché non sempre chi vive queste condizioni è disposto a denunciare o riesce a riconoscersi come vittima.

Una parte centrale dell'aggiornamento ha riguardato l'accoglienza abitativa. In base all'accordo con la Regione Piemonte, al Comune di Alba spetta anche il compito di reperire e mettere a disposizione alloggi o spazi per i lavoratori inseriti nel percorso di Common Ground. Si tratta di una distinzione importante: la misura non è rivolta indistintamente a tutte le persone che chiedono accoglienza o utilizzano il dormitorio Caritas, ma ai lavoratori che entrano nel circuito di emersione dello sfruttamento previsto dal progetto.

La ricerca delle soluzioni abitative è stata affidata dal Comune all'ETS Weco, con l'obiettivo progettuale di trovare ospitalità per 30 lavoratori nelle tre vendemmie interessate, indicativamente dieci ogni anno. La partenza tardiva della ricerca ha però condizionato questa prima annualità. "È probabile che nella prossima vendemmia e in quella successiva si riesca a dare una risposta maggiore, perché quest'anno la ricerca degli alloggi è iniziata ad agosto e non è stato semplice", ha spiegato Croce.

Ad agosto erano state individuate tre possibili soluzioni, ma soltanto una è risultata idonea, soprattutto in relazione alla distanza dalle aziende nelle quali i lavoratori avevano trovato un contratto. L'alloggio è stato affittato dal 1° agosto al 31 ottobre e ospita attualmente tre persone. L'auspicio è che, conclusa questa prima fase, dal 1° novembre il proprietario possa proseguire direttamente il rapporto di locazione con gli ospiti.

Nel frattempo sono in corso trattative per altri due alloggi, potenzialmente destinati a quattro lavoratori. "A breve speriamo di riuscire ad arrivare a sette lavoratori. Non sono i dieci che avremmo indicativamente per quest'anno dividendo i trenta posti sulle tre vendemmie, ma, considerati i tempi stretti, è già un numero interessante", ha osservato l'assessora.

L'intervento abitativo non si limita, inoltre, alla disponibilità materiale di un tetto. Gli operatori di Motiva lavorano in collaborazione con chi individua e predispone gli alloggi, seguendo le persone in un percorso di accompagnamento abitativo ed economico, che comprende anche gli aspetti necessari per rendere concretamente utilizzabile la sistemazione.

Croce ha insistito soprattutto sulla necessità di costruire una risposta che non ricada esclusivamente sul pubblico o sul volontariato. Tra i compiti affidati al Comune rientra infatti anche la costruzione di rapporti con associazioni datoriali e imprese del territorio. "Se i datori di lavoro, le aziende e le cantine non verranno coinvolti sul tema dell'accoglienza, è impensabile che soltanto le associazioni, i Comuni o comunque l'ente pubblico possano dare una risposta definitiva a questo problema", ha spiegato.

A fare da raccordo tra le diverse realtà continua a essere il Tavolo inclusione, rimasto attivo anche nel periodo intercorso tra Common Ground 1 e Common Ground 2. Vi partecipano, tra gli altri, sindacati, Ires Piemonte, cooperative, Caritas, Frati Minori e altre realtà impegnate nell'accoglienza. Dalla scorsa primavera è emersa la volontà di trasformarlo in uno strumento più stabile, capace di proseguire indipendentemente dai singoli progetti e dalle amministrazioni. Gli uffici stanno lavorando a un regolamento da portare prima in Commissione e poi in Consiglio comunale. Nell'assetto futuro si pensa anche alla partecipazione di un rappresentante della maggioranza e uno della minoranza.

La Commissione ha permesso anche di distinguere Common Ground 2 dalla più ampia questione delle persone che dormono lungo il Tanaro. Secondo quanto riferito da Croce sulla base dei sopralluoghi effettuati dalla Polizia municipale e dai volontari dell'accoglienza, soltanto una parte definita dall'assessora "abbastanza ristretta" delle persone presenti lungo il fiume sarebbe riconducibile ai lavoratori stagionali.

Tra le persone presenti vi sono infatti situazioni differenti, comprese persone prevalentemente di origine italiana con problemi di tossicodipendenza, già conosciute dai servizi competenti e seguite anche attraverso l'unità di strada del SerD. Molte di queste persone utilizzano la mensa Caritas per la cena, ma Croce ha invitato a non sovrapporre fenomeni diversi: "Non parliamo di un unico grande gruppo di lavoratori stranieri, ma di realtà marginali differenti, seguite da servizi diversi proprio perché differenti sono le problematiche".

Un quadro che conferma comunque una pressione superiore rispetto al passato sui servizi di accoglienza: nell'ultimo Tavolo inclusione, ha riferito l'assessora, Caritas e i suoi collaboratori hanno segnalato un afflusso molto maggiore rispetto agli anni precedenti

d.v.

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