Trent'anni di Casa do Menor Italia, quarant'anni di attività di Casa do Menor in Brasile e cinque anni dalla nascita della missione in Guinea-Bissau. Sono tre anniversari che si intrecciano in un unico fine settimana e che sabato 19 e domenica 20 settembre porteranno al Monastero di San Biagio di Mondovì volontari, sostenitori, amici e ospiti provenienti dall'Italia e dall'estero, insieme al fondatore Padre Renato Chiera.
Due giornate pensate non soltanto per celebrare una storia, ma soprattutto per raccontare un percorso che negli anni ha messo al centro bambini, giovani, famiglie e persone in condizioni di fragilità, attraverso progetti sviluppati in Italia, Brasile e Guinea-Bissau. Un appuntamento nel quale alla memoria dei traguardi raggiunti si affiancherà anche una riflessione sul significato dell'impegno sociale e sulla necessità di continuare a essere una presenza concreta accanto a chi rischia di rimanere ai margini.
«Celebriamo 30 anni di Casa do Menor Italia e 40 anni di Casa do Menor in Brasile: non sono soltanto un anniversario, ma una storia fatta di volti, incontri e mani tese – sottolinea Padre Renato Chiera -. Casa do Menor continua a scegliere di stare accanto a chi si sente dimenticato, perché ogni bambino e ogni giovane possa scoprire di essere amato, accolto e capace di costruire il proprio futuro».
Il programma prenderà il via già venerdì 18 settembre, con l'arrivo e la sistemazione degli ospiti nella foresteria del Monastero. La giornata di sabato sarà dedicata in parte alla conoscenza del territorio: dopo la colazione, alle 9.30, gli ospiti potranno scoprire alcuni dei luoghi più suggestivi della zona e piccole chiese ricche di storia. Nel pomeriggio, alle 15, è prevista la visita del Monastero di San Biagio e un incontro di aggiornamento sulle attività di Casa do Menor in Brasile, Guinea-Bissau e Italia.
Alle 17.30 la celebrazione della Santa Messa commemorativa degli anniversari, quindi alle 19.30 la cena con Padre Renato, con piatti preparati da ristoranti tipici della zona. Per la cena, i posti sono limitati ed è richiesta la prenotazione entro mercoledì 16 settembre attraverso il form disponibile sul sito di Casa do Menor, con una donazione a partire da 35 euro. Il tour del territorio e il pranzo di sabato sono invece riservati agli ospiti della foresteria del Monastero.
Il momento centrale della due giorni sarà però domenica 20 settembre, quando alle 10 il Monastero ospiterà l'incontro pubblico "Essere presenza: relazioni che generano futuro", dedicato a una domanda particolarmente attuale: che cosa significa essere realmente presenti nella vita delle persone, soprattutto di chi è più fragile?
A confrontarsi saranno Padre Renato Chiera, fondatore di Casa do Menor, Alessandro Gisotti, già portavoce di Papa Francesco e vicedirettore editoriale dei media vaticani, Ezio Aceti, psicologo e formatore specializzato in educazione e psicologia infantile e adolescenziale, e Ivana Borsotto, presidente della Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV).
Un confronto che vuole andare oltre la celebrazione dell'anniversario per interrogarsi sul valore delle relazioni, dell'accoglienza e della presenza, temi che costituiscono anche il filo conduttore dell'esperienza di Casa do Menor.
Alle 12 è quindi prevista la Santa Messa commemorativa, mentre alle 13 seguirà un pranzo a buffet al Monastero. A chiudere ufficialmente il fine settimana, alle 15.30, sarà il concerto di violoncello di Jacopo Paolo Fioretti Riccati.
«Saranno giorni di incontro, gratitudine e condivisione, alla presenza di Padre Renato Chiera, fondatore di Casa do Menor, insieme a Lucinha e a numerosi amici provenienti dall'Italia e dall'estero – spiega il presidente di Casa do Menor Italia, Andrea Battaglia -. Saranno con noi sostenitori e benefattori provenienti da Germania, Principato di Monaco, Francia e Svizzera, che avranno anche l'occasione di conoscere il Monastero di San Biagio, Mondovì e alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio cuneese».
Quella di Casa do Menor Italia è anche una storia che, negli ultimi anni, ha cambiato dimensione. Per circa 25 anni l'attività italiana si è svolta in un piccolo ufficio a Roracco, frazione di Villanova Mondovì, mentre le iniziative sul territorio erano soprattutto legate alla raccolta fondi. Oggi l'associazione può contare su una squadra di volontari e su tre collaboratori e, secondo quanto riferito dalla stessa Casa do Menor, attraverso le attività sviluppate in Italia riesce a raccogliere oltre il 40% del fabbisogno della realtà in Brasile.
Nel frattempo è arrivato anche il trasferimento della sede al Monastero di San Biagio, con il recupero dell'edificio e l'avvio di nuove attività sul territorio. Un luogo che, nelle parole di Battaglia, è diventato «un baluardo di speranza» e nel quale l'associazione vuole riportare al centro valori come accoglienza, ascolto, rispetto per la natura, preghiera e comunità.
«L'obiettivo è cercare di rilanciare valori dimenticati – conclude Battaglia -. In una frase: mettere al centro l'uomo in comunità. È tempo di costruire presidi di resistenza e tendere tra loro dei fili con ostinazione benedettina e con coraggio».
Il fine settimana del 19 e 20 settembre sarà così insieme celebrazione, incontro e rilancio: trent'anni di Casa do Menor Italia non come punto di arrivo, ma come occasione per guardare ai prossimi anni e alle nuove sfide che attendono una realtà nata per stare accanto a chi ha più bisogno.





