È stato presentato alla stampa Ethan Champlin, lo schiacciatore statunitense che vestirà la maglia dell'Acqua Sant'Anna Cuneo nella SuperLega 2026/2027 alla corte di coach Matteo Battocchio. La presentazione si è svolta presso lo lo stabilimento Buzzi Unicem di Robilante, alla presenza del direttore Carlo Gamba, di un folto gruppo di maestranze e dei dirigenti del Cuneo Volley, il direttore generale Davide Bima e il direttore sportivo Paolo Brugiafreddo.
Ad aprire l'incontro è stato Carlo Gamba, che ha sottolineato il valore della collaborazione con Cuneo Volley e la volontà di Buzzi Unicem di essere sempre più parte attiva del territorio. «La nostra volontà è partecipare il più possibile alla vita del territorio, non essere un'entità staccata e isolata, ma integrarci e dare una mano dove possiamo», ha spiegato il direttore dello stabilimento.
Davide Bima ha ricordato il quarto anno di collaborazione tra le due realtà e la scelta di presentare proprio a Robilante un giocatore particolarmente significativo per il club: «È un piacere accogliere e presentare Ethan Champlin. Da una parte abbiamo una realtà multinazionale come Buzzi, dall'altra un giocatore americano del Team USA: ci sembrava giusto accostare due eccellenze».
Il direttore sportivo Paolo Brugiafreddo ha invece posto l'accento sulle motivazioni che hanno portato Cuneo a puntare sullo schiacciatore statunitense: «Ethan ha preferito mettersi in gioco in un campionato molto complicato come quello italiano, piuttosto che andare a guadagnare soldi più semplici in altri campionati. Questo dimostra il suo grande equilibrio mentale e la sua ambizione di ritagliarsi uno spazio importante nel volley di altissimo livello».
ùDalla UCLA alla SuperLega
Nato a Oceanside, in California, il 29 novembre 2001, Champlin ha iniziato a giocare a pallavolo a 13 anni, dopo aver praticato basket. «Avevo iniziato a giocare a basket, ma poi mi sono innamorato della pallavolo», ha raccontato. Dopo l'esperienza universitaria alla UCLA di Los Angeles, la sua carriera è decollata in Europa: «Una settimana dopo la laurea mi sono sposato e un mese più tardi mi sono trasferito in Germania per iniziare la mia prima stagione da professionista».
Due stagioni in Germania, quindi il salto in Italia, in un campionato che lo statunitense seguiva da tempo: «Giocare nella SuperLega era qualcosa che desideravo da sempre e ho pensato che questa fosse la scelta migliore per riuscirci».
Una decisione maturata anche grazie al rapporto instaurato con il club fin dalle prime telefonate: «Penso di aver instaurato subito un ottimo rapporto con Paolo e con il nostro allenatore. Sono sempre stato una persona che vuole giocare con i migliori e affrontare i migliori. È stato così anche quando ho scelto l'università: volevo giocare con i giocatori più forti, anche se questo significava magari avere meno spazio».
«Qui ci sono giocatori e staff per ottenere risultati importanti»
Quella che lo attende sarà la prima stagione in SuperLega, un campionato che Champlin conosce anche grazie alla sua passione per il volley internazionale: «Guardo molti video delle altre squadre e seguo tutti i campionati, quello polacco, quello giapponese e gli altri tornei. Penso però che la SuperLega riunisca molti dei migliori giocatori al mondo. Anche i pallavolisti italiani sono estremamente talentuosi».
L'americano non nasconde quindi le difficoltà della nuova sfida, ma nemmeno le ambizioni: «Sarà una stagione impegnativa, ma credo che abbiamo i giocatori, gli allenatori e lo staff necessari per ottenere risultati importanti».
Dopo appena tre settimane di lavoro con il gruppo, Champlin ha già trovato un ambiente positivo: «La squadra mi è stata molto d'aiuto. È un ottimo gruppo di ragazzi con cui allenarsi e questo rende gli allenamenti divertenti e piacevoli. Non sembra nemmeno di andare al lavoro».
Un inserimento che passa anche dalla lingua italiana, ancora tutta da imparare, ma sulla quale il giocatore sta lavorando con l'aiuto dei compagni: «Chiedo continuamente: "Come si dice questo? Come si dice quello? Che cosa significa?". Sono stati davvero disponibili». E il rapporto va oltre il campo: «Si sono interessati alla mia vita e alla mia famiglia. Anch'io sono interessato a loro e a conoscerli come persone. Per questo, finora, li sento meno come compagni di squadra e più come fratelli».
L'impatto con Cuneo e con i tifosi
Positivo anche il primo approccio con la città. Champlin vive con la moglie vicino al centro e ha già iniziato a scoprirne le abitudini: «Siamo andati spesso a piedi in centro a prendere un caffè. Ci piacciono i cappuccini. I miei compagni mi dicono che non posso berli dopo colazione, ma a volte ne ordino uno alle 3 del pomeriggio. Penso che i camerieri mi considerino un po' strano».
A colpirlo, però, è stata soprattutto l'accoglienza: «Il clima è fantastico, la città è bellissima e le persone sono state meravigliose e molto gentili. Per ora mi sto davvero divertendo».
E poi ci sono i tifosi, già protagonisti nella prima amichevole, con quasi 2.000 persone sugli spalti: «Mi hanno detto che sono molto rumorosi e che apprezzano quando la squadra lotta. Penso che in questa stagione cercherò di dare loro proprio questo».
«Il successo personale non è la cosa più importante»
Champlin arriva in SuperLega dopo aver raccolto importanti soddisfazioni individuali, ma il nuovo schiacciatore biancoblù mette la squadra davanti a tutto: «Spero semplicemente di diventare il miglior giocatore possibile e di aiutare la squadra in ogni modo. Per me il successo personale non è la cosa più importante: conta soprattutto il risultato della squadra».
Un atteggiamento che vale anche nel caso in cui il suo impiego non fosse sempre da titolare: «Se significherà giocare bene ed essere in campo, darò il massimo; se invece non sarò titolare e ci sarà un altro compagno a giocare bene, lo sosterrò al cento per cento».
Infine, un messaggio chiaro per la nuova stagione e per il pubblico cuneese. «Mi aspetto una vera battaglia e molta competizione. In SuperLega ci sono squadre davvero forti. Voglio che lottiamo fino alla fine di ogni partita. Sia che si vinca sia che si perda, dovremo combattere fino all'ultimo».
E ai tifosi, per ora, Ethan non può ancora parlare in italiano. Ma la promessa arriva comunque forte e chiara: «Lotterò per loro per tutta la stagione. E penso che lo vedranno in campo».






