Attualità - 15 settembre 2026, 15:57

Emma Bonino, l’ultimo saluto in Campidoglio: da Bra a Roma una vita per i diritti

Cerimonia laica alla presenza di Mattarella e Meloni. Prodi: "Il Paese ha perso una donna straordinaria". Letta: "Emma appartiene ai giovani"

Immagini Adnkronos

Immagini Adnkronos

Si è concluso in Campidoglio, a Roma, l’ultimo saluto a Emma Bonino, la storica leader radicale originaria di Bra, morta nei giorni scorsi all’età di 78 anni. 

La cerimonia laica si è svolta nella sala della Protomoteca alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme a numerosi esponenti delle istituzioni e della politica italiana ed europea.

Per la provincia di Cuneo è stato anche il momento di ricordare le radici braidesi di una delle figure più riconoscibili della politica italiana degli ultimi decenni. Nata a Bra nel 1948, Bonino ha costruito una lunga esperienza politica e istituzionale attraverso le battaglie per i diritti civili, la libertà delle donne, la giustizia internazionale, l’integrazione europea e l’abolizione della pena di morte.

Ad aprire la cerimonia sono state Carla Taibi, per anni assistente e figura vicina a Bonino, e Filomena Gallo. Sono poi intervenuti Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, prima delle conclusioni affidate a Romano Prodi ed Enrico Letta, l’ex presidente del Consiglio con il quale Bonino condivise l’esperienza alla Farnesina come ministra degli Esteri.

Taibi ha ricordato soprattutto la forza con cui Bonino ha affrontato anche gli ultimi, difficili periodi della sua vita: "Ha vissuto gli ultimi periodi di fragilità preponderante come una battaglia, non si perdeva d'animo nemmeno nei momenti più duri".

Intenso il ricordo di Romano Prodi: "Il Paese ha perso una donna straordinaria, intelligente, determinata", ha detto l’ex premier. "La tenacia di Emma nella difesa dei diritti non è mai venuta meno. Non abbiamo sempre condiviso tutto, ma la sua battaglia per i deboli e gli indifesi è stata la sua stella polare e un insegnamento per tutti noi".

Prodi ha ricordato anche il metodo di lavoro della Bonino durante il suo secondo governo: "Volontà e determinazione di approfondimento quasi ossessivo di tutti i dossier e degli obiettivi da raggiungere. Prima di ogni riunione di governo Emma discuteva, discuteva e discuteva su ogni punto all'ordine del giorno con metodo analitico a volte molto, molto impegnativo".

Nel suo intervento ha citato anche una delle massime della leader radicale: "Se la democrazia non cambia il Paese, il Paese abbandona la democrazia, un principio di grande attualità oggi". E ha ricordato la commozione per la fine dell’esperienza di governo: "La commozione e persino le lacrime quando alla caduta del governo il nostro condiviso progetto è stato interrotto".

Enrico Letta ha invece scelto di partire dal giorno della nomina di Bonino alla Farnesina. "Quando quel pomeriggio nella Sala della Vetrata lessi ministro degli Esteri Emma Bonino, percepii distintamente nella stanza un mormorio di ammirazione e approvazione tra gli astanti. Da allora ho sempre associato personalmente il nome di Emma a quella specie di ola sussurrata, meraviglia e ammirazione che ho sentito quel giorno".

Letta ha poi sottolineato il rapporto speciale della Bonino con i giovani: "In questi giorni c'è chi, sbagliando, ha lasciato intendere quasi che le battaglie di Emma appartenessero al passato, che ai più giovani non dicessero un granché. Non è così, ne sono testimone. Emma appartiene ai giovani, ai giovani di oggi. Ogni volta che l'ho invitata a parlare con gli studenti, il problema che ha avuto è che non la lasciavano andare via. Lei ascoltava, rispondeva a ognuno con pazienza, curiosità e attenzione. Anche con risposte secche, come era nel suo carattere, ma sempre con una fantastica disponibilità all'ascolto"*.

E proprio dei ragazzi, ha ricordato Letta, Bonino diceva: "Questi ragazzi non li ascolta nessuno, ma se li ascolti li obblighi a guardarsi dentro e a guardare avanti".

Il cordoglio è arrivato anche dalla Commissione europea, dove Bonino fu commissaria dal 1995 al 1999. L’esecutivo comunitario ha ricordato "l'impegno instancabile per rendere il mondo un luogo più giusto e solidale" e ha sottolineato che con lei l’Europa perde "una voce appassionata e tenace".

Da commissaria europea, Bonino "seguì da vicino alcune delle più gravi crisi internazionali dell'epoca, dai Balcani al Ruanda e all'Afghanistan, contribuendo a dare forza e visibilità all'azione umanitaria dell'Unione europea". La Commissione ha inoltre ricordato il suo impegno per "i diritti umani, la giustizia internazionale, i diritti delle donne e l'abolizione della pena di morte".

Nella giornata precedente, durante la seconda giornata della camera ardente, erano arrivati in Campidoglio anche Antonio Tajani, Guido Crosetto, Massimo D'Alema, Enrico Letta, Maurizio Lupi e Giuseppe Conte, insieme a numerosi altri esponenti politici e istituzionali.

Al termine della cerimonia, il feretro di Emma Bonino è stato accompagnato all’esterno dai familiari, da Mattarella, Meloni e dai numerosi rappresentanti delle istituzioni presenti.

Si chiude così il lungo omaggio a una protagonista della storia politica italiana. Una storia partita anche da Bra e arrivata ai vertici delle istituzioni italiane ed europee, senza mai abbandonare quelle battaglie per i diritti che hanno segnato tutta la vita pubblica di Emma Bonino.

redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU