Attualità - 11 settembre 2026, 11:03

Sicurezza nelle città, Savastano risponde ai sindaci dopo la lettera dell'agosto scorso: "La Prefettura c’è"

Il rappresentante del Governo sul territorio si rivolge agli amministratori locali per un nuovo percorso da condividere insieme e per "una nuova stagione di collaborazione"

Il prefetto Mariano Savastano, a Cuneo dal luglio 2024

Il prefetto Mariano Savastano, a Cuneo dal luglio 2024

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

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Gentile direttrice,

ho letto con grande attenzione e interesse la lettera aperta pubblicata il 19 agosto scorso su queste pagine da nove Sindaci del nostro territorio (le sette sorelle, più Borgo San Dalmazzo e Busca).

Le riflessioni espresse toccano nodi cruciali per la vita delle nostre comunità: il senso di sicurezza dei cittadini, la tutela del decoro urbano, il ruolo prioritario – e complesso – che i primi cittadini rivestono come punto di riferimento immediato delle proprie comunità, ma anche il limite delle proprie competenze, la possibilità di disporre di maggiori risorse o la certezza che alle violazioni delle regole seguano conseguenze concrete e, come si dice spesso, pene certe.

Desidero innanzitutto rassicurare i Sindaci e tutti i cittadini della Granda: le preoccupazioni sollevate sono anche le mie preoccupazioni, sono le preoccupazioni del Questore e dei Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e non restano mai inascoltate.

La sicurezza non è un concetto astratto o teorico né una materia da affrontare a compartimenti stagni.

La strategia che stiamo perseguendo sin dal primo giorno del mio insediamento, avvenuto il 15 luglio 2024, è quella che mira a costruire un modello di sicurezza integrata e partecipata nel quale tutti i livelli di governo, dallo Stato agli enti locali, dai soggetti pubblici (come le Asl e i Consorzi socio-assistenziali) a quelli privati (le associazioni di categoria, Rfi, i Comitati di quartiere sino ai singoli cittadini) sono chiamati a operare, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze e responsabilità, per l'attuazione di un sistema di sicurezza unitario. Unitario sì, ma pluralista e interdisciplinare.

Perché da tempo siamo consapevoli del fatto che la sola azione di polizia non è più sufficiente.

La domanda sociale di sicurezza richiede anche una forte azione di prevenzione che assicuri qualificate condizioni di vivibilità, decoro urbano, un'ordinata convivenza civile, lotta al degrado urbano e la piena, libera e sicura fruizione degli spazi pubblici, come le stazioni ferroviarie e i giardini pubblici.

Siamo consapevoli, inoltre, del fatto che la sicurezza per poter essere veramente efficace e duratura deve poggiare su più pilastri, tra loro interconnessi: accanto a politiche di pubblica sicurezza in senso stretto e di sicurezza urbana, occorrono adeguate politiche urbanistiche, di riqualificazione e rigenerazione urbana, efficaci politiche sociali, politiche di rilancio e di ripresa economico-commerciale, iniziative e progetti culturali che coinvolgano i cittadini e i quartieri, oltre a "robuste" politiche socio-sanitarie.

E tutto ciò lo si costruisce insieme, confrontandosi e condividendo percorsi, strategie, obiettivi e finalità.

Tralascio gli interventi di altri poteri dello Stato (il potere legislativo per quanto riguarda gli asseriti limiti delle competenze dei Sindaci o la certezza che alle violazioni delle norme e delle regole seguano pene certe) e di altri livelli di Governo (l'Ue, il Governo nazionale e quello regionale per quanto riguarda, invece, la possibilità da parte dei Sindaci di poter disporre di maggiori risorse o la modifica degli orari di servizio delle Polizie Locali affinché siano presenti in strada anche negli orari serali e notturni).

Ritengo opportuno, invece, concentrarmi sulle tematiche di mia e di nostra competenza (intendo quelle provinciali e comunali) per le quali sussiste una responsabilità "pubblica", di tutti noi, integrata e condivisa, in cui il coordinamento delle Forze dell'Ordine, l'azione preventiva delle Istituzioni statali e la conoscenza capillare del territorio propria degli amministratori locali, unitamente alle loro competenze in materia di riqualificazione urbana, pulizia delle strade e servizi sociali, devono muoversi in perfetta sintonia.

I Sindaci, che hanno scritto di non essere né giudici né poliziotti... (ma nessuno chiede loro di esserlo) non sono e non devono sentirsi soli.

Se, da un lato, il quadro normativo traccia confini precisi sulle competenze in materia di ordine e sicurezza pubblica, dall'altro, la storia e la vocazione di questa provincia dimostrano che i risultati migliori si ottengono quando lo Stato e le Autonomie locali camminano fianco a fianco, valorizzando strumenti operativi come i Patti locali per la sicurezza urbana e i Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica, ai quali i Sindaci e il Presidente della Provincia, oltre a essere componenti di diritto, vengono regolarmente invitati per poter interpretare e rappresentare le esigenze della comunità affinché possano essere esaminate e per ciascuna di esse possano essere trovate le risposte più adeguate, sia in termini politico-amministrativi, sia tecnico-operativi.

Accolgo, quindi, con assoluto favore l'auspicio degli Amministratori locali ad aprire "una nuova stagione di confronto e di ascolto reciproco".

Il dialogo leale, pragmatico e scevro da qualsiasi strumentalizzazione o pregiudizio è l'unica strada percorribile per dare risposte concrete alle istanze delle nostre comunità.

Per questa ragione ho il piacere di invitare i Signori Sindaci firmatari della lettera/appello a un nuovo incontro di confronto che ho intenzione di convocare nei prossimi giorni presso il Palazzo del Governo (dopo i tanti incontri e riunioni che si sono svolti non solo in Prefettura ma anche presso le sedi municipali dove mi sono spesso recato e dove si sono svolti CPOSP, che ho definito "itineranti").

Sarà l'occasione per analizzare nel dettaglio le criticità evidenziate, condividere le strategie di prevenzione e presidio del territorio già in atto e definire insieme nuove linee d'azione partecipata, nel solco di quel "modello Cuneo" fatto di concretezza, cooperazione e senso dello Stato.

La porta della Prefettura è, e continuerà a essere, sempre aperta perché la Prefettura garantisce la presenza coesiva dello Stato sul territorio e il confronto tra Prefetto e Sindaci è il collante della tenuta democratica e sociale del territorio.

Quando il cittadino vede il Prefetto e il Sindaco camminare fianco a fianco percepisce che le Istituzioni sono unite, solide e orientate al bene comune.

È questo il nostro compito ed è questo il patto che mi propongo di rinnovare ogni giorno sul territorio.

Con i migliori saluti e con l'auspicio (per me la certezza) di poter "costruire insieme migliori condizioni di convivenza sociale".

Il Prefetto di Cuneo, Mariano Savastano

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