La satira in provincia Granda si chiama Danilo Paparelli. Le sue vignette sono veri e propri editoriali illustrati. I suoi personaggi, le maschere di una nuova commedia all'italiana, anzi mondiale. Il 7 settembre ha compiuto 70 anni, ma non si ferma.
Satira, informazione, riflessione. Nelle graffianti vignette di Danilo Paparelli c'è tutto l'irriverente genio della matita "made in Cuneo". Una rassegna di ricordi e di istantanee d'attualità sulla cronaca, i personaggi, gli avvenimenti, i fatti quotidiani, le notizie dell'ultima ora, ma sempre in prima pagina.
Dove alla tecnica professionale del più raffinato disegno si aggiunge l'arma del fumetto sempre pungente, il gusto della battuta, l'ironia elevata a potenza sul bersaglio di turno. Tutte materie che Paparelli conosce molto bene: è uno di quegli autori satirici di lungo corso che non ha bisogno di presentazioni.
Al suo attivo circa 20mila vignette, una carrellata di avvenimenti e personaggi visti attraverso la lente distorta della satira, che spesso sfida i diktat del potere e ne rivela le contraddizioni, quasi che le sue matite fossero come lui, un po' disubbidienti, ma gentili, mai volgari.
Il suo segreto? Fa informazione con la scrittura del disegnatore, con quel tocco istintivo tutto personale che gli suggerisce a caldo come disegnare il fatto del momento descritto in un unico, ma imperdibile fotogramma.
Reazioni alle vignette? Tanti apprezzamenti, perché finire in una delle sue opere è un privilegio. Nel suo mirino ci sono spesso i politici. Di destra, di sinistra, di centro: la parabola costituzionale per lui non ha coordinate.
Il suo modo di fare satira fornisce da sempre una chiave di lettura originale degli eventi del nostro tempo e delle mutazioni sociali. In questo senso, Paparelli mette in campo la sua capacità di sorridere sulla vita che gli passa davanti, comunicando le proprie esperienze con estrema schiettezza e semplicità.
Sarà perché è un artista estroso, un grande professionista e persino... presidente degli Uomini di Mondo, l'associazione con più di 15mila iscritti che, come Totò, hanno fatto il servizio militare a Cuneo. Una curiosità a proposito? Il presidente Sergio Mattarella ha scritto un biglietto di suo pugno a Danilo Paparelli, in seguito al recapito di una tessera dell'Associazione, accompagnata da una vignetta che lo raffigurava, oltre ad un libro sui Padri della Patria, contenente i ritratti dei personaggi risorgimentali.
"Caro presidente - scriveva Mattarella a Paparelli dopo aver ricevuto il materiale -, è un onore far parte degli Uomini di Mondo".
Secondo lo statuto, per essere iscritti all'Associazione basta fare un solo giorno il militare nella Granda e lui, Capo delle Forze Armate, venendo in missione a Dogliani nel 2018 per onorare Luigi Einaudi, ecco che è diventato un Uomo di Mondo a tutti gli effetti. Quindi, visto che il Capo dello Stato non è iscritto ad alcuna associazione per rispetto della par condicio, Danilo Paparelli è l'unico in Italia che può dire di essere il «Presidente del Presidente».
Davvero un grande orgoglio per il nostro vignettista, lo stesso provato dagli amici del Caffè Letterario Albedo di Bra che, nel 2019 e nel 2025, hanno potuto apprezzare anche la sua anima editoriale, attraverso la presentazione delle sue ultime pubblicazioni.
Insomma, le vignette di Paparelli fanno sorridere e sorridere fa bene a tutti, nonostante tutto.





