Quella di sabato 5 settembre è stata una giornata destinata a entrare negli annali della climatologia piemontese.
Non soltanto per il caldo intenso, ma per la quantità e la distribuzione dei valori eccezionali registrati sul territorio.
Il dato simbolo arriva da Torino: alle 17 la stazione meteorologica del Dipartimento di Fisica dell’Università ha misurato 36,0 °C, superando il precedente primato mensile che risaliva addirittura al settembre 1895.
A sottolineare la portata dell’evento è il meteorologo Andrea Vuolo, che ha raccolto e diffuso i dati della giornata: sulla pianura piemontese sono stati raggiunti valori superiori ai 35 °C , con picchi prossimi ai 37 °C. Ma il caldo non si è fermato alla pianura: temperature intorno ai 30 °C sono state raggiunte anche a 1.000 metri di quota sulle Alpi.
Record mensili sono stati inoltre superati nelle stazioni aeroportuali di Torino Caselle e Cuneo Levaldigi.
Anche il Cuneese ha vissuto una giornata pienamente estiva.
A Bra, alle 17, il termometro è arrivato a 36,3 °C, mentre ad Alba la massima ha raggiunto i 35,3 °C alle 16.
A Cuneo, la stazione installata presso la Camera di Commercio segnava 33 °C alle 16. Alla stessa ora, presso Cascina Vecchia, il valore era di 34,5 °C. A Boves, alle 15.30, si sono raggiunti 34,8 °C, mentre a Dronero il termometro è arrivato a 33 °C.
Numeri che restituiscono con immediatezza l’eccezionalità della giornata: non qualche isolato picco locale, ma una vasta area della provincia interessata da temperature tipiche della piena estate.
E anche oggi, domenica 6 settembre, il caldo continua a farsi sentire, seppure con un’intensità leggermente inferiore.
I valori restano infatti superiori ai 30 °C in numerose località piemontesi.
Se le temperature al suolo colpiscono per i valori raggiunti, c’è però un altro parametro che racconta ancora meglio quanto sia anomala questa fase: lo zero termico.
ARPA Piemonte indica anche per le prossime ore una quota dello zero termico compresa tra 4.400 e 4.600 metri, con un successivo, graduale calo.
Per capire quanto sia fuori scala questo valore basta confrontarlo con la climatologia di settembre.
A Cuneo-Levaldigi, la quota media dello zero termico nel mese di settembre, calcolata sulla serie 2000-2024, è di circa 3.580 metri.
Significa che quando lo zero termico si colloca a 4.400-4.600 metri siamo indicativamente 800-1.000 metri al di sopra della media.
Non è il record assoluto recente: il 17 settembre 2025, sempre a Cuneo-Levaldigi, lo zero termico arrivò addirittura a 4.970 metri.
Ma non è più una questione di picchi ed eventi eccezionali. E' questione di ripetitività di episodi che fino a qualche anno fa erano, appunto, eccezionali.
Una quota dello zero termico che continua a rimanere per giorni sopra i 4.000 metri racconta una condizione che non può più essere considerata soltanto come una breve parentesi estiva fuori stagione.
E l’anomalia non riguarda soltanto le città e le pianure, ma coinvolge anche la montagna.
ARPA Piemonte aveva già previsto per l’inizio di settembre temperature massime in pianura nell’ordine dei 34-36 °C, valori definiti ben al di sopra delle medie del periodo. E nelle sue previsioni stagionali per l’autunno indica per settembre una marcata anomalia positiva delle temperature sul Piemonte: il quadro è dunque quello di un’estate che, almeno dal punto di vista termico, sembra non voler lasciare spazio al calendario.
A rendere ancora più delicato il quadro sono gli effetti che il caldo prolungato sta avendo sull’ambiente alpino.
Il crollo verificatosi il 1° settembre sul Monviso, sul quale ARPA Piemonte ha effettuato sopralluoghi e approfondimenti, si inserisce in una fase nella quale le alte temperature interessano anche le quote elevate.

E non è soltanto il Monviso a mostrare segnali di instabilità: anche in Valle Grana si sono verificati crolli e fenomeni che riportano al centro dell’attenzione gli effetti del riscaldamento sulle montagne piemontesi.
Da una parte ci sono i 35 °C abbondanti del Cuneese e i 30 °C a mille metri. Dall’altra c’è uno zero termico che viaggia a 4.500 metri, centinaia di metri sopra quella che dovrebbe essere la quota media di settembre.
A partire da mercoledì 9 settembre, una profonda area di bassa pressione convoglierà correnti d'aria decisamente più fresche e instabili e innescherà una marcata fase di maltempo, con precipitazioni importanti e un deciso calo delle temperature.
Archiviando le giornate bollenti, le notti tropicali, il disagio bioclimatico, la crisi idrica e il pericolo incendi.





