Attualità - 04 settembre 2026, 06:02

Dal territorio albese 12.815 euro per il Venezuela colpito dal terremoto: “La persona viene sempre prima di tutto”

La raccolta promossa dalla Caritas Albese ha coinvolto comunità civili e diocesane dopo il sisma del 24 giugno. Il direttore don Domenico Degiorgis: “Siamo ancora capaci di grande attenzione di fronte alle storie e ai drammi che toccano la nostra terra”

Dal territorio albese 12.815 euro per il Venezuela colpito dal terremoto: “La persona viene sempre prima di tutto”

12.815 euro. È la cifra raggiunta dalla colletta promossa dalla Caritas Albese per sostenere le popolazioni del Venezuela colpite dai terremoti del 24 giugno. Un risultato che per il direttore don Domenico Degiorgis racconta qualcosa che va oltre l'importo raccolto: la capacità di un territorio di reagire davanti a una tragedia che ha colpito persone a migliaia di chilometri di distanza.

La mobilitazione era partita dopo i due terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che avevano interessato il nord del Venezuela a distanza di appena 39 secondi, un fenomeno sismico poco comune che nelle settimane successive ha assunto le dimensioni di una delle più gravi catastrofi naturali vissute dal Paese in oltre un secolo.

Alla richiesta di aiuto hanno risposto persone, famiglie e comunità del territorio albese. La raccolta ha raggiunto complessivamente 12.815 euro, destinati agli interventi a favore delle popolazioni coinvolte.

“Abbiamo notato una sensibilità generalizzata, praticamente da parte di tutte le comunità civili e diocesane”, sottolinea don Domenico Degiorgis. Un'adesione che il direttore della Caritas legge come un segnale importante: “Questo ci fa ancora credere che siamo capaci di grande attenzione di fronte alle storie e ai drammi che toccano la nostra terra”.

La riflessione di Degiorgis parte dal Venezuela, ma si allarga al significato stesso della solidarietà. “L'importante è essere sempre attenti anche alle sofferenze e al dolore di ogni persona e creatura, anche quando magari non rientrano nei nostri schemi mentali o nelle nostre simpatie. La persona viene sempre prima di tutto”.

Un richiamo che assume un significato ancora più ampio per una realtà quotidianamente impegnata nell'accoglienza e nell'assistenza. “L'amore e la cura che ci vengono chiesti sono la testimonianza che siamo ancora capaci e all'altezza del nostro essere ‘umani’”, conclude il direttore.

Nel ringraziare quanti hanno partecipato, la Caritas Albese sottolinea come ogni contributo, indipendentemente dalla sua entità, rappresenti un aiuto concreto e un gesto di vicinanza verso chi ha perso casa, affetti e sicurezze. Il messaggio che accompagna il risultato della colletta è semplice: “La solidarietà accorcia le distanze e trasforma la speranza in gesti concreti. Grazie a tutti per non averli lasciati soli”.

d.v.

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