Al Direttore - 21 agosto 2026, 07:44

"Più autonomia, risorse e accorpamento dei piccoli Comuni"

Dall' Assemblada Occitana Valades la proposta di un nuovo modello: rafforzare gli enti, condividere competenze e personale e favorire la fusione dei centri minori

"Più autonomia, risorse e accorpamento dei piccoli Comuni"

Riceviamo e pubblichiamo:

Egregio direttore,

Il comune nelle zone marginali è di fatto l' unico ente presente in una quantità innumerevoli di situazioni. 

È l' ente per antonomasia più vicino al cittadino, quello a cui tutti possono rivolgersi, di cui spesso oltre al sindaco e agli amministratori si conosce di persona anche il geometra, l' impiegato dell' anagrafe, il responsabile dell'ufficio tributi e il cantoniere. 

Questa vicinanza di fatto ai cittadini (che nessun altro ente statale ha, ad esclusione, forse e comunque in forma diversa, dei carabinieri), va riconosciuta dallo stato centrale, che per tanto deve cedere competenze, personale e soprattutto risorse e autonomia ai comuni, soprattutto quelli piccoli e marginali (come quelli delle nostre valli occitane) dove quanto scritto in premessa vale 1000 volte più che in comuni più grandi (come le grandi o medie città di pianura o mezza valle), che a livello organizzativo sono più simili ad altri enti statali (come province o regione).

Non è tollerabile usare i comuni come bancomat o peggio ancora come luoghi dove dare mancette pre elettorali o dove venire a farsi 2 foto in campagna elettorale. 

Dal nostro punto di vista il sistema italia va ripensato partendo da una totale autonomia dei comuni. Ogni comune deve avere le risorse e il personale necessario.

Per affrontare questo grave problema proponiamo:

• L' istituzione di un coordinamento intercomunale e intervallivo che consenta alle amministrazioni locali di poter "sfruttare" le competenze e il personale di un comune in un altro comune, per situazioni di emergenza o  eventi che accadono molto raramente. Questo coordinamento dovrebbe essere l' embrione di una futura provincia autonoma occitana. 

- invitiamo le amministrazioni locali a valutare attentamente l' idea di fusioni tra piccoli comuni. Portando un esempio concreto ci sentiamo di menzionare la Valle Grana, dove ci sono 5 comuni che insieme hanno all' incirca 1500 persone. Avere 5 enti comunali richiede, soprattutto dal punto di vista amministrativo uno sforzo sempre più complicato (trovare 5 candidati sindaco, 50 consiglieri comunali, 5 segretari comunali ect ect...) cosa ormai sempre più complicato (come la sempre maggiore presenza di liste civette nei comuni dimostrano... Questo discorso vale anche per le altre valli. È necessario abbassare alcune bandierine e alcuni campalinismi per il bene comune dei paesi che viviamo! 

Ci dichiariamo favorevoli alle fusioni dei piccolissimi comuni, che sovente faticano a gestire l' ordinaria amministrazione per carenza di risorse e personale (pensiamo a molti piccoli comuni, dove sovente neanche l' ufficio tecnico lavora con almeno un impiegato in full time).

In questo caso il coordinamento da noi proposto sarebbe di fondamentale importanza per ottenere maggiori finanziamenti da bandi e progetti di fondazioni o dell' unione europea.

Il piccolo comune va valorizzato e le va data la giusta importanza. 

Non si possono tollerare i costanti tagli del personale e il ridimensionamento delle risorse.

Il personale va ricompensato economicamente (anche e soprattutto per fermare la grave e ormai pare inarrestabile emorragia di dipendenti, come dimostrano anche i sempre più numerosi concorsi che vanno a vuoto o con pochissimi candidati) e moralmente, mettendo al centro delle preoccupazioni della politica statale il piccolo comune, in tal modo il dipendente comunale si sentirà valorizzato.

Il comune, essendo la base a cui il cittadino si rivolge dovrebbe essere l' ente superiore anche nei confronti di enti attualmente più potenti (provincia, regione ect) in una totale sovversione delle dinamiche attuali.  Per fare un esempio pratico: se un cittadino si rivolge al comune per un miglioramento di una strada provinciale (che nelle province versano in condizioni scandalose, come già denunciato in precedenti comunicati), il comune deve avere l'autorevolezza e l'autorità di imporre alla provincia di intervenire.

Medesimo discorso deve valere con enti superiori (ad esempio la regione per la gestione del patrimonio forestale, un comune conosce meglio di tutti il suo patrimonio forestale e come gestirlo e deve avere voce preminente in merito). 

Nel nostro ragionamento, nell' ottica della creazione di una vera autonomia Occitana, il comune deve essere l' ente di ascolto e realizzazione (o comunque l'ente che ha la capacità di farlo) degli interventi mentre gli enti superiori devono solo gestire la continuità territoriale e l'uniformità degli interventi.

Perché ciò si realizzi è però necessario un cambio di passo nel riconoscimento delle competenze del comune, un netto cambio di passo nel CCNL delle funzioni locali (stipendi concorrenziali con il privato, benefit paragonabili quantomeno ai dipendenti delle funzioni centrali) e un cambio di mentalità globale nei confronti del dipendente comunale. 

Il comune è l' ente cerniera tra cittadino e stato, abbia anche il potere e il personale per esserlo a tutti gli effetti! 

L' Assemblada Occitana Valades.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU