Politica - 19 agosto 2026, 13:15

Voucher scuola, Calderoni replica a Sacchetto: "Più famiglie aiutate, ma per le statali i contributi diminuiscono"

Il consigliere regionale dem contesta la lettura della maggioranza sulla riforma: "È una precisa redistribuzione delle risorse a favore delle scuole paritarie"

Mauro Calderoni

Mauro Calderoni

Riceviamo e pubblichiamo:

"Leggendo il trionfalistico commento del collega Sacchetto sul voucher scuola, sembrerebbe che la Regione Piemonte abbia trovato il modo di aiutare più famiglie con più risorse. La realtà, come racconta con maggiore completezza Repubblica Torino, è un po' diversa".

Il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni interviene sulla riforma dei voucher scuola approvata dalla Regione Piemonte e contesta la lettura positiva data dalla maggioranza ai nuovi criteri di accesso.

"È vero – prosegue Calderoni – che quest'anno, modificando i criteri di accesso, la Regione è riuscita a finanziare tutte le domande ammissibili del voucher B, quello destinato alle famiglie degli studenti delle scuole statali per libri, materiale didattico e trasporti. Ma c'è un dettaglio che nella ricostruzione celebrativa di Sacchetto scompare: il contributo medio per chi frequenta la scuola statale si riduce sensibilmente".

La riforma ha infatti modificato le soglie ISEE per i due strumenti. Per il voucher B, destinato agli studenti delle scuole statali e delle agenzie formative per sostenere le spese relative a libri, materiale didattico e trasporti, la soglia di accesso è stata abbassata. Per il voucher A, rivolto invece alle scuole paritarie e destinato a sostenere iscrizione e frequenza, la soglia è stata innalzata da 26.000 a 30.000 euro.

Secondo Calderoni, quindi, dietro l'aumento complessivo della platea dei beneficiari ci sarebbe una scelta politica precisa nella distribuzione delle risorse.

"Non c'è nulla di scandaloso nel fatto che una maggioranza politica scelga di destinare più risorse alle scuole paritarie – sottolinea il consigliere regionale – è una scelta politica legittima, che la destra piemontese ha tutto il diritto di rivendicare. Quello che trovo poco convincente è raccontarla in maniera mimetica, attraverso i numeri complessivi, mettendo insieme interventi molto diversi e facendo così apparire come un semplice ampliamento del sostegno alle famiglie ciò che è anche una precisa redistribuzione delle risorse".

Il nodo, per il consigliere dem, non sarebbe dunque soltanto il numero delle famiglie che ricevono il voucher, ma l'entità del sostegno e la destinazione delle risorse tra i diversi percorsi scolastici.

"Se questa è la scelta della maggioranza – conclude Calderoni – la si dichiari con chiarezza e, magari, la si rivendichi anche con orgoglio. Ma senza nascondersi dietro la crescita della platea complessiva dei beneficiari. Perché il punto non è soltanto quante famiglie ricevono un contributo, ma quanto ricevono e per quale tipo di scuola".

"E su questo la differenza c'è, ed è una differenza politica. Del resto, come ricordava don Lorenzo Milani: non c'è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali".

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