Attualità - 12 agosto 2026, 19:45

Gestione dell'acqua, Confagricoltura Piemonte rilancia le aree di infiltrazione

Un sistema naturale per raccogliere la Risorsa nei mesi autunnali e invernali a beneficio dei campi

Gestione dell'acqua, Confagricoltura Piemonte rilancia le aree di infiltrazione

La transizione da una gestione dell'emergenza a un'infrastruttura regionale dell'acqua rappresenta oggi la vera priorità per la tenuta del sistema economico e agricolo piemontese. Di fronte a un clima caratterizzato dall'alternanza sempre più frequente tra precipitazioni violente e lunghi periodi di magra, Confagricoltura Piemonte chiede un cambio di passo decisivo, rilanciando alla Regione la proposta delle Aree Forestali di Infiltrazione (AFI) per ricaricare in modo naturale le falde acquifere nei periodi di minore fabbisogno irriguo.

Il meccanismo delle AFI si basa su un'idea semplice e già testata sul campo: utilizzare i terreni agricoli connessi alla rete irrigua da ottobre a giugno, allestendoli con filari di alberi, arbusti e canalette disperdenti. L'acqua accumulata viene diffusa e lasciata filtrare nel sottosuolo, alimentando la principale riserva idrica strategica del territorio. Per concretizzare questo strumento, l'organizzazione agricola propone l'avvio di progetti pilota in collaborazione con i consorzi irrigui, prevedendo specifici incentivi per gli agricoltori che mettono a disposizione le proprie superfici.

"Non stiamo parlando di una soluzione teorica, ma di una modalità già sperimentata", evidenzia il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, rivolgendosi direttamente alle istituzioni. "Riteniamo quindi utile verificare con progetti pilota se e dove le AFI possano essere applicate in Piemonte". Da qui il messaggio indirizzato al presidente della Regione Alberto Cirio e agli assessori Paolo Bongioanni e Matteo Marnati: "Lavoriamo insieme per trasformare l'emergenza idrica in una strategia strutturale per la sicurezza dell'acqua".

L'introduzione delle aree di infiltrazione si inserisce all'interno di una visione d'insieme che deve necessariamente integrare più interventi. Secondo l'associazione, occorre infatti procedere parallelamente con la manutenzione e l'ammodernamento della rete irrigua per azzerare le perdite, incrementando al contempo la capacità di accumulo complessiva. Questo traguardo richiede sia la realizzazione di grandi invasi sia una rete diffusa di piccoli bacini e laghetti a uso plurimo, anche a livello aziendale.

"Grandi invasi, piccoli bacini, reti irrigue efficienti e sistemi per la ricarica delle falde non sono alternative, ma parti di una stessa strategia", conclude Allasia, ricordando come la tutela delle risorse idriche non sia una semplice vertenza di settore, ma una vera e propria sfida di sviluppo territoriale che riguarda l'intera comunità.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU