Attualità - 09 agosto 2026, 17:15

Torna a vedere a 82 anni grazie all'intelligenza artificiale: intervento da record al San Luigi di Orbassano

La paziente, affetta da cataratta e glaucoma, passa da meno di un decimo a otto decimi di vista. L'IA ha rielaborato i dati biometrici, simulato le reazioni anatomiche e progettato nei minimi dettagli un secondo cristallino su misura

Torna a vedere a 82 anni grazie all'intelligenza artificiale: intervento da record al San Luigi di Orbassano

Per oltre vent'anni ha convissuto con una vista quasi completamente compromessa, rassegnata a non poter più utilizzare l'occhio destro. Oggi, a 82 anni, una donna piemontese è tornata a vedere nitidamente e senza il supporto di occhiali. Il miracolo è avvenuto all'AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, grazie a una complessa operazione che ha unito la precisione della microchirurgia alle potenzialità dell'intelligenza artificiale.

"Per tanti anni mi ero abituata all’idea di non poter più vedere bene e senza poter utilizzare davvero l’occhio destro. Oggi riuscire a guardare nuovamente con entrambi gli occhi, senza occhiali, è qualcosa che non pensavo possibile", racconta la paziente che preferisce mantenere l’anonimato.

Chirurgia e AI

La situazione di partenza era drammaticamente complessa: la paziente era affetta da cataratta e glaucoma, con un visus ridotto a meno di un decimo nell'occhio destro e a un decimo in quello sinistro. L'occhio destro, in particolare, mostrava le cicatrici di un vecchio intervento di cataratta mai risolto del tutto, tra aderenze infiammatorie, dilatazione della pupilla e alterazioni anatomiche. A complicare il quadro c'erano dimensioni oculari ridottissime ed un'ipermetropia elevata.

Lenti tradizionali e trattamenti laser sulla cornea non offrivano alcuna via d'uscita. La svolta è arrivata grazie al professor Raffaele Nuzzi, direttore della Struttura Complessa Universitaria di Oftalmologia del San Luigi, che ha scelto di unire la chirurgia alle potenzialità dell'intelligenza artificiale. L'IA è stata impiegata come un vero e proprio architetto digitale: ha rielaborato i dati biometrici della donna, simulato le reazioni anatomiche e progettato nei minimi dettagli un secondo cristallino artificiale su misura.

L'intervento mininvasivo e il recupero

Operando attraverso microincisioni corneali, il professor Nuzzi ha ripulito l'occhio dalle vecchie aderenze, rimodellato iride e pupilla e impiantato con precisione millimetrica il nuovo cristallino artificiale, preservando la cornea ed evitando complicazioni.

I risultati hanno superato ogni aspettativa: l'occhio destro è passato da meno di 1/10 a ben 8/10 di vista, mentre il sinistro ha raggiunto un perfetto 10/10, il tutto senza più dover ricorrere agli occhiali. Cosa ancora più straordinaria, il cervello della paziente ha ripreso a far collaborare i due organi, restituendole la percezione tridimensionale della profondità che le mancava da anni.

"La complessità di questo caso nasceva dalla sovrapposizione di numerosi problemi anatomici e funzionali e dagli esiti degli interventi e delle infiammazioni precedenti -  spiega il professor Raffaele Nuzzi -. Non esisteva una soluzione standard applicabile alla paziente. L’intelligenza artificiale ci ha fornito uno strumento importante per integrare i diversi parametri, effettuare le simulazioni e soprattutto progettare il secondo cristallino artificiale necessario per questo specifico occhio. La tecnologia, però, diventa réellement utile quando viene inserita all’interno della valutazione clinica e dell’esperienza chirurgica. Il risultato più importante è che oggi i due occhi sono tornati a lavorare insieme, con un recupero della visione stereoscopica e tridimensionale".

Al San Luigi mille interventi l'anno

L'impresa rientra nell'ampia attività ad alta complessità portata avanti dalla Struttura di Oftalmologia del San Luigi, un centro capace di eseguire circa 1.000 interventi specialistici l'anno, che spaziano dalla chirurgia oncologica palpebrale ai trapianti di cornea, fino al trattamento di patologie vitreo-retiniche complesse.

"Questo intervento racconta bene quale debba essere il ruolo dell’innovazione in sanità: mettere strumenti sempre più avanzati nelle mani di professionisti capaci di utilizzarli per trovare risposte nuove ai bisogni dei pazienti - sottolinea Davide Minniti, direttore generale dell’AOU San Luigi Gonzaga -. In questo caso l’intelligenza artificiale non sostituisce la competenza del medico, ma ne amplia le possibilità. Il risultato raggiunto dal professor Nuzzi e dalla sua équipe, unico in Italia, è espressione dell’elevato livello di specializzazione della nostra Oftalmologia e della capacità del San Luigi di tradurre ricerca e innovazione in opportunità concrete di cura".

Anche le istituzioni regionali hanno voluto evidenziare l'importanza dell'evento per il territorio piemontese.

"La storia di questa paziente - dichiara Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte - dimostra come l'innovazione abbia davvero valore quando riesce a restituire alle persone ciò che sembrava perduto. Una sanità capace di mettere ricerca, innovazione e professionalità al servizio dei pazienti, trasformando il progresso scientifico in opportunità concrete di cura".

Daniele Caponnetto

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