Riceviamo e pubblichiamo.
"Sette mesi fa avevo deciso di raccontare pubblicamente una vicenda che andava ben oltre un accordo integrativo: riguardava un principio fondamentale, la libertà di espressione politico-sindacale. Come RSU FP CGIL avevamo chiesto di allegare una nota a verbale per spiegare le ragioni della mancata sottoscrizione dell'accordo. Quella possibilità ci era stata negata. Non era una questione formale né una battaglia della sola FP CGIL: era il diritto di una rappresentanza eletta dai lavoratori di poter lasciare agli atti il proprio dissenso. Dopo sette mesi di confronto e grazie al lavoro dei nostri legali, l'ASL CN2 ha comunicato che la nostra nota a verbale verrà pubblicata. Accolgo questa decisione con soddisfazione, non perché ci siano vincitori o vinti, ma perché viene finalmente riconosciuto un principio essenziale per la qualità delle relazioni sindacali. Il confronto non significa uniformità di pensiero: quando condividiamo un accordo lo sosteniamo, quando riteniamo che non tuteli pienamente lavoratrici e lavoratori abbiamo il dovere di dirlo. Oggi, però, è necessario guardare oltre. La sanità pubblica sta affrontando sfide enormi.
L'ASL CN2 è chiamata a un piano di rientro di circa 9 milioni di euro, ma l'equilibrio dei conti non può essere raggiunto scaricando il peso dell'organizzazione sui lavoratori. In molti reparti i turni di 12 ore e le prestazioni aggiuntive sono ormai indispensabili per garantire continuità assistenziale e ridurre le liste d'attesa. Questo dimostra il grande senso di responsabilità del personale, ma anche un sistema che rischia di reggersi sempre più sulla disponibilità delle persone anziché su una programmazione adeguata. Preoccupa inoltre l'ipotesi di ridurre il personale amministrativo. Gli amministrativi non svolgono solo attività burocratiche: garantiscono funzioni essenziali e rappresentano spesso, insieme agli operatori sanitari e socio-sanitari, il primo volto che accoglie il cittadino. Nei reparti più delicati, come Oncologia, Pediatria e Psichiatria, una parola diconforto, un sorriso e la capacità di ascoltare hanno un valore che nessun indicatore economico potrà mai misurare. La sanità pubblica non può essere ridotta a numeri, costi e bilanci. Dietro ogni dato ci sono lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali e cittadini che chiedono non solo di essere curati, ma di essere accolti con dignità e umanità. La vicenda della nota a verbale si chiude positivamente. Ora il confronto sindacale può ripartire su basi più solide. Le vere priorità sono altre: assumere personale, valorizzare tutte le professionalità e difendere una sanità pubblica, universale e di qualità, nell'interesse dei lavoratori e di tutti i cittadini".
Giovanna Cresci, segreteria FP CGIL Cuneo





