Politica - 16 luglio 2026, 14:54

Il ministro Nordio avvia l'istruttoria per la richiesta della grazia a Mario Roggero

Dalla Lega cartelli nell'aula del Senato: "Ti vogliamo libero subito"

Mario Roggero con la moglie Mariangela e una delle figlia durante uno dei suoi recenti appelli via social

Mario Roggero con la moglie Mariangela e una delle figlia durante uno dei suoi recenti appelli via social

A quanto si apprende, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che, nell’aprile 2021 a seguito della rapina subita nel suo negozio, uccise due rapinatori e ne ferì un terzo e per il quale è divenuta definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi. 

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Dalla Lega cartelli al Senato per chiedere la grazia: 'Ti vogliamo libero subito'

Dalla Lega cartelli nell'aula del Senato con la foto di Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori dopo una rapina nel suo negozio. "Noi caro Mario ti vogliamo libero subito", ha detto intervenendo a fine seduta il senatore Giorgio Maria Borgesio (Lega) e rivolgendo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella "un rispettoso appello" per concedergli la grazia. Sarebbe "un gesto di alta umanità e di misericordia istituzionale nei confronti di un uomo che porta già sulle spalle il peso di una vicenda tragica". (Sci/Adnkronos)

[Il senatore Bergesio con Mario Roggero e i suoi familiari nella gioielleria di Gallo Grinzane]

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Rossi e Pentenero (Pd): "Cirio Strumentalizza una vicenda delicata per inseguire la destra"

«Siamo di fronte a una gravissima caduta di stile istituzionale da parte del presidente della Giunta Regionale. Invece di usare il Consiglio Regionale per fare una gara di populismo con gli altri partiti della sua coalizione, il presidente dovrebbe venire in aula a rispondere sullo stato della nostra sanità, sui trasporti e sulla crisi economica.». E' quanto affermano il consigliere regionale e segretario del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, e la capogruppo Pd in Consiglio Regionale, Gianna Pentenero, intervenendo in merito alla scelta del Presidente Alberto Cirio di portare in aula un ordine del giorno per chiedere la concessione della grazia per il gioielliere Mario Roggero.
«Non vediamo il Presidente  in Consiglio Regionale da tempo e  non ha mai presentato  documenti sulle questioni cruciali che riguardano il futuro della nostra regione» proseguono i rappresentanti Dem, forti di un dato ufficiale che vede Cirio presente solo per il 17% delle sedute. «Oggi - proseguono - scopre che il Consiglio è importante, ma invece di portare documenti per la crisi economica, le liste d’attesa, i trasporti o qualsiasi altro tema di cui lui è responsabile annuncia un Ordine del Giorno su un tema che nulla ha a che vedere con le competenze della Regione e su cui potrebbe attivarsi in mille modi come Presidente della Regione. Scegliere di portare un documento in Aula significa strumentalizzare una situazione delicata quando invece servirebbero discrezione, razionalità e senso delle istituzioni, anche per rispetto nei confronti del Presidente della Repubblica».
Segretario e capogruppo sottolineano l'inutilità dell'atto dal punto di vista procedurale: «Cirio ha scelto la strada sbagliata, perché l’eventuale discussione in aula non ha nulla a che fare con il percorso reale per l'ottenimento della grazia, sul cui iter la Costituzione è molto chiara. Mi stupisce che Cirio, che si professa sempre liberale, moderato e pragmatico, abbia scelto  di alimentare la peggior politica, quella che cavalca le emozioni più viscerali dell'opinione pubblica per puro tornaconto elettorale, decidendo di partecipare a una gara tra i partiti di destra. Siamo di fronte all’effetto Vannaci nella coalizione di centro-destra». «Questa mossa – concludono Rossi e Pentenero – è l'ennesimo tentativo di distrazione di massa. Cirio butta la palla in tribuna in un contesto in cui, sistematicamente, si sottrae alle discussioni che davvero interessano ai cittadini piemontesi, perché non ha soluzioni da proporre dopo 7 anni di governo. Il Piemonte merita di più».

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Appendino (M5S): "Destra sciacalla: grazia a chi spara non è risposta a insicurezza"

"Proprio perché umanamente posso immaginare lo shock di un uomo che subisce una rapina nel proprio negozio e la sensazione di dover fare da soli perché lo Stato non c’è, la risposta della destra alla sentenza su Mario Roggero mi indigna. Invece di affrontare le ragioni profonde di quella solitudine - assumere più agenti, ridurre i turni massacranti delle forze dell’ordine, presidiare davvero i territori - Salvini, Crosetto e Cirio si avventano come sciacalli mobilitandosi in massa per la grazia. Un coro unanime e immediato, utile solo per parlare alla pancia delle persone e tirare fuori qualche titolo di giornale per distrarre dai tanti fallimenti del governo. Ma se sempre più italiani si sentono soli davanti a un ladro o una violenza, la risposta non è applaudire chi spara o inneggiare al Far West nelle nostre città, ma garantire la presenza dello Stato perché nessuno sia portato anche solo a pensare di agire da solo. Presidio del territorio, vuoti di organico da colmare, risorse alle forze dell’ordine: il Movimento 5 Stelle propone fatti concreti, non insegue passerelle securitarie." E' quanto dichiara la deputata M5S Chiara Appendino in una nota.

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