Legambiente con Fondazione Ecosistemi ha conferito al Comune di Alba la menzione speciale di "Miglior Comune 95% GPP", con la seguente motivazione: "Ottimo risultato ottenuto nel monitoraggio dell'osservatorio Appalti Verdi sull'applicazione del Green Public Procurement e dei Criteri Ambientali Minimi nelle procedure di acquisto lavori, servizi e forniture negli appalti 2025".
Il riconoscimento è stato consegnato da Legambiente e dall'Osservatorio Appalti Verde il 2 luglio scorso a Roma, durante la XXXIII edizione di "Comuni ricicloni" di Legambiente nella giornata finale dell'Ecoforum nazionale dell'economia circolare organizzato dall'associazione ambientalista, Kyoto Club e La Nuova Ecologia in collaborazione con Conou e con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma.
Insieme ad Alba, hanno ricevuto lo stesso riconoscimento anche Cremona e Ravenna. A tutte e tre le città la menzione speciale per il risultato raggiunto e per essere in prima fila nella raccolta differenziata.
Dichiarano congiuntamente il sindaco di Alba Alberto Gatto e l'assessore all'Ambiente Roberto Cavallo: «Ricevere da Legambiente la menzione speciale "Miglior Comune 95% GPP" è un riconoscimento che premia il lavoro svolto dall'Amministrazione comunale e dagli uffici nell'integrare la sostenibilità ambientale nelle procedure di acquisto pubblico. Questo risultato conferma che una pubblica amministrazione può contribuire concretamente alla transizione ecologica attraverso scelte responsabili, applicando con rigore i Criteri Ambientali Minimi e promuovendo il Green Public Procurement in tutti gli ambiti possibili. Essere tra i tre Comuni italiani premiati è motivo di orgoglio per Alba e rappresenta uno stimolo a proseguire su questa strada, continuando a investire in politiche che coniughino tutela dell'ambiente, qualità dei servizi, innovazione ed efficienza amministrativa. Ringraziamo gli uffici comunali per la professionalità e l'impegno che hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante traguardo, che appartiene a tutta la nostra comunità».
All'Ecoforum è stato presentato il IX report dell'Osservatorio Appalti Verdi di Legambiente e Fondazione Ecosistemi che scatta una fotografia puntale sui dati (2025) del Green Pubblic Procurament e l'applicazione dei GPP e dei CAM (Criteri Ambientali Minimi) nelle gare 2025 da parte delle pubbliche amministrazioni.
In Italia su 531 comuni totali che hanno risposto al questionario (di cui 480 comuni non capoluogo e 51 capoluoghi di provincia) cresce, seppur lentamente, l'indice medio di performance del totale dei Comuni che si attesta al 57% (due punti in più rispetto al 2025), con differenze significative tra quello dei Capoluoghi di provincia (77%) e il resto dei Comuni (55%). A livello territoriale, si confermano importanti differenze di applicazioni tra le diverse aree del Paese con il nord d'Italia l'area più attenta e sensibile, seguita dal sud e le isole. Arranca, invece, il centro Italia. A livello regionale, le migliori performance medie raggiunte sull'applicazione del GPP vedono in prima fila l'Emilia Romagna con un indice medio del GPP pari al 74%, il Friuli Venezia Giulia (61%), la Toscana (67%), l'Abruzzo (73%), la Liguria e la PA di Bolzano (69%). Tra i comuni capoluogo, Ancona, Brescia, Cremona, Ravenna, Rimini, Padova sono quelli che nel 2025 hanno centrato il 95% GPP con acquisti in almeno in 16 categorie merceologiche dei 19 CAM indagati, nei bandi 2025.
Per quanto riguarda l'applicazione dei CAM, nel 36,5% dei casi inerenti ai comuni non capoluogo i CAM non sono stati applicati (1.655 casi su 4.539 gare), nonostante sia un obbligo di legge. Un percentuale che scende drasticamente nel caso dei comuni capoluogo invece (14% del campione dei capoluoghi, 102 casi su 727 gare). Numeri che si traducono con inadempienze registrate 1 gara ogni 3 del campione di indagine complessivo. In particolare, quelli che riscontrano più difficoltà e hanno un tasso di non applicazione maggiore del 50% sono, tra i comuni non capoluogo, il CAM Prodotti tessili (63,6%), quello sulle calzature da lavoro e accessori in pelle (63,6%), quello relativo ai Punti di ristoro e distributori automatici (64,8%) e quello sugli eventi culturali (72,1%).
Ai dati sui GPP e CAM, si affiancano poi le criticità da risolvere, a partire dalla mancanza di formazione e la difficoltà nella stesura dei bandi, ribadita da 71% dei Comuni e dal 55% dei Capoluoghi. Altri anelli deboli sono il "Monitoraggio degli Acquisti Verdi" (segnalato dal 14% Capoluoghi e dal 4% Comuni – dati al ribasso rispetto al 2025). Buona notizia, riguarda, invece la "conoscenza del Green Public Procurement" ormai consolidata come politica necessaria per il GPP nell'amministrazione pubblica (media complessiva 98% per i Capoluoghi e 84% per i Comuni).





