"Domani saprò il mio destino". È con queste parole che Mario Roggero ha scelto di rivolgersi ai propri sostenitori e all’opinione pubblica alla vigilia della sentenza della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul suo caso.
Condannato nei primi due gradi di giudizio per i fatti seguiti alla rapina del 28 aprile 2021 nella sua attività di Gallo Grinzane, la sua vicenda processuale approda così all’ultimo grado di giudizio dopo la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Torino, che aveva rideterminato in 14 anni e 9 mesi la pena inflitta al commerciante per omicidio volontario, tentato omicidio e porto abusivo d’arma.
In un videomessaggio pubblicato sui social e che in poche ore ha raccolto oltre 30mila reazioni, il gioielliere di Grinzane Cavour ripercorre alcuni passaggi della propria vita, soffermandosi sulla famiglia, sul lavoro e sugli anni trascorsi a costruire la propria attività. Un racconto personale che si intreccia con l’attesa per una decisione che potrebbe rappresentare l’epilogo definitivo della sua vicenda giudiziaria.
"Domani, 15 luglio 2026, saprò il mio destino", afferma Roggero guardando in camera. Poi il pensiero corre ai suoi affetti più cari: le figlie, i nipoti e una vita che, racconta, è stata dedicata al lavoro e alla famiglia.
Il passaggio più intenso arriva quando il gioielliere parla della prospettiva che più lo spaventa. "Oggi sono nonno di otto meravigliosi nipoti e il mio sogno sarebbe stare al loro fianco per vederli crescere. E l'idea di non poterci essere per colpa di un'ingiustizia mi fa stare veramente male", dice con la voce rotta dall’emozione, riferendosi all’esito atteso dalla Suprema Corte.
Nel videomessaggio non mancano i ringraziamenti alle tante persone che in questi anni gli hanno manifestato vicinanza e sostegno. Un sostegno che Roggero definisce fondamentale nell’affrontare una vicenda che continua a suscitare attenzione e dibattito ben oltre i confini del Cuneese.
Con il passare dei minuti l’emozione diventa sempre più evidente. Nel finale del video Roggero abbassa lo sguardo, si interrompe più volte e non riesce a trattenere le lacrime. Un’immagine che restituisce tutta la tensione e il peso dell’attesa a poche ore dalla decisione della Cassazione.
Domani la Suprema Corte sarà chiamata a pronunciarsi sul ricorso della difesa ammettendolo o rigettandolo. Per Mario Roggero sarà il giorno della verità.





