Attualità - 10 luglio 2026, 16:43

"Presidente, prenotare un esame è un’impresa": la lettera a Cirio nel giorno del quarto posto nei Lea

La Regione ha comunicato l'ottimo risultato raggiunto dal Piemonte ed elaborato dal Ministero della Salute sui Livelli Essenziali di Assistenza. Ma questa testimonianza racconta l'altra faccia della sanità pubblica

"Presidente, prenotare un esame è un’impresa": la lettera a Cirio nel giorno del quarto posto nei Lea

Il Piemonte migliora ancora la propria posizione e arriva al quarto posto nella classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), elaborata dal Ministero della Salute attraverso gli indicatori CORE del Nuovo Sistema di Garanzia relativi all'anno 2024. LEGGI QUI

Questo importante risultato è stato comunicato poco fa direttamente dalla Regione, che ha inviato una nota stampa a tutte le testate giornalistiche. 

C'è di che essere fieri: con 272 punti il Piemonte è al 4° posto assoluto, prima Regione del Nord Ovest, davanti alla Lombardia, al sesto posto con 270.

"I LEA non misurano le promesse, ma la capacità concreta di garantire ai cittadini i servizi fondamentali della sanità pubblica. Per questo il miglioramento del Piemonte assume un valore ancora maggiore: certifica che gli investimenti, il lavoro sull'organizzazione e il rafforzamento del personale stanno producendo risultati misurabili", dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l'assessore alla Sanità Federico Riboldi.

Il comunicato è arrivato con il tempismo perfetto per consentirci di pubblicare la lettera di una signora, che si rivolge proprio al presidente Cirio.

Questa donna cuneese, con la quale abbiamo parlato al telefono, esprime la sua amarezza e la sua rabbia per l'enorme difficoltà che incontra nel prenotare gli esami che, periodicamente, vengono prescritti dal chirurgo che segue il marito e che vanno eseguiti nei tempi richiesti, per poter essere valutati in sede di visite periodiche. 

Ma riuscirci è un'impresa. Perché il problema delle liste d’attesa, uno degli aspetti presi in considerazione nella valutazione dei LEA insieme a molti altri indicatori, continua a pesare sulla vita di tanti cittadini. 

Lo sanno anche in Regione, ovviamente. E non lo sottovalutano,

Ma quando il problema è apparentemente privo di orizzonti di cambiamento, è difficile non essere arrabbiati. 

Lasciamo che siano le sue parole a raccontare. 

***
Gentile Presidente,

desidero portare alla Sua attenzione, e a quella degli organi di stampa in copia, un tema che sta particolarmente a cuore a me e a migliaia di cittadini: la gestione della sanità pubblica e, nello specifico, i continui ostacoli legati alle liste di prenotazione.

Forse a Lei questo problema non si pone, non avendo difficoltà a prenotare un esame in ospedale o disponendo delle risorse per ricorrere alla sanità privata. Ma la maggior parte di noi fatica a sbarcare il lunario, cerca di fare doppi lavori finché la salute lo permette e non può assolutamente permettersi le tariffe dei privati.

Le racconto una storia: nel 2019 mio marito, allora con un contratto a termine, ha accusato un malore improvviso sul lavoro. Grazie alla prontezza di un collega, i soccorsi sono stati tempestivi. La situazione era drammatica: è stato sottoposto a un intervento d'urgenza di ben 8 ore per salvargli la vita. La diagnosi era gravissima: dissezione dell'aorta.

(Evidenziamo che quest'uomo ha sempre condotto una vita sana. Non ha mai fumato e ha sempre fatto sport e gare in bicicletta. ndr). 

Da lì è iniziato un calvario. Gli altri interventi programmati sono slittati a causa del Covid. Nel 2020 un nuovo malore, un'altra operazione d'urgenza alla valvola aortica e la consapevolezza che il resto dell'aorta fosse gravemente compromesso. Dal 2020 al 2023 mio marito ha subito ben 5 interventi chirurgici.

Se oggi è qui, lo dobbiamo esclusivamente all'eccellenza dell'Ospedale di Cuneo: alla professionalità, all'empatia e all'umanità di medici, infermieri e OSS che lo hanno salvato e ci hanno sostenuti emotivamente. 

Sono stati quattro anni lunghissimi, vissuti con il fiato sospeso per i continui rischi. Quattro anni che hanno stravolto la nostra vita: mio marito non poteva lavorare, si affaticava per ogni minimo sforzo e, data la patologia, nessuno lo assumeva, con il costante rischio di un esaurimento nervoso.

Le racconto tutto questo perché, a causa di questo quadro clinico, mio marito deve sottoporsi ogni anno a esami di controllo salvavita. Ed è qui che inizia l'odissea: la prenotazione.

Ogni anno è un'impresa titanica. I calendari delle prenotazioni non vengono aperti in tempo utile e i cittadini sono costretti a passare le giornate sul portale della Regione o al telefono, ascoltando un disco che ripete sempre la stessa cantilena.

Deve comprendere che in ospedale non ci si va per divertimento. Nessuno si è cercato la propria disabilità. 

Perché, allora, non si mette una mano sul cuore per difendere e non far decadere il nostro ospedale? 

Forse, anziché presenziare all'inaugurazione di fiere, tagliare nastri e partecipare a rinfreschi istituzionali, sarebbe più opportuno concentrarsi sulla salute dei piemontesi, sbloccando una volta per tutte questi calendari di prenotazione.

In attesa di un Suo riscontro – che mi auguro non sia la solita risposta formale da politico, ma un riscontro concreto da uomo.

Cordiali saluti,

Lettera firmata

Barbara Simonelli

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